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95 Giornata mondiale del Risparmio
​(31 ottobre 2019) Relazione del Presidente dell'Associazione bancaria italiana, Antonio Patuelli

E’ più complesso il risparmio con tassi addirittura negativi e quando, in economia, è cresciuto enormemente il ruolo degli algoritmi che non stimolano lo spirito critico.  Il mondo bancario deve favorire la consapevolezza e lo spirito critico nelle scelte finanziarie: le tecnologie debbono essere di supporto alle scelte umane.
  
INNOVAZIONE E LEGALITA’
Gli algoritmi sono utilissimi, ma non sono soggetti giuridici, dipendono da responsabilità umane. 
Le banche debbono prevenire ed evitare abusi causati da algoritmi e dai nuovi “poteri forti” tecnologici sovrannazionali che non debbono sovrastare il diritto. 
Non ci arrenderemo mai di fronte alla tutela di tutti i diritti di libertà, per un capitalismo responsabile ed equo.  Dobbiamo umanizzare l’uso delle tecnologie.  Non dobbiamo subire passivamente i cambiamenti, ma usarli anche per nuove iniziative e nuove fonti di ricavo. Il diritto internazionale, l’europeo e il nazionale debbono garantire la supremazia della legalità nello sviluppo delle nuove tecnologie.  
Anche le cripto valute debbono essere preventivamente inquadrate nella legalità per evitare riciclaggio e illegalità. 
La rivoluzione del digitale e degli algoritmi convive con l’assenza di una codificazione unitaria e con disomogeneità delle regole della concorrenza: anche i Trattati europei sono carenti e datati. 
Gli algoritmi sono i nuovi protagonisti dei mercati e non debbono schiacciare, con abusi di posizioni dominanti, i diritti dei risparmiatori. 
E’ inderogabile l’equilibrio fra diritti e tecnologie nella tutela del risparmio. Il Parlamento europeo ha stabilito una responsabilità almeno “in vigilando” delle persone che programmano algoritmi e intelligenze artificiali. 
Le attività bancarie e finanziarie sono frontiere avanzate in questi nuovi equilibri di doveri e diritti. Tutela del risparmio è anche puntuale e corretta applicazione dell’innovativo accordo ABI-Sindacati del 2017 contro illecite pressioni commerciali. 
Ora il costruttivo confronto per il nuovo Contratto Nazionale di Lavoro sta già producendo convergenze per nuove iniziative sulle sempre più nuove tecnologie. 
 
LE BANCHE
 
Il 4 novembre l’Unione Bancaria compie cinque anni: è molto cresciuta la Vigilanza unica, ma non le indispensabili codificazioni di Testi unici europei di diritto bancario, finanziario, tributario, fallimentare e penale dell’economia, senza i quali non è stata realizzata la prevista garanzia europea dei depositi.  
Con tassi infimi e passivi, le Banche debbono ricalibrare il rischio, il cui costo non può essere sproporzionato rispetto ai tassi.  
Le Banche debbono fare quasi dei “miracoli” per ottenere una redditività adeguata e rafforzare progressivamente i patrimoni, per sostenere una ripresa che sempre stenta. 
Le Banche in Italia hanno dovuto fare “miracoli” per i salvataggi delle banche concorrenti che dal 2015 sono costati ben 12,5 miliardi di euro che continuano a crescere anche per altri costi relativi a tali crisi.
Il salvataggio di Carige è un successo delle Banche attraverso il Fondo interbancario di tutela dei depositi. 
Le banche in Italia hanno fatto “miracoli” anche nella riduzione dei costi della crisi: le sofferenze nette sono passate da 88 miliardi del 2015 ai 32 miliardi di agosto 2019. Ora gli sforzi sono orientati sulle altre forme di crediti deteriorati. Ma è forte la preoccupazione di una possibile nuova recessione. 
La BCE, con i tassi a zero e negativi da tempo, sta sostenendo imprese, famiglie e Stati per la ripresa. Le Banche, pur penalizzate dai tassi, sono impegnate per la ripresa. 
Chiediamo alle Istituzioni di fare maggiori sforzi per la ripresa dello sviluppo e dell’occupazione, con più misure nazionali ed europee per i fattori della competitività. 
Sono urgenti opere pubbliche per tutta l’Italia, con efficienti servizi pubblici e connessioni con l’Europa e il mondo. 
 
LOTTA AL RICICLAGGIO E ALL’EVASIONE FISCALE
 
Le Banche sono in prima fila contro il riciclaggio, strettamente connesso anche all’evasione fiscale. Le Banche sostengono alti costi per la legalità finanziaria. In Italia crescono le transazioni tracciate, in connessione con circuiti internazionali.  
Più crescono le transazioni elettroniche e più calano i costi di produzione per gli utenti che scelgono fra prodotti e servizi diversi e in concorrenza fra loro. L’ABI non deve e non può fissare prezzi per prodotti e servizi in concorrenza. Per “Euromonitor-Mastercard”, il livello medio dei costi dei pagamenti digitali in Italia è dell’1,1%, dell’1,6% in Olanda, 1,5% in Germania e 1,2% in Finlandia. Non servono divieti inapplicabili e “grida” manzoniane, ma più cultura civica e incentivi per i dettaglianti, come avviene per i benzinai, per i pagamenti elettronici. 
 
IL RISPARMIO
 
Mentre crescono i dazi e i paradossi come Brexit, che stravolge la nazione solitamente più razionale, l’economia deve avere l’etica come stella polare. I mercati aperti sono un mezzo per generare ricchezza e diffondere libertà: il commercio presuppone pace, fiducia e collaborazione. Equilibrio e misura, sobrietà e rigore debbono essere presupposti del nuovo clima di fiducia, indispensabile per la ripresa dello sviluppo e dell’occupazione.
E come Jean Monnet, sono convinto che “negli affari la miglior furbizia è l’onestà”.
 












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