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Dlgs per l'attuazione della direttiva Ue anti riciclaggio
(29 marzo 2017) Audizioni del Direttore generale ABI Giovanni Sabatini presso le Commissioni riunite giustizia e finanze della Camera e le Commissioni riunite giustizia, finanza e tesoro del Senato
    ​Illustre Presidente, Onorevoli Deputati e Senatori,
    consentitemi innanzitutto di ringraziarvi, a nome dell’Associazione bancaria italiana e del Presidente Antonio Patuelli, per l’invito a partecipare alla presente audizione che consente di esprimere il punto di vista del mondo bancario sullo schema di Decreto legislativo di recepimento della Direttiva 849/2015 in materia di anti-riciclaggio e contrasto al finanziamento del terrorismo internazionale.
    Vorrei innanzitutto partire da un dato, che è nel Dna degli intermediari bancari e che è emerso chiaramente anche dal recente rapporto del Fondo monetario internazionale (Fmi): la chiave del contrasto e della prevenzione di fenomeni così fortemente inquinanti del tessuto sociale non può che essere il “gioco di squadra” di tutti i soggetti coinvolti.
    Mi sembra in questo senso che la via intrapresa in questi anni dalle Autorità e dal settore privato e pubblico, ognuno nel rispetto del proprio ruolo, sia quella giusta.
    Dal citato Rapporto del Fondo monetario sono emerse in modo chiaro la delicatezza e la centralità del ruolo delle banche nella prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo. Il territorio italiano risente purtroppo di fenomeni di criminalità organizzata endemici che favoriscono il radicamento di reati quali l’evasione fiscale, la corruzione, la concussione, la frode, etc.
    Questo elemento di fatto ha consentito lo sviluppo nel mondo bancario della cultura della prevenzione; quanto più il rischio è alto tanto più debbono essere efficaci i presidi e sono tali presidi che controbilanciano adeguatamente il rischio.
    Dal Rapporto emerge ancora come la segnalazione di operazioni sospette sia un punto di forza del settore bancario e come l’Uif abbia rilevato un significativo miglioramento nella qualità delle segnalazioni di operazioni sospette (Sos) trasmesse dal mondo bancario negli ultimi anni.
    Alla luce di quanto appena detto e della necessità di preservare e migliorare un sistema di prevenzione e contrasto che è riconosciuto valido ed efficace a livello internazionale, mi preme portare all’attenzione della Commissione alcuni aspetti dello schema di Decreto che ad avviso del settore bancario debbono essere oggetto di un’ulteriore valutazione e, in alcuni casi, di un necessario ripensamento.
     
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