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La sfida della ripresa poggia sul risparmio

giornata-del-risparmio.gifIntervento del Presidente ABI, Giuseppe Mussari
88° Giornata mondiale del risparmio
31 ottobre 2012

    Quadro europeo
    Dopo una prima fase in cui la crisi sovrana aveva violentemente colpito gli emittenti con i conti pubblici più fragili, a partire dalla scorsa primavera il prezzo del rischio associato a ciascun Paese ha iniziato a riflettere da un lato una componente specifica e dall’altro una componente comune all’intera Area euro. Il pericolo di una vera implosione della moneta unica è stato concreto.
    Pur in un quadro che permane esposto ad oscillazioni di umore da parte dei mercati, a partire dal vertice europeo di fine giugno la componente di spread legata al rischio comune è andata riducendosi. Ciò malgrado il differenziale tra Btp e Bund rimane ancora influenzato da fattori estranei ai fondamentali del Paese, fattori che recenti analisi di Banca d’Italia e Consob determinano in 150-200 punti.
    Detto differenziale era  progressivamente diminuito, fino a toccare nelle scorse settimane i  310 punti base, e ciò grazie alle iniziative del Governo e del Parlamento che hanno evitato la catastrofe. Negli ultimi giorni assistiamo ad un nuovo incremento che deve farci riflettere in ordine alla fragilità del quadro di riferimento e alla necessità di mantenere ferma la barra sugli impegni assunti dal nostro Paese.
    Il severo controllo degli equilibri di finanza pubblica (Fiscal compact); l’azione di stimolo alla crescita, che ci auguriamo diventi sempre più efficace (Growth compact); il deciso intervento per stroncare la perversa interazione tra rischio sovrano e rischio bancario (Banking Union), sono le misure che l’Europa ha adottato a complemento  degli sforzi di ogni singolo Stato membro.
    Queste decisioni sono state accompagnate e rafforzate, agli inizi di settembre, dalla decisione della Banca centrale europea di predisporre un programma di acquisti illimitati di titoli dei Paesi in difficoltà. La decisione è stata opportuna e rispettosa del mandato: le operazioni proposte, per caratteristiche e modalità di attuazione, sono necessarie a ripristinare il corretto meccanismo di trasmissione degli impulsi di politica monetaria.
    Il nostro Paese molto ha fatto e molto potrà e dovrà ancora fare. Il lavoro non è terminato. Non ci mancano i punti di forza su cui costruire la nostra riscossa, a partire dal ricchezza finanziaria e dal risparmio che oggi solennemente celebriamo.
     
    Il risparmio, punto di forza del Paese
    Prima della crisi finanziaria la ricchezza netta (attività finanziarie e reali meno passività finanziarie) delle famiglie italiane in rapporto al reddito disponibile era pari a 8,1, oggi è pari a 8, un dato sostanzialmente stabile. Nello stesso arco di tempo le famiglie inglesi e americane hanno presentato una riduzione del loro grado di patrimonializzazione, pari all’intero ammontare del loro reddito. 
    Nel 2007 le nostre famiglie presentavano un rapporto ricchezza/reddito alto ma inferiore a quello riscontrabile in Spagna e Regno Unito, oggi presentano il valore del rapporto più alto tra i paesi considerati. 
    Purtroppo, molta parte della tenuta del rapporto dipende dal modesto andamento del reddito (denominatore). Dobbiamo dunque essere consapevoli che l’accumulazione di risparmio dipende dalle capacità di crescita e che il presidio ultimo del nostro risparmio sta in uno sviluppo più elevato e duraturo. I dati Eurostat indicano che il tasso di risparmio effettivo, pari al 16% del reddito disponibile fino a tutto il 2007, risulta ora di 4 punti più basso. 
    Minore capacità di risparmio delle famiglie italiane vuol dire anche minore capacità per le banche di finanziare con risorse nazionali e stabili l’attività di investimento delle imprese.
     
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