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Obbligati a crescere – L’Europa dopo Brexit
(9 novembre 2017) Convegno de Il Messaggero dell'Economia, ​Scuderie di Palazzo Altieri, Via di Santo Stefano del Cacco 1 Roma. Introduzione dei lavori del Presidente dell'Associazione bancaria italiana, Antonio Patuelli
​Signor Presidente del Consiglio, Signor Presidente del Parlamento Europeo, autorità, carissime amiche e amici, noi siamo onorati oggi come Associazione Bancaria di ospitare per il secondo anno consecutivo questa iniziativa del Messaggero, di alta qualità culturale, istituzionale, un grazie particolare alla famiglia Caltagirone editrice e alla direzione de Il Messaggero.
Mi limito a pochissime riflessioni. Io colgo questa sfida in positivo della Brexit, una sfida che non è solamente di negoziato ma è anche per l’Unione Europea una sfida di identificazione di quello che vuol essere e vuole diventare.
Penso che l’impopolarità degli scorsi anni dell’Unione Europea, dipenda molto da eccessi di burocratizzazione, che sono cresciuti e che non hanno una popolarità non solo nelle popolazioni ma anche negli addetti ai lavori, ovvero sia, innanzitutto le imprese.
Di fronte a questo, l’auspicio che coltivo è che le istituzioni dell’Unione Europea sviluppino una nuova forte iniziativa, perché se vi è una iniziativa istituzionale di grande prospettiva politica, a questo punto il problema dell’eccesso di burocratizzazione diventa seguente agli orientamenti innovativi e di cambiamento.
Penso che in quest’ultimo anno in Europa, gli Europeisti che non debbano essere per forza né ottusi né acritici, ma devono essere convinti, critici e propulsivi, abbiano vinto anche delle partite molto importanti e le hanno vinte ogni qual volta hanno giocato di iniziativa, anzi diciamo così, di contropiede, rispetto agli umori dell’opinione pubblica, di delusione per gli eccessi di burocratizzazione. Questo è, penso sia, il metodo da usare, non la rassegnazione, non il ripiegamento in sé stessi, non il neonazionalismo frazionista che ci farebbe portare indietro di secoli a prima ancora degli stati nazionali, ma una nuova centralità della democrazia istituzionale. E quando si parla e concludo, di nuova centralità delle Istituzioni, il primo pensiero va al luogo più rappresentativo delle Istituzioni, che è il Parlamento Europeo.
Noi abbiamo come Italiani, una storia che tutte le volte in cui è stata rigenerata la democrazia, è nata dal Parlamento con l’Assemblea Costituente che avviò il percorso della Repubblica e ancor prima nel marzo del 1848 quando la culla del Risorgimento fu appunto un’aula parlamentare.
Ebbene sono molto convinto che con la Presidenza di Antonio Tajani, noi riusciremo ad avere ulteriori risultati di iniziativa di ripresa istituzionale.
Grazie a tutti loro e un saluto particolare al Presidente del Consiglio che per la prima volta in quanto Presidente del Consiglio, è qui in Associazione Bancaria.
 


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