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Con ‘Imprese in ripresa’ alle Pmi sospese rate per 4,4 miliardi
​​(4 marzo 2017) I dati del monitoraggio sull’iniziativa “Imprese in ripresa” confermano l’andamento positivo e l’impegno del settore bancario per la sospensione delle rate o l’allungamento dei finanziamenti per le imprese in difficoltà.
    ​Al 31 gennaio 2017 sono state accolte 15.196 domande di sospensione del pagamento delle rate per un controvalore complessivo di debito residuo pari a 4,4 miliardi di euro e una maggior liquidità a disposizione delle imprese di 581 milioni di euro. Inoltre, sono state accolte 4.578 domande di allungamento del piano di ammortamento pari a 975 milioni di euro di debito residuo. 
    L’iniziativa, che rientra nel più ampio “Nuovo accordo in favore delle piccole e medie imprese” sottoscritto dall’ABI, dalle banche e dalle altre Associazioni di impresa il 31 marzo 2015, prevede la possibilità per tutte le Pmi “in bonis” di sospendere la quota capitale delle rate di mutui e leasing, anche agevolati o perfezionati con cambiali; allungare il piano di ammortamento dei mutui e le scadenze del credito a breve termine e del credito agrario. 
    L’analisi relativa all’iniziativa “Imprese in ripresa” della distribuzione delle domande per attività economica dell’impresa richiedente evidenzia che:
    • il 21,4% delle domande è riferito ad imprese del settore “commercio e alberghiero”;
    • il 13,8% delle domande è riferito ad imprese del settore “industria”;
    • il 16,8% delle domande è riferito ad imprese del settore “edilizia e opere pubbliche”;
    • il 12,2% delle domande è riferito ad imprese del settore “artigianato”;
    • il 9,3% delle domande è riferito ad imprese del settore “agricoltura”;
    • il restante 26,5% agli “altri servizi”.
    L’analisi relativa alla distribuzione territoriale delle domande accolte, per sede legale dell’impresa richiedente, evidenzia che:
    • il 64,8% delle domande è riferito ad imprese residenti nel nord Italia;
    • il 20,0% delle domande è riferito ad imprese residenti nel centro Italia;
    • il 15,2% delle domande è riferito ad imprese residenti nel sud Italia. 
    Si sottolinea che il nuovo Accordo per il credito 2015 consente di sospendere anche i finanziamenti che hanno già beneficiato di tale strumento negli anni passati, con la sola esclusione di quelli per i quali la sospensione è stata richiesta nei 24 mesi precedenti. 
     
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