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Regole Ue per banche impegnate su crescita e occupazione
(9 giugno 2015) Al decimo convegno annuale sulle risorse umane in banca, focus su nuove regole del mercato e del lavoro, su competitività e sviluppo. Analisi e approfondimenti su proposte e soluzioni per spingere la ripresa
    Banche italiane al lavoro per sostenere i germogli di ripresa che l’attuale congiuntura evidenzia. Esse operano in un contesto non agevole per via dei continui, contrastanti e profondi cambiamenti normativi su cui il Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, ha affermato che “l’incertezza delle norme non favorisce lo sviluppo complessivo dell’economia italiana. È urgente, in particolare, la definizione di regole precise per le soglie minime di capitale delle banche in Europa. Servono regole uguali per tutti per non complicare l’attività di erogazione creditizia, quindi il rapporto con le imprese e le prospettive di ripresa”. 
    Allo stesso tempo - rileva una nota dell'ABI - come richiesto dall’evoluzione dei mercati nel dopo-crisi, occorre adeguare le strategie relative alla gestione del personale con i cambiamenti nelle aree di business e nell’organizzazione delle banche stesse.
    Su questi aspetti, il recente accordo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro rappresenta un risultato importante e una risposta appropriata a conciliare gli interessi di carattere professionale ed occupazionale dei lavoratori con le esigenze di stabilità ed equilibrio delle banche italiane ed apre la strada - continua l'ABI - ad una serie di soluzioni utili ad affrontare i cambiamenti in atto nel settore bancario relativi alla razionalizzazione dei processi produttivi, organizzativi e delle strutture distributive, all’evoluzione dei comportamenti della clientela e delle innovazioni tecnologiche. Peraltro, significativo è il miglior equilibrio che nel settore bancario è stato raggiunto tra la centralità del contratto nazionale e la valorizzazione delle relazioni industriali a livello aziendale e di gruppo. 
    Analisi e approfondimenti - prosegue la nota dell'ABI - in sinergia con gli operatori del mercato per esaminare e proporre soluzioni in tema di lavoro al centro del decimo convegno annuale “HR2015 – Banche e risorse umane”. Il Forum è stato aperto da un messaggio del Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, e seguito da un dibattito – moderato dal Responsabile della Direzione Sindacale e del Lavoro, Giancarlo Durante – tra Camillo Venesio, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Banca del Piemonte, Tito Boeri, Presidente Inps, Giuseppe Lusignani, professore ordinario di Economia degli intermediari finanziari dell’Università di Bologna. 
    Particolare attenzione - secondo l'ABI - si impone a ciò che riguarda nuove regole e necessità occupazionali: rispetto all’introduzione del Jobs act si esprime una valutazione positiva in quanto le misure sono idonee a determinare i presupposti necessari per un rilancio dell’occupazione.
    Il settore bancario - continua l'ABI - con il nuovo contratto ha indicato una via, individuando soluzioni di forte valenza sociale con l'obiettivo di tutelare l’occupazione e favorire in particolare i giovani. Pertanto, nel nuovo contratto è stato definito un significativo incremento del livello retributivo di inserimento professionale; confermate le attuali modalità e misure di finanziamento del Fondo per l’occupazione (Foc) con operatività prorogata a fine 2018; innovativa, infine, un’apposita “piattaforma” informatica che sarà costituita per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro nell’ambito del settore bancario, con specifica attenzione alla ricollocazione del personale.
    I lavori del Forum si sono conclusi con una tavola rotonda cui interverranno: il Presidente di Banca Monte dei Paschi di Siena e del Comitato per gli Affari Sindacali e del Lavoro ABI, Alessandro Profumo, l’Amministratore Delegato di Poste Italiane, Francesco Caio, il Segretario Generale della Fabi, Lando Sileoni, e intervento di chiusura da parte del Direttore Generale dell’ABI, Giovanni Sabatini
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