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ABI, Aiaf, Assiom Forex, Assosim |
| Comunicato stampa |
Il Bot day lunedì 12 dicembre [doc ] |
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Btp Day |
| Banche aderenti |
Elenco aggiornato al 12 dicembre 2011 [doc ] |
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Btp Day |
| Questions and Answers |
28 November 12 December [doc] |
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Btp Day |
| Domande e risposte |
| Scarica le Faq in formato Pdf [doc] |
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Alle Banche Associate |
| Lettera circolare ABI |
| Adesione all'iniziativa del Btp Day [doc] |
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| Btp Day - Domande e risposte |
Le risposte ad alcune delle domande più frequenti sul Btp-day. L'iniziativa promossa dall'ABI, nei giorni 28 novembre e 12 dicembre 2011, per riaffermare la fiducia che gli italiani hanno nel loro Paese. |
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- ► Che cos’è il Btp-day?
- Il Btp-day è una iniziativa che ha l’obiettivo di agevolare temporaneamente i cittadini ad investire in Titoli di Stato italiani. Il Comitato esecutivo dell’ABI ha deciso di sostenere il progetto, varato dal Corriere della sera. L’ABI ha aderito alla proposta per dare un chiaro segnale del proprio impegno nel difficile momento che il Paese sta attraversando nel rifinanziamento del suo debito pubblico. L’Associazione bancaria ha lanciato l’idea di raddoppiare il Btp-day, prendendo in considerazione 2 giorni, il 28 novembre 2011 per l’acquisto di titoli già in circolazione e il 12 dicembre 2011 per i titoli di nuova emissione, in particolare i Bot.
- ► Quali clienti possono beneficiare dell’iniziativa?
- Famiglie, imprenditori o imprese, tutti i clienti possono beneficiare dell’iniziativa. Sono esclusi solo gli investitori istituzionali.
- ► Che cosa deve fare il cliente per aderire?
- Non ci sono particolari adempimenti per il cliente, che dovrà rivolgersi alla sua banca come in qualunque altro momento. E’ la banca che per le giornate indicate provvederà a non applicare le commissioni alle operazioni che beneficiano dell’iniziativa.
- ► Partecipano tutte le banche? E se non tutte come si fa a sapere quali aderiscono?
- L’adesione dalla parte delle banche all’iniziativa è volontaria. Le banche che decidono di aderire ne daranno adeguata pubblicità presso la propria clientela. Sarà comunque disponibile sul sito ABI l’elenco delle banche aderenti all’iniziativa.
- ► Quando è possibile beneficiare dell’iniziativa?
- L’iniziativa prevede due giornate. Il 28 novembre riguarda l’investimento in Titoli di Stato che già circolano sul mercato, mentre il 12 dicembre quelli di nuova emissione oggetto di asta da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
- ► Le banche rinunceranno quindi a guadagnare per l’acquisto dei Titoli di Stato da parte dei propri clienti?
- Sì. Si tratta proprio di una iniziativa concreta, per cui le banche aderenti opereranno per consentire ai propri clienti di investire in Titoli di Stato, rinunciando a percepire le consuete commissioni.
- ► Quali altre spese invece potrebbero essere a carico dei clienti?
- Per chi già detiene un deposito titoli presso la propria banca, non sono previste spese ulteriori. Se, invece, un cliente non ha mai operato in titoli dovrà preventivamente aprire, presso la propria banca, un deposito titoli. Le spese e gli oneri, anche di natura fiscale, connessi con il deposito titoli non rientrano nell’iniziativa e rimangono a carico del cliente.
- ► Quali sono i costi complessivi legati all'acquisto e al possesso di Bot o Btp?
- Occorre distinguere i costi associati all'acquisto dei Titoli di Stato con quelli associati alla loro detenzione. Ciò vale non solo per i Titoli di Stato ma anche per molte altre tipologie di investimento. • Nel primo caso, rientrano le commissioni di sottoscrizione o di negoziazione dei titoli, che il risparmiatore paga alla banca o agli altri intermediari mobiliari per l'esecuzione dell'investimento. Tali commissioni non saranno percepite dalle banche che aderiscono all'iniziativa del Btp-day. • Nel secondo caso, rientrano gli oneri che si sostengono in modo continuativo per detenere i titoli su cui si è investito. In particolare, per la maggior parte dei titoli, tra cui i Titoli di Stato, è obbligatoria l'apertura di un deposito titoli (detto anche dossier titoli) presso cui sono depositati i titoli. A tal fine è necessario sottoscrivere con la propria banca un contratto di custodia ed amministrazione titoli, sulla base del quale la banca detiene i titoli e li amministra (cioè, ad esempio, provvede automaticamente a riscuotere le cedole interessi dal Ministero dell'Economia e Finanze e ad accreditarle sul conto corrente del cliente). Il servizio di custodia ed amministrazione titoli viene generalmente remunerato tramite una commissione annua a carico del cliente. • Il deposito titoli è anche soggetto ad una imposta di bollo sulle comunicazioni periodiche inviate dalla banca al proprio cliente e la sua misura, recentemente aumentata, varia a seconda del valore dei titoli detenuti dal cliente. • Infine, sugli interessi sui Titoli di Stato percepiti da persone fisiche residenti si applica una imposta sostitutiva da parte degli intermediari finanziari, con aliquota fissa pari al 12,5% dell'importo della cedola.
- ► Btp, Bot… sono Titoli di Stato. Che cosa significa?
- I Titoli di Stato sono strumenti tramite i quali lo Stato finanzia il proprio debito. Chi sottoscrive tali titoli, pertanto, diventa un finanziatore dello Stato. I Titoli di Stato prevedono il rimborso del capitale alla scadenza, nonché il pagamento degli interessi tramite cedole periodiche o in una unica soluzione alla scadenza. Chi detiene i Titoli di Stato sino alla loro scadenza, pertanto, non subisce perdite sull’ammontare investito. In caso di disinvestimento prima della scadenza, ad esempio tramite la vendita del titolo sul mercato, si potrebbe invece incorrere in perdite laddove il prezzo di vendita sia inferiore al prezzo di sottoscrizione o di acquisto.
Ulteriori e dettagliate informazioni sulle caratteristiche dei Titoli di Stato italiani posso trovarsi sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze, nella sezione Debito Pubblico - Titoli di Stato.http://www.dt.tesoro.it
- ► La Banca centrale europea ha comprato in massa i nostri titoli. Può lo sforzo dei cittadini nel comprare Titoli di Stato concorrere al rilancio/risanamento del Paese?
- L’investimento in Titoli di Stato da parte dei cittadini può essere un contributo importante per dimostrare la fiducia che gli italiani hanno nel proprio Paese. La Banca centrale europea attiva con le sue operazioni effetti benefici sui rendimenti dei titoli e, quindi, sullo spread con i rendimenti degli altri paesi europei. Investire in Titoli di Stato italiani (sia sul mercato secondario che in asta) in questo momento è un segnale importante della fiducia che gli italiani hanno nell’Italia. E questo può aiutare a migliorare la fiducia complessiva che i mercati hanno nei confronti del Paese e rendere sempre meno necessario l’intervento sui Titoli di Stato italiani da parte della Banca centrale europea.
- ► Destinare i propri risparmi all’acquisto di Titoli di Stato non sottrae, inevitabilmente, preziose risorse alle imprese - bancarie, finanziarie e non - che in un frangente complesso faticano a raccogliere capitali attraverso un tradizionale canale di raccolta rappresentato da obbligazioni bancarie e corporate bond?
- In questo momento è molto importante raccogliere dagli investitori e dai risparmiatori risorse finanziare e distribuirle all’economia reale: famiglie e imprese. Tale capacità però risente profondamente della situazione generale del Paese e della fiducia dei mercati. Un aumento dei tassi pagati dallo Stato sui propri titoli (che riflette una minore fiducia nei confronti del paese) ha un impatto anche sugli altri mercati, tra cui quello interbancario nel quale le banche si prestano tra loro denaro, e sulla raccolta obbligazionaria effettuata direttamente dalle banche. La conseguenza è un aumento dei tassi di interesse sui finanziamenti erogati dalle banche a famiglie ed imprese.
Per questo motivo, per l’economia italiana è tanto importante che vi sia la disponibilità dei cittadini sia ad investire in Titoli di Stato italiani, quanto a investire in obbligazioni emesse da banche e dalle imprese.
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- ► Il 28 novembre l’iniziativa si riferisce al secondario. Che cosa significa?
- Significa che verranno eliminate le commissioni che i clienti pagano per l’acquisto di titoli già emessi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e che già circolano sul mercato tra i risparmiatori, gli investitori e gli intermediari.
- ► Quali commissioni non vengono applicate?
- Non vengono applicate le commissioni di negoziazione, né altre spese connesse alla compravendita, dovute alla banca sulle sole operazioni di acquisto (e ovviamente non anche quelle di vendita) di Titoli di Stato già in circolazione, eseguite il 28 novembre sui mercati (es. Mot di Borsa italiana, Tlx o Hi-Mtf) o fuori da tali mercati.
- ► Quali sono i titoli a cui si applica l’iniziativa del 28 novembre?
- Tutti i Titoli di Stato italiani già emessi e che sono quindi in circolazione. Quali, ad esempio, i Buoni Ordinari del Tesoro (Bot), i Buoni del Tesoro Poliennali (Btp), i Certificati del Tesoro Zero Coupon (Ctz), i Certificati di Credito del Tesoro (Cct/Ccteu) e i Buoni del Tesoro poliennali indicizzati all’inflazione europea (Btp€i). Sono inclusi anche i Titoli di Stato italiani emessi sui mercati esteri.
- ► Non si tratta di un modo per trasferire ai clienti titoli che le banche hanno nel loro portafoglio?
- Le banche italiane sono le maggiori sottoscrittrici di Titoli di Stato italiani e contribuiscono al successo dei collocamenti di titoli e alla loro liquidità. Tale ruolo viene e continuerà ad essere svolto come sempre. L’iniziativa dunque non è finalizzata a trasferire Titoli di Stato dalle banche ai clienti, ma agevolare questi ultimi ad investire nel debito pubblico del proprio paese italiano, dando un forte segnale di fiducia nei confronti del Paese.
- ► C’è un modo per capire chi detiene i Btp che acquisto?
- Se l’acquisto dei Titoli di Stato avviene su un mercato, colui che vende i titoli non è noto, in quanto la negoziazione è anonima. L’abbinamento tra domanda e offerta di titoli viene fatta secondo le regole previste dal mercato stesso.
I titoli possono essere acquistati anche direttamente dalla propria banca. In questo caso la banca ne darà specifica informativa al cliente e deve comunque garantire l’esecuzione dell’ordine di acquisto alle migliori condizioni possibili, secondo la normativa vigente.
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- ► Il 12 dicembre l’iniziativa si riferisce all’asta dei Bot. Che cosa significa?
- Il 12 dicembre ci sarà una emissione di Buoni Ordinari del Tesoro da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze. L’iniziativa prevede che le commissioni che normalmente vengono pagate alla propria banca per sottoscrivere i titoli emessi non saranno dovute.
- ► Che differenza c’è con l’iniziativa del 28 novembre?
- L’iniziativa del 12 dicembre riguarda la sottoscrizione di Titoli di Stato di nuova emissione, mentre l’iniziativa del 28 novembre riguarda l’investimento in Titoli di Stato già emessi e che quindi circolano tra gli investitori.
- ► Che cosa deve fare il cliente per aderire?
- Come per tutte le aste di Titoli di Stato, il cliente deve rivolgersi alla propria banca per “prenotare” i titoli di nuova emissione che intende sottoscrivere. Si segnala che laddove la domanda di titoli da sottoscrivere sia superiore alla quantità offerta in asta, il cliente potrebbe non vedere completamente soddisfatta la propria richiesta di sottoscrizione.
- ► Quanto tempo si ha a disposizione per usufruire dell’iniziativa?
- Di norma è possibile effettuare la prenotazione sino alla giornata precedente l’asta dei titoli. Considerato tuttavia il particolare periodo festivo precedente l’asta, si raccomanda di andare in banca con adeguato anticipo rispetto alla data del 12 dicembre. La banca avrà cura di prendere la prenotazione, ed effettuare per conto del cliente la sottoscrizione al momento dovuto.
- ► Quali sono i titoli a cui si applica l’iniziativa del 12 dicembre?
- L’iniziativa si applica ai Buoni Ordinari del Tesoro di nuova emissione con durata annuale e scadenza il 14 dicembre 2012, che saranno oggetto dell’asta che il Ministero dell’Economia e delle Finanze terrà il 12 dicembre.
- ► Quali commissioni non vengono applicate?
- L’iniziativa riguarda le commissioni che il cliente deve alla propria banca per sottoscrivere Titoli di Stato di nuova emissione. Tali commissioni sono previste esplicitamente nel Decreto Ministeriale del 12 febbraio 2004, il quale stabilisce la misura massima applicabile (per i titoli che saranno emessi il 12 dicembre la commissione massima è fissata pari a 0,30€ ogni 100€ di capitale sottoscritto).
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