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Palazzo Potenziani Fabri

Dettaglio e caratteristiche del palazzo.

 

Palazzo Potenziani Fabri 
FONDAZIONE VARRONE

Via dei Crispolti, 22

 
L’imponente Palazzo Potenziani Fabri domina il profilo meridionale della città. Eretto ai margini dello sperone roccioso su cui sorse la Reate sabino-romana, è il risultato di una secolare sequenza di interventi edilizi volti ad unificare fabbricati preesistenti. Il primitivo nucleo del palazzo risale al XIII secolo: a quest’epoca risalgono gli elementi strutturali di più edifici che recano traccia degli interventi di consolidamento seguiti al terremoto del 30 novembre 1298. Alla committenza dei Pasinelli, qui residenti fra il XIII ed il XV secolo per almeno duecento anni, si deve la decorazione a fresco di due sale al primo piano, nonché il quattrocentesco soffitto ligneo a lacunari di una sala al pianterreno, fittamente dipinto con motivi zoomorfi e fitomorfi che s’intrecciano intorno agli stemmi Caselli e Pasinelli. La proprietà del palazzo passò durante la prima metà del XVI secolo alla famiglia Fabri. Sono con ogni probabilità i nuovi proprietari a promuovere nella seconda decade del XVII secolo l’unificazione dei preesistenti edifici in un unico, imponente palazzo. Agli inizi dell’Ottocento, il palazzo risulta diviso tra vari proprietari fra cui spicca la famiglia Potenziani che ne utilizza l’ampia superficie per allocarvi gli uffici amministrativi. Nel 1979 il palazzo, in uno stato di evidente degrado, fu acquistato dalla Cassa di Risparmio di Rieti. Il primo, impegnativo intervento di risanamento, recupero e restauro fu eseguito con grande competenza dall’architetto Riccardo Pacini. Attualmente il palazzo è sede della Fondazione Varrone, che ne ha promosso il riassetto creandovi nuovi spazi attrezzati tra cui la sala mostre che ospita l’esposizione stabile “La Collezione d’arte della Fondazione Varrone. Opere di Antonino Calcagnadoro e Giuseppe Ferrari”.
 






 

 

 

 

Il palazzo ha partecipato alle seguenti edizioni:

 

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