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Bene la proposta Enria su Unione bancaria
(18 maggio 2022) Intervenendo nel dibattito dopo la relazione del Presidente Enria, il Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, e il Direttore Generale, Giovanni Sabatini, hanno apprezzato la proposta del Presidente Enria sul percorso da compiere “in modo sensato e pragmatico” per completare l’Unione Bancaria.
​La crescita dell’Unione Bancaria anche attraverso processi di aggregazione transfrontalieri può avvenire solo se l’area dell’Euro avrà una unica giurisdizione, con stesse regole bancarie, di vigilanza, con Testi Unici di diritto societario, fallimentare, penale dell’economia, e di tassazione.
Fondamentale è la definizione di un meccanismo efficiente di gestione delle crisi. Come insegna l’esperienza statunitense nella grande crisi finanziaria, a fronte di 489 crisi di banche di piccole e medie dimensioni, solo in 26 casi la FDIC (il sistema di garanzia dei depositi americano) è intervenuto gestendo con altri strumenti le crisi, minimizzando il costo dell’intervento per le banche, concorrendo con i loro versamenti al fondo e contenendo i costi delle crisi per l’economia e la società.
Lo strumento della risoluzione non è il più adatto alla gestione della crisi delle banche medio piccole. Come insegna il caso americano, anche la liquidazione atomistica comporta una distruzione di valore e, pertanto, è considerata come ultima opzione quando tutte le altre non sono percorribili. Il caso italiano, dopo le due sentenze del Tribunale e della Corte di Giustizia Europa, può rappresentare un ottimo esempio di utilizzo del sistema di garanzia dei depositi per interventi preventivi, previsti dalla Direttiva sui sistemi di garanzia dei depositi.
Il Presidente Patuelli e il Direttore Generale Sabatini hanno inoltre apprezzato quanto indicato dal Presidente Enria per un ruolo più attivo degli Schemi di Garanzia dei Depositi nazionali (quali il Fondo Tutela dei Depositi FITD) nella prevenzione e gestione delle crisi bancarie per l’allineamento delle norme sugli aiuti di Stato per il risanamento e risoluzione delle banche (BRRD) e dal Regolamento in tema di risoluzione delle banche (SRMR), con la revisione della “Comunicazione della Commissione Europea sugli aiuti di Stato al settore finanziario” (2013); per l’armonizzazione delle procedure nazionali sulle crisi bancarie per evitare che creditori e depositanti possano essere trattati in modo difforme in Europa; per il completamento dell’Unione bancaria con il “terzo pilastro” dando vita in maniera pragmatica ad un’iniziale rete di liquidità tra i DGS nazionali per superare l’impasse negoziale rispetto all’idea di procedere verso un vero e proprio schema di garanzia unico con la condivisione dei costi degli interventi.
Non è opportuno sollevare il tema della condivisione dei rischi (e dei costi), che a sua volta implica l’obiezione di una ulteriore riduzione dei rischi (con la revisione del trattamento dei Titoli di Stato).
Gli oneri derivanti dal debito dei singoli Stati membri debbono essere rimborsati da parte degli Stati che li hanno contratti.
 
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