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Il Dg ABI :'Urgente rafforzare strumenti garanzia credito'
(16 novembre 2022) Il Direttore Generale dell’ABI Giovanni Sabatini e il Vice Direttore Generale Vicario, Gianfranco Torriero, hanno partecipato oggi all’incontro convocato dalla Presidenza del Consiglio e presieduto dal Ministro per gli affari europei, il sud e le politiche di coesione e il PNRR. 
    ​Nel corso dell’incontro il Direttore Generale Sabatini ha evidenziato come il PNRR rappresenta un’occasione unica per la Nazione per aumentare il suo potenziale di sviluppo e colmare il differenziale tra Centro-Nord e Mezzogiorno e che le banche operanti in Italia e l’Associazione Bancaria prendono con estrema serietà l’impegno che questa opportunità comporta e lavorano per contribuire al meglio alla realizzazione del Piano.
     
    “Il PNRR affida alle banche diversi compiti” ha detto il Direttore Sabatini “tra questi, in particolare, la prestazione di garanzie per consentire alle imprese di partecipare alle gare di appalto; l’erogazione di finanziamenti per consentire alle stesse imprese di aprire i cantieri in attesa dei contributi pubblici ovvero per realizzare investimenti complementari alle opere previste dal Piano; canalizzare gli incentivi pubblici verso le imprese beneficiarie. Per massimizzare il contributo delle banche nell’attuazione degli investimenti connessi al PNRR è urgente rafforzare e ampliare gli strumenti di garanzia a favore delle imprese per migliorarne il merito di credito, facendo perno sul Fondo Centrale di Garanzia per le PMI, utilizzare al meglio gli strumenti per erogare i contributi a fondo perduto sul modello della cd. “Nuova Sabatini” e i finanziamenti agevolati, eventualmente associati a finanziamenti bancari, prendendo in questo caso a modello il Fondo Rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti (FRI)”.
     
    “Affinché tali misure possano sviluppare al meglio il loro potenziale” ha proseguito Sabatini “è necessario che i diversi strumenti finanziari funzionino in maniera omogenea per tipologia di obiettivo, evitando la proliferazione di misure agevolative con la conseguente polverizzazione delle risorse disponibili e la maggiore difficoltà a canalizzare gli incentivi verso i beneficiari finali, in tempi compatibili con l’urgenza di favorire la ripresa economica.”
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