Sedi

L’Associazione bancaria italiana ha sede centrale in Roma e sedi a Milano e Bruxelles e può istituire sedi ed uffici in altre città dell’Italia, dell’Unione europea e di paesi terzi.

L’ABI ha la sua sede principale a:

Piazza del Gesù, 4900186 – Roma
Tel. +39.06.67671
Fax +39.06.6767457
E-mail: [email protected]; Pec: [email protected]

​Sede di Milano:
Via Locatelli, 1
20124 Milano 
Tel. +39-02-721011

Sede di Bruxelles:
Avenue de la Joyeuse Entrée, 1/5
1000 Bruxelles ​

Francoforte:
12-16 Weissfrauenstrasse,
60311 Frankfurt 

Organi

Gli Organi dell’ABI sono l’Assemblea, il Consiglio, il Comitato esecutivo, il Presidente, il Comitato di presidenza, il Collegio sindacale, il Direttore generale, i Probiviri. Sono Organismi tecnici: le Commissioni regionali, i Comitati tecnici e i Gruppi di lavoro.

Elenco Comitato di Presidenza, Comitato esecutivo e Collegio Sindacale 

Assemblea ​

L’Assemblea degli Associati è convocata dal Presidente mediante avviso di convocazione …

Consiglio ​

L’Associazione è retta da un Consiglio di novanta membri, eletti ogni due anni dall’Assemblea …

Presidente ​

Il Presidente dura in carica due anni e alla scadenza del mandato è immediatamente rieleggibile per una volta …

Presidenti emeriti ​

Sono Presidenti emeriti coloro che hanno completato il mandato di Presidente dell’Associazione …

Comitato esecutivo ​

Il Consiglio elegge ogni due anni tra i suoi componenti un Comitato esecutivo composto, oltre che dal Presidente, da trenta membri …

Comitato di presidenza ​

Il Comitato di Presidenza coadiuva il Presidente nell’esercizio delle sue competenze, coordina l’attività di preparazione delle riunioni del …

Collegio sindacale ​

Il Collegio Sindacale – eletto dall’Assemblea degli Associati – è costituito da cinque membri, di cui tre effettivi e due supplenti …

Direttore generale ​

Il Direttore Generale provvede all’esecuzione delle delibere del Consiglio …

Probiviri ​

I Probiviri – eletti dall’Assemblea degli Associati – sono cinque, sono scelti fra persone di specifica e comprovata competenza ed esperienza …

Commissioni regionali ​

​Presso ogni regione e presso le province autonome di Trento e di Bolzano è costituita, con sede nel relativo capoluogo, una Commissione …

Comitati tecnici ​

I Comitati tecnici coadiuvano gli Organi dell’Associazione nello svolgimento della loro attività …

Gruppi di lavoro ​

I Gruppi di lavoro coadiuvano l’attività dell’Associazione attraverso l’esame tecnico delle principali tematiche connesse all’operatività bancaria …

Associati

Gli Associati ABI rappresentano, direttamente o indirettamente, la totalità delle aziende di credito italiane o operanti in Italia e la parte più significativa degli intermediari finanziari.


Elenco Associati

Lo Statuto dell’Associazione prevede la possibilità di adesione da parte di: 

  • enti capogruppo di gruppi bancari iscritti nell’albo tenuto dalla Banca d’Italia;
  • banche italiane e succursali di banche dell’Unione europea e di paesi terzi stabilite in Italia;
  • intermediari finanziari che svolgono attività sottoposte a pubblica vigilanza prudenziale;
  • uffici di rappresentanza di banche estere in Italia;
  • banche dell’Unione europea operanti in Italia senza stabilirvi succursali;
  • società strumentali all’esercizio dell’attività creditizia, il cui capitale sia controllato da banche o intermediari finanziari, o che applichino al loro personale il Ccnl del settore del credito;
  • associazioni tra banche o intermediari finanziari che siano di rilevante interesse per numero, distribuzione e natura degli aderenti. 

Questa l’attuale ripartizione delle aziende associate:

  • banche (costituite in forma di società per azioni, aventi natura giuridica di diritto pubblico, costituite in forma di società cooperativa, filiali in Italia di banche estere,  Uffici di rappresentanza in Italia di banca estera);
  • intermediari finanziari (società finanziarie, di leasing, di factoring, di intermediazione mobiliare ecc.);
  • associazioni di categoria (tra banche e tra intermediari finanziari).

Storia

L’Associazione bancaria italiana viene costituita a Milano il 13 aprile 1919 dai rappresentanti di 53 banche. La nascita va collocata nel quadro dello sviluppo dell’associazionismo economico in generale e non soltanto creditizio che si verifica nel Paese tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. La costituzione delle Confederazioni dell’industria (1909) prima, dell’agricoltura e del commercio poi, sono l’espressione più tangibile di questo fenomeno.

​L’ABI inizia la sua attività collaborando con le tre Associazioni di categoria già esistenti (le Banche popolari dal 1876, le Casse di risparmio dal 1911 e le Casse rurali e artigiane dal 1915). Tuttavia, seppur in un quadro di collaborazione, in questa fase l’Associazione Bancaria si colloca ad un livello diverso – più generale – rispetto alle altre associazioni, con responsabilità estese a tutto il settore e proiettate a livello internazionale.
Finalità e struttura della neo costituita Associazione risultano definite dallo Statuto, approvato nel 1919 e ufficializzato il 14 dicembre 1920. Risaltano subito il principio ispiratore fondato sulla unitarietà di interessi tra imprese che esercitano il credito indipendentemente dalla categoria di appartenenza e il compito di consulenza che l’Associazione si attribuisce per venire incontro alle esigenze delle banche, soprattutto delle banche minori.
Nel primo quinquennio (1919-1925) di esistenza l’ABI svolge molteplici attività nel campo tecnico-economico, giuridico e tributario occupandosi, tra i progetti iniziali, dei problemi relativi alla stipula e all’esecuzione dei trattati di pace. Partecipa sin dalla sua creazione ai lavori della Camera di commercio internazionale assumendo posizioni d’avanguardia sulla partecipazione dell’America alla ricostruzione dell’Europa. E’ presente alla Conferenza di Genova sui problemi monetari e finanziari del dopoguerra. L’ABI si attiva anche in campo culturale con il “Bollettino economico-finanziario” che già dai primi numeri si presenta con la promessa di una vera e propria rivista scientifica, che diventerà poi la “Rivista Bancaria”, assumendo una dignità formale anche nel nome e diventando sempre di più un forum di dibattito scientifico e di comunicazione culturale.

​Il 1926 segna l’inizio dell’ordinamento corporativo, caratterizzato dalla regolamentazione dei rapporti di lavoro che culmina con l’emanazione della legge 3 aprile 1926, n. 563, sulla “Disciplina giuridica dei rapporti collettivi di lavoro”, integrata successivamente dalle norme di attuazione che all’articolo 41 prevedono il possibile riconoscimento di “una confederazione nazionale bancaria”. E così il 10 maggio dello stesso anno si costituisce la Confederazione generale bancaria fascista. Nel campo bancario l’instaurazione del regime sindacale-corporativo si attua in questa prima fase più su alcune caratteristiche formali che in innovazioni di sostanza. La Confederazione viene divisa in due separate sezioni, sindacale e economico-finanziaria, per assicurarle la possibilità di continuare ad avere voce in capitolo nel nuovo assetto del Paese – così come l’Associazione l’aveva acquisita in regime di libertà – a salvaguardia della sua attività e per porre dei limiti alle interferenze di ordine politico o esterne. E’ del 1931 una seconda configurazione dell’Organizzazione bancaria secondo i criteri del regime fascista che diviene Confederazione nazionale fascista del credito e dell’assicurazione nell’agosto del 1934, con l’approvazione di un nuovo statuto che apre la via a una partecipazione della Confederazione al funzionamento delle corporazioni. Sparisce la bipartizione in sezioni che costituiva una eccezione dell’ordinamento corporativo e viene conferita alla Confederazione una struttura unitaria. Ormai sulla via dell’ingerenza politica ci si rende conto della necessità di mutare strategia, scorporando dalla Confederazione una struttura autonoma capace di portare avanti l’attività tecnico-economica che costituiva il fulcro della prima Associazione. Si riesce così a dar vita nel 1936 ad una Associazione tecnico bancaria con sede a Milano alla quale viene assegnato un orientamento puramente tecnico, fermo restando il ruolo formale di rappresentanza esterna e di coordinamento attribuito alla Confederazione. Ma l’Associazione ha breve vita e viene sciolta a metà del 1937.

Nel 1945, al termine del secondo conflitto mondiale, l’ABI si ricostituisce a seguito del referendum indetto tra tutte le banche italiane. Viene confermata la formula di associazione di primo grado con rappresentanza diretta degli associati, estesa a tutte le categorie di banche che in qualunque forma raccolgano risparmio ed esercitino attività di credito e finanziaria. Dal dopoguerra, funzione fondamentale e determinante dell’ABI è stata la trattazione e tutela unitaria e indifferenziata degli interessi comuni dell’intero settore, mentre alle Associazioni di categoria rimaneva affidata la tutela degli interessi specifici delle rispettive categorie di aziende associate, in quanto diversificati da quelli più generali. Ciò nel reciproco rispetto di compiti e di attività, in un quadro di fattiva collaborazione.

Con gli anni, la caratteristica di rappresentanza del mondo bancario si è andata rafforzando, a seguito anche alla trasformazione delle modalità di funzionamento del mondo bancario che, a partire dai primi anni Novanta ha registrato un cambiamento del quadro legislativo. Vi sono alcuni provvedimenti chiave che presidiano questa trasformazione. La legge Amato-Carli – del 1990 – ha innescato un processo che ha condotto alla privatizzazione delle maggiori aziende bancarie e alla nascita di nuovi investitori istituzionali. In pratica, il legislatore ha cercato di perseguire gli obiettivi di una maggiore efficienza e competitività del mondo bancario per il tramite della privatizzazione, attraverso la trasformazione degli enti creditizi pubblici in società per azioni. Inoltre, ha incentivato l’attivazione dei processi di concentrazione bancaria anche con il sussidio di una specifica normativa fiscale; infine, ha provveduto a disciplinare i gruppi creditizi con l’introduzione di un modello organizzativo che ha costituito una vera novità nell’ordinamento giuridico italiano e che trova la sua definitiva specificazione nel Testo unico. Sempre del 1990 è la liberalizzazione dei movimenti di capitale con l’estero; nel 1993 sorge il mercato unico europeo che con il disegno dell’unione monetaria ha costretto il mondo bancario a rivisitare il concetto di banca-istituzione a favore di quello di banca-impresa. Infine, l’entrata in vigore dal 1° gennaio 1994 del Testo unico riguardante norme in materia finanziaria e creditizia che, annullando la precedente distinzione fra aziende di credito e ed istituti speciali di credito, ha riconosciuto ad ogni banca la possibilità di operare nell’ambito delle quindici tipologie previste dalla Seconda direttiva di coordinamento bancario. Direttiva che, recepita nella legislazione italiana dal 1992, ha posto le basi per rendere unico il mercato bancario europeo, aprendolo a tutti gli operatori che possiedono i necessari requisiti patrimoniali e che possono dare garanzia di correttezza e professionalità. Il Testo unico ha modificato quindi profondamente le condizioni sulle quali si basavano gli schemi operativi delle aziende del settore, coinvolgendone tutti gli aspetti cruciali della gestione. Nello scenario che si è andato perfezionando nel mondo bancario dopo l’introduzione del Testo unico, all’ABI è stata confermata la rappresentanza di tutti gli operatori bancari e finanziari abilitati a svolgere una o più attività riconosciute dalla Seconda direttiva di coordinamento bancario. L’Associazione ha continuato quindi ad essere il fulcro di aggregazione del mondo bancario e al tempo stesso il luogo naturale per il confronto e lo sviluppo di ogni singola azienda, oltre che del settore nel suo insieme. Dalla fusione per incorporazione dell’Associazione sindacale fra le aziende del credito (giugno 1997), l’ABI ha anche acquisito la rappresentanza sindacale diretta delle aziende operanti nel settore creditizio e finanziario, con la sola esclusione delle aziende che hanno conferito mandato sindacale alla Federazione italiana delle banche di credito cooperativo – Federcasse (e, in un primo momento, all’Associazione delle casse di risparmio italiane – Acri, le cui aderenti hanno fatto confluire in ABI la rappresentanza sindacale a far tempo dal 1999). E’ stata inoltre investita della competenza necessaria per definire le linee unitarie relative ai rapporti di lavoro, alle politiche dell’occupazione, ai rapporti con le organizzazioni sindacali dei lavoratori di tutto il mondo bancario, tranne per le specifiche contrattuali che caratterizzano i contratti collettivi di lavoro stipulati dalla Federcasse. Dalla fine del 1997 si è ancora più accentuata la funzione di tutela degli interessi del mondo bancario e finanziario svolta dall’ABI, affiancata dalla tradizionale attività di servizio rivolta alle aziende associate. Ma è senz’altro il 1999 che ha segnato l’avvio della sperimentazione di un nuovo ciclo organizzativo, derivato da una revisione delle attività associative secondo un modello di funzionamento capace di cogliere la crescente differenziazione delle esigenze degli Associati in termini di prodotti/servizi. Un cambiamento impostato per fornire una migliore offerta di prodotti associativi professionali e integrati. 

Missione

L’Associazione Bancaria Italiana è una associazione volontaria di banche e di soggetti giuridici elencati all’articolo 3, senza finalità di lucro, che svolge le proprie attività ai sensi del presente Statuto e, per quanto in esso non previsto, secondo le norme contenute nella Costituzione della Repubblica e negli articoli 36 e seguenti del codice civile. L’Associazione promuove la cultura della legalità, della sana e prudente gestione bancaria, la conoscenza e la coscienza dei valori etici e sociali, dei comportamenti ispirati ai principi della corretta imprenditorialità e di realizzazione di un mercato libero e concorrenziale. In questi ambiti l’Associazione:

  • rappresenta, tutela e promuove i legittimi comuni interessi degli Associati, nonché interessi legittimi specifici di uno o più Associati, purché tali interessi non siano in conflitto con quelli comuni;
  • tutela e promuove la reputazione e l’immagine degli Associati;
  • favorisce la diffusione dell’educazione societaria, finanziaria e al risparmio.

L’Associazione promuove iniziative per la crescita ordinata, stabile ed efficiente delle imprese bancarie e inanziarie, in un’ottica concorrenziale coerente con le normative nazionali, dell’Unione Europea e internazionali. L’Associazione concorre a promuovere forme di collaborazione che consentano di perseguire più ampie finalità di progresso e sviluppo. L’Associazione ha Sede centrale in Roma e Sedi a Milano e Bruxelles e può istituire sedi ed uffici in altre città dell’Italia, dell’Unione Europea e di Paesi terzi.    Per il perseguimento dei suoi scopi l’Associazione:   

a) organizza e favorisce l’organizzazione di studi e dibattiti, cura la diffusione della conoscenza e la formazione in particolare delle tematiche economiche, finanziarie e giuridiche e favorisce la circolazione delle informazioni fra gli Associati o fra essi ed altri enti economici e finanziari;

b) sollecita l’innovazione normativa nazionale, dell’Unione Europea ed internazionale nelle materie che interessano gli Associati;

c) definisce linee unitarie per gli Associati sui rapporti di lavoro e sulle politiche dell’occupazione nei confronti delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e delle altre organizzazioni di rappresentanza imprenditoriale;

d) nell’ambito delle linee di cui al precedente punto c), per gli Associati che conferiscono apposito mandato e corrispondono specifici contributi: 

  • tutela i legittimi comuni interessi per quanto attiene ai rapporti di lavoro con i dipendenti;
  • collabora in ogni sede per la risoluzione di problemi e di questioni inerenti ai predetti rapporti di lavoro;
  • li rappresenta nel regolamento dei rapporti di lavoro (compresa la stipulazione di contratti collettivi) nei confronti delle organizzazioni sindacali dei lavoratori, con la facoltà di trattare e di risolvere, mediante accordi, le eventuali vertenze connesse con i rapporti di lavoro;
  • svolge attività di informazione, di consulenza e di assistenza nel campo delle relazioni sindacali e nella gestione dei rapporti di lavoro in genere; compie altresì ogni attività utile per il perseguimento degli scopi indicati sopra;

e) sollecita e contribuisce a promuovere l’adozione di processi di ammodernamento delle pubbliche amministrazioni per consentire un sempre più efficiente funzionamento delle imprese bancarie e finanziarie ed un contesto competitivo dell’economia nazionale;

f ) svolge attività di informazione, assistenza tecnica e consulenza a favore degli Associati;

g) elabora, nel pieno rispetto dei principi di libera concorrenza, codici etici e di comportamento, ne promuove l’adozione da parte degli Associati e collabora ad iniziative assunte in tal senso da altri organismi, nazionali ed internazionali;

h) collabora con amministrazioni ed istituzioni pubbliche, con organizzazioni economiche e sociali, con enti e associazioni alla soluzione delle questioni che interessano il settore creditizio e finanziario, nonché di problemi di più generale interesse per l’Italia e per l’Unione Europea;
i) promuove – ai fini della razionalizzazione dei servizi e nel pieno rispetto dei principi della libera concorrenza – iniziative di collaborazione tra gli Associati;
j) incentiva lo sviluppo professionale dei prestatori d’opera, sia svolgendo, direttamente o indirettamente, attività di formazione, sia collaborando al rafforzamento ed alla valorizzazione dell’attività di formazione svolta da scuole specializzate e/o da gruppi di Associati;
k) dirime in via conciliativa eventuali contestazioni fra gli Associati ed assume incarichi conferiti allo stesso fine;
l) svolge ogni altra attività comunque utile per il raggiungimento dei suoi fini statutari.


L’Associazione aderisce alla Federazione delle banche, delle assicurazioni e della finanza e alla Federazione Bancaria Europea per il perseguimento degli scopi statutari.
L’Associazione e coloro che per essa operano perseguono gli scopi statutari nel rispetto delle norme italiane e dell’Unione Europea ed ispirano i propri comportamenti al Codice etico che è parte integrante del presente Statuto. 

Sommario dei contenuti: Costituzione, sede e scopi – Associati – Organi (Assemblea, Consiglio, Comitato esecutivo, Presidente, Comitato di presidenza, Collegio sindacale, Direttore generale, Probiviri) – Organismi tecnici (Commissioni regionali, Comitati tecnici, Gruppi di lavoro) – Durata e cessazioni – Regolamento elettorale – Norme speciali – Codice etico

Leggi lo Statuto

Premessa
La missione dell’Associazione Bancaria Italiana (d’ora in avanti: l’ABI o l’Associazione) è definita dal suo Statuto.
Consapevole della rilevanza del proprio ruolo, l’ABI interpreta la sua missione proponendosi come forza culturalmente propulsiva delle imprese bancarie e finanziarie, al servizio degli Associati, per lo sviluppo economico, sociale, culturale e civile del Paese.
Il Codice Etico (d’ora in avanti: il Codice), con la Carta dei Valori e il Modello Organizzativo, costituisce il frutto di un lavoro che ha coinvolto tutti i livelli associativi con l’obiettivo di focalizzare e condividere valori, principi e regole.  

Il Codice etico

Premessa
La Carta dei Valori rappresenta la Costituzione dell’Associazione, in quanto contiene i Valori fondamentali in cui essa e le persone che prestano la loro attività lavorativa in ABI si riconoscono e sono chiamate a riconoscersi.

La Carta dei Valori:

  • connota l’identità associativa
  • qualifica lo stile di lavoro, orientandolo verso obiettivi prioritari realmente comuni
  • migliora le modalità di lavoro
  • accresce l’efficienza dell’Organizzazione in termini di tempi, priorità reali, chiarezza degli obiettivi e qualificazione dei contenuti.

La Carta dei Valori non risolve aspetti organizzativi e culturali, ma si pone come supporto nei processi di cambiamento.
Per tutti questi motivi, la Carta è essa stessa un Valore.
 
La nostra Missione
Rappresentiamo, tuteliamo e promuoviamo gli interessi comuni dei nostri Associati, coordinandoli con quelli del Paese e dell’Europa, considerato il quadro internazionale di riferimento. Lo facciamo ispirandoci a principi di efficienza e sostenibilità, basati sulla valorizzazione del contributo di tutte le persone che fanno parte dell’Associazione.
 
La nostra Visione
Vogliamo essere forza trainante delle Imprese bancarie e finanziarie, al servizio degli Associati, per lo sviluppo del Paese e dell’Europa.
 
I nostri Valori
I nostri comportamenti si ispirano a 8 Valori: Consapevolezza, Appartenenza, Responsabilità, Rispetto, Efficienza, Professionalità, Disponibilità, Comunicazione.
 
L’interazione fra i Valori della Carta
La Consapevolezza del ruolo dell’Associazione, e del nostro ruolo al suo interno, sviluppano l’Appartenenza all’Organizzazione, il nostro senso di Responsabilità e di reciproco Rispetto. La sfida dell’Efficienza richiede la crescita continua della nostra Professionalità. La Disponibilità e la Comunicazione creano inclusione, promuovendo ciò che siamo e ciò che facciamo.
 
I Valori della Carta non resteranno sulla carta
I Valori comuni che si fanno azione resistono nel tempo e generano fiducia e comprensione reciproca. Lavoriamo trasformando in azioni i concetti della Carta. Operiamo condividendo la lettera e lo spirito della Carta. Testimoniamo con l’esempio l’attuazione dei Valori, consapevoli che essi rappresentano per tutti un primario punto di riferimento per la crescita delle persone e dell’Associazione.
Nella Carta, i Valori dell’ABI sono anche declinati in base alle nostre interazioni quotidiane, che identifichiamo nelle seguenti: la persona e l’Organizzazione; la persona e le altre persone, l’Organizzazione e la persona (rivolto a chi, nel suo ruolo rappresenta, ai vari livelli, l’Organizzazione); la persona e gli stakeholder (principalmente i nostri Associati e poi tutti gli altri interlocutori esterni).


Leggi la Carta dei Valori

The Italian Banking Association – ABI – is a voluntary non-profit organization. Its purpose is to represent, defend and promote the interests of its member banks and financial intermediaries. It works, in this framework, for the development of the awareness in society and within the banking and financial system of the social and behavioral values that follow from entrepreneurial principles and from the formation of open and competitive markets. Specifically, ABI undertakes initiatives for the orderly, stable and efficient growth of the banking and financial system, in a competitive outlook consistent with Italian and European Union law. In pursuit of these purposes:

  • The Association holds conferences and debates on banking and financial issues and on more general economic and social themes, not only in the national framework, and seeks to disseminate information and knowledge on these issues, fostering exchange of information among its members and between these and other economic and financial entities.
  • It works for national, European, and international regulatory reform in the areas affecting the banking and financial system.
  • It establishes uniform lines of conduct on labour relations and employment policies within the banking system and in trade union relations. In this regard, on behalf of the members that have made it their bargaining agent, it engages in specific activities of representation and consultation in protection of their interests in labour relations with their employees, including signing collective bargaining agreements.
  • It performs informational activities, technical assistance and consultation for its members.
  • It develops codes of conduct and works for their adoption by members, also collaborating in relevant initiatives undertaken by other national and international bodies.
  • It collaborates at national and international level with government agencies and departments and public institutions, economic and social organizations, institutions and associations for the solution of questions involving the credit and financial industry and problems of more general interest.
  • It promotes, in cooperation with the members and in accordance with the principles of free competition, initiatives to rationalize services.

ABI also represents the Italian credit and financial system in all international fora: above all, in view of the continuous engagement and full competence involved, vis-à-vis the European Banking Federation and the European Mortgage Federation.