{"id":50798,"date":"2025-10-07T14:38:11","date_gmt":"2025-10-07T12:38:11","guid":{"rendered":"https:\/\/abi-newsite.azurewebsites.net\/?p=50798"},"modified":"2025-10-07T14:51:13","modified_gmt":"2025-10-07T12:51:13","slug":"outlook-abi-cerved-2025-27-sui-crediti-deteriorati-delle-imprese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.abi.it\/en\/outlook-abi-cerved-2025-27-sui-crediti-deteriorati-delle-imprese\/","title":{"rendered":"Outlook ABI-Cerved 2025-27 sui crediti deteriorati delle imprese"},"content":{"rendered":"<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"50798\" class=\"elementor elementor-50798\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-8799c0f e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"8799c0f\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-217e12a elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"217e12a\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p><em>L\u2019instabilit\u00e0 geopolitica e l\u2019incertezza a livello internazionale continuano a influenzare l\u2019aumento dei tassi di default. Tuttavia, questi <\/em><em>dovrebbero mantenersi su livelli sensibilmente pi\u00f9 contenuti rispetto a quelli registrati durante le precedenti crisi. Nel triennio <\/em><em>previsionale si stima un aumento in tutte le aree geografiche e in tutti settori economici, ma pi\u00f9 sostenuto nell\u2019industria e nelle costruzioni<\/em><\/p><p>\u00a0<\/p><p>Roma, 7 ottobre 2025 &#8211; Il contesto economico ancora incerto e l\u2019elevata instabilit\u00e0 geopolitica portano ABI e Cerved a stimare che nel 2025 il tasso di deterioramento del credito alle imprese &#8211; o tasso di default &#8211; si assester\u00e0 al 2,9% rispetto al 2,6% registrato nel 2024. Nel 2026 una crescita economica modesta dovrebbe spingere questo indicatore al 3%, nonostante il minor livello dei tassi di interesse di mercato. Nel 2027 il valore \u00e8 dato in discesa al 2,9%, lo stesso livello del 2019 e di gran lunga inferiore al picco del 7,5% toccato nel 2012.<\/p><p>Sono alcuni dei risultati dell\u2019Outlook ABI-Cerved 2025-27 appena presentato. Il report, redatto periodicamente da ABI e Cerved, analizza i flussi di credito erogati alle imprese che nel corso dell\u2019anno vengono classificati come deteriorati (inclusi sofferenze, inadempienze probabili e crediti scaduti), espressi in percentuale dei crediti in bonis all\u2019inizio dell\u2019anno, con dettagli per dimensione aziendale, settore economico e area geografica.<\/p><p>Nel periodo compreso tra il 2024 e il 2027, si prevedono incrementi pi\u00f9 significativi dei tassi di default tra le grandi imprese (dall\u20191,4% all\u20191,9%), nelle aree del Nord-Est (dal 1,8% al 2,1%), del Nord-Ovest (dal 2,3% al 2,6%) e nel Sud e Isole (dal 3,5% al 3,8%). A livello settoriale, gli aumenti pi\u00f9 marcati si stimano nel comparto delle Costruzioni (dal 2,8% al 3,2%) e in quello industriale (dal 2,3% al 2,7%). A fronte di questa dinamica, a fine 2027 il tasso di deterioramento pi\u00f9 elevato si conferma nelle Microaziende (3,1% nel 2027), nel Sud e Isole (3,8%) e nel settore delle Costruzioni (3,2%).<\/p><p>\u00a0<\/p><p><strong>Tassi di deterioramento delle imprese (previsioni al 2027)<\/strong><\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-6cbe199 e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"6cbe199\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-485b3c0 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"485b3c0\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"886\" height=\"468\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-1.png\" class=\"attachment-large size-large wp-image-50800\" alt=\"\" srcset=\"\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-1.png 886w, \/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-1-300x158.png 300w, \/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-1-768x406.png 768w, \/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-1-18x10.png 18w\" sizes=\"(max-width: 886px) 100vw, 886px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-dcfe1cd e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"dcfe1cd\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-85b7429 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"85b7429\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>L\u2019elevata incertezza sul piano internazionale \u00e8 alimentata principalmente dalle recenti misure tariffarie adottate dall\u2019amministrazione statunitense, che prevedono dazi sull\u2019export verso gli USA pari al +15% per i beni italiani ed europei, con picchi fino al +50% per alcune categorie, e aliquote comprese tra il +10% e il +30% per le merci provenienti da gran parte del resto del mondo. Tali politiche potrebbero generare un significativo rallentamento del commercio globale, con impatti negativi sul fatturato e sulla redditivit\u00e0 delle imprese. A questo si aggiunge il perdurare dei conflitti in Ucraina e in Medio Oriente, che contribuisce ulteriormente a mantenere elevati i livelli di instabilit\u00e0.<\/p><p>L\u2019instabilit\u00e0 dello scenario \u00e8 testimoniato anche dall\u2019aumento del tasso di deterioramento del credito delle societ\u00e0 non finanziarie riportato da Banca d\u2019Italia: 2,33% nel 2023 contro il 2,16% del 2022 e in ulteriore incremento a 2,55% nel 2024.<\/p><p>\u00a0<\/p><p>\u201cLe nostre stime sull\u2019evoluzione dei crediti deteriorati mostrano uno scenario incerto per le imprese italiane, strette fra tensioni geopolitiche e incertezze economiche legate anche all\u2019introduzione dei dazi americani &#8211; commenta Luca Peyrano, CEO di Cerved -. Nel triennio previsionale, comunque, si rimane ben lontani dai livelli raggiunti nei periodi di crisi, a conferma di una migliore redditivit\u00e0 e posizione patrimoniale delle nostre aziende\u201d.<\/p><p>\u00a0<\/p><p>\u201cNegli ultimi 10 anni il settore bancario italiano ha compiuto enormi progressi nel rafforzamento patrimoniale e nella gestione del rischio di credito, posizionandosi oggi tra i pi\u00f9 solidi in Europa\u201d, evidenzia Marco Elio Rottigni, Direttore Generale di ABI, che prosegue sottolineando che \u201cil Rapporto ABI\/Cerved presentato oggi mostra, tuttavia, che vanno emergendo nuovi rischi di deterioramento del credito, seppur limitati. Si tratta di segnali da non trascurare che istituzioni, autorit\u00e0 di regolamentazione e attori economici devono affrontare insieme e per tempo\u201d.<\/p><p>\u00a0<\/p><p>Secondo gli ultimi dati di Banca d\u2019Italia, a marzo 2025 l\u2019insieme delle sofferenze lorde e degli altri crediti deteriorati lordi si attestava a 57,8 miliardi di euro (-4,7% rispetto all\u2019anno prima), mentre in termini netti, cio\u00e8 escludendo le perdite di valore gi\u00e0 contabilizzate in bilancio dalle banche, lo stesso insieme \u00e8 di 30,2 miliardi (-1,4% rispetto a marzo 2024). Per quanto riguarda il numero delle posizioni deteriorate, emerge un quadro contrastante: nel 2024 si riduce in maniera significativa, da 16.700 unit\u00e0 del 2023 a 12.400, ma \u00e8 l\u2019importo medio dei default a crescere del 42%, da 630.000 a quasi 900.000 euro, tornando a livelli pre-2017.<\/p><p>\u00a0<\/p><p><strong>I crediti deteriorati delle imprese italiane nel 2025: andamenti settoriali e territoriali<\/strong><br \/>Le stime di ABI-Cerved mostrano una crescita dei tassi di deterioramento nel 2025 in tutte le classi dimensionali di impresa, con andamenti piuttosto omogenei. Le micro, le piccole e le medie imprese registrano un incremento di 0,3 punti percentuali (dal 2,8% del 2024 al 3,1% le prime; dal 2% al 2,3% le seconde; dall\u20191,7% al 2% le terze), mentre i tassi delle grandi imprese segnano un rialzo di 0,4 punti (dall\u2019 1,4% all\u2019 1,8%).<\/p><p>Le dinamiche settoriali indicano come il flusso dei nuovi crediti in default aumenti in tutti i comparti considerati. Il settore Industriale evidenzia l\u2019incremento pi\u00f9 consistente (dal 2,3% del 2024 al 2,7%) seguito da quello delle Costruzioni (dal 2,8% al 3,1%), che mantiene i tassi di deterioramento pi\u00f9 alti, affiancato dai Servizi (2,9%, contro il 2,7% del 2024) e dall\u2019Agricoltura (2,9% rispetto al 2,6% del 2024). L\u2019Industria, pur rimanendo al livello pi\u00f9 basso (2,7%), \u00e8 l\u2019unica a superare il livello registrato nel periodo pre-Covid (2,3% nel 2019), mentre le Costruzioni, che hanno beneficiato di numerosi e significativi incentivi fiscali, ne restano ben al di sotto (3,1% contro 4%).<\/p><p>\u00a0<\/p><p><strong>Tassi di deterioramento al 2025 per dimensione di impresa<\/strong><\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-ac612e1 e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"ac612e1\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-50789e1 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"50789e1\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" width=\"886\" height=\"463\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine2.png\" class=\"attachment-large size-large wp-image-50802\" alt=\"\" srcset=\"\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine2.png 886w, \/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine2-300x157.png 300w, \/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine2-768x401.png 768w, \/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine2-18x9.png 18w\" sizes=\"(max-width: 886px) 100vw, 886px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-05c9184 e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"05c9184\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-e609b5b elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"e609b5b\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>Quanto all\u2019andamento geografico, le stime 2025 indicano un aumento dei tassi di deterioramento in tutto il Paese, con meno divergenza tra gli estremi. Gli incrementi maggiori, infatti, si registrano al Nord, con Nord-Ovest e Nord-Est che aumentano la rischiosit\u00e0 di 0,3 punti percentuali, mentre nel Centro e nel Mezzogiorno l\u2019aumento osservato \u00e8 di 0,2 punti. Il Mezzogiorno si conferma l\u2019area pi\u00f9 rischiosa, con tassi al 3,7% e con un gap di 1,6 punti percentuali rispetto all\u2019area meno rischiosa, quella del Nord-Est (2,1%). Nord-Ovest e Centro si attestano, rispettivamente, al 2,6% e al 3,3%.<\/p><p>\u00a0<\/p><p><strong>Le previsioni 2026-27<\/strong><br \/>Lo scenario previsto nel 2026-2027 ipotizza una crescita economica moderata e una politica monetaria lievemente espansiva. L\u2019occupazione resta alta e sostiene i consumi delle famiglie, anche se l\u2019inflazione del biennio 2022-2023 ha ridotto la capacit\u00e0 di spesa. Il quadro macroeconomico \u00e8 comunque da interpretarsi con estrema cautela, data l\u2019elevata incertezza di tutti gli scenari.<\/p><p>Si stima dunque che i nuovi crediti in default saranno in lieve rialzo nel 2025 ma in graduale discesa nel 2026-2027: dal 2,9% dell\u2019anno in corso si passer\u00e0 dunque al 3% nel 2026 per poi tornare al 2,9% nel 2027, valori in linea con il periodo pre-Covid e decisamente inferiori rispetto ai picchi toccati durante la crisi dei debiti sovrani. Nel 2026 l\u2019aumento del rischio \u00e8 diffuso su tutte le classi dimensionali d\u2019impresa e senza differenze significative nelle dinamiche, cos\u00ec come nel 2027 il calo marginale \u00e8 distribuito in maniera omogenea. Ne risulta una percentuale dei tassi di deterioramento a fine periodo superiore a quella del 2019, soprattutto per le grandi aziende (1,9% nel 2027 rispetto all\u20191,3% del 2019), mentre l\u2019unica classe che si mantiene in linea con il livello ante-pandemia \u00e8 quella delle micro imprese (3,1%).<\/p><p>Quanto ai settori, nel 2026 i nuovi crediti deteriorati cresceranno ovunque ad eccezione dell\u2019agricoltura, che si manterr\u00e0 stabile. Il peggioramento pi\u00f9 accentuato \u00e8 previsto per le costruzioni (dal 3,1% del 2025 al 3,4%), seguite da industria (dal 2,7% al 2,9%) e Servizi (dal 2,9% al 3,0%). Il 2027 vedr\u00e0 un miglioramento lievemente pi\u00f9 accentuato per l\u2019Industria e le Costruzioni (-0,2 punti percentuali) mentre Servizi e Agricoltura scenderanno solamente di un decimo di punto. Tutti i settori restano al di sotto del livello pre-pandemico tranne l\u2019Industria (2,7% nel 2027 contro il 2,3% del 2019).<\/p><p>Un lieve incremento della percentuale di crediti in default si registrer\u00e0 nel 2026 in tutte le aree geografiche: nel Nord-Ovest (dal 2,6% del 2025 al 2,7%), nel Nord-Est (dal 2,1% al 2,3%), mentre Sud e Isole (dal 3,7% al 3,9%) continueranno ad essere la zona pi\u00f9 rischiosa, seguita dal Centro (dal 3,3% al 3,4%). Al termine del periodo di previsione, il Mezzogiorno presenter\u00e0 valori inferiori rispetto al 2019 (3,8% contro 4,2%), mentre il Nord-Ovest avr\u00e0 valori leggermente superiori (2,6% contro 2,4%).<\/p><p>\u00a0<\/p><p><strong>Tassi di deterioramento per classe dimensionale, settore e macroarea (dal 2019 al 2027)<\/strong><\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-c65185a e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"c65185a\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-bab1752 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"bab1752\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" width=\"937\" height=\"480\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine3.png\" class=\"attachment-large size-large wp-image-50806\" alt=\"\" srcset=\"\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine3.png 937w, \/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine3-300x154.png 300w, \/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine3-768x393.png 768w, \/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine3-18x9.png 18w\" sizes=\"(max-width: 937px) 100vw, 937px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019instabilit\u00e0 geopolitica e l\u2019incertezza a livello internazionale continuano a influenzare l\u2019aumento dei tassi di default. 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