{"id":55711,"date":"2026-03-12T11:43:08","date_gmt":"2026-03-12T10:43:08","guid":{"rendered":"https:\/\/abi-newsite.azurewebsites.net\/?p=55711"},"modified":"2026-03-13T14:33:08","modified_gmt":"2026-03-13T13:33:08","slug":"cultura-ed-economia-intelligenza-e-liberta-di-ignazio-visco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.abi.it\/en\/cultura-ed-economia-intelligenza-e-liberta-di-ignazio-visco\/","title":{"rendered":"Cultura ed economia, intelligenza e libert\u00e0 di Ignazio Visco"},"content":{"rendered":"<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"55711\" class=\"elementor elementor-55711\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-5a8a5f1 e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"5a8a5f1\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-8a36526 e-con-full elementor-hidden-tablet_extra elementor-hidden-tablet elementor-hidden-mobile_extra elementor-hidden-mobile e-flex e-con e-child\" data-id=\"8a36526\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-ff9fd06 e-con-full e-flex e-con e-child\" data-id=\"ff9fd06\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t<article class=\"elementor-element elementor-element-6f09580 section e-con-full e-flex e-con e-child\" data-id=\"6f09580\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\" data-settings=\"{&quot;background_background&quot;:&quot;classic&quot;}\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-589e382 elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"589e382\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h1 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">Cultura ed economia, intelligenza e libert\u00e0<\/h1>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-d5991dc elementor-widget elementor-widget-pxl_text_editor\" data-id=\"d5991dc\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"pxl_text_editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"pxl-text-editor\">\n\t<div class=\"pxl-item--inner\" data-wow-delay=\"ms\">\n\t\t<p class=\"xmsonormal\" style=\"margin: 0cm\"><strong>Ignazio Visco<\/strong>, Governatore onorario della Banca d\u2019Italia<\/p>\t\t\n\t<\/div>\n<\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/article>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-8ed2499 elementor-widget elementor-widget-pxl_text_editor\" data-id=\"8ed2499\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"pxl_text_editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"pxl-text-editor\">\n\t<div class=\"pxl-item--inner\" data-wow-delay=\"ms\">\n\t\t<p>Dalla rivoluzione industriale in poi si \u00e8 andata affermando la cultura dell\u2019investimento in conoscenza: una conoscenza utile, che colleghi la ricerca di base e la ricerca applicata e dia luogo a innovazioni tecnologiche e miglioramenti nella qualit\u00e0 del lavoro umano. In economie di mercato sostenute da regole adeguate, questi sono gli elementi cruciali della crescita economica degli ultimi due secoli. Lo sviluppo sembrava aver trovato dalla fine della guerra fredda una dimensione globale, in un contesto di pi\u00f9 ampia cooperazione internazionale. L\u2019evoluzione demografica, la crescita e un progresso tecnologico senza precedenti spingevano a interrogarsi su come meglio bilanciare opportunit\u00e0 e nuovi rischi, nella duplice transizione verde e digitale, e affrontare le conseguenze connesse con fenomeni come l\u2019Intelligenza artificiale. Negli ultimi tempi, tuttavia, ci si deve chiedere come potranno essere affrontati problemi di natura globale in un contesto geopolitico sempre pi\u00f9 frammentato, meno cooperativo e di incertezze crescenti per la stessa libert\u00e0 economica.<\/p>\t\t\n\t<\/div>\n<\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-99a0cdc elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"99a0cdc\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h3 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">Investire in conoscenza<\/h3>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-d32b19c elementor-widget elementor-widget-pxl_text_editor\" data-id=\"d32b19c\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"pxl_text_editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"pxl-text-editor\">\n\t<div class=\"pxl-item--inner\" data-wow-delay=\"ms\">\n\t\t<p>\u00abInvestire in conoscenza rende pi\u00f9 di ogni altro investimento\u00bb. Attribuita a Benjamin Franklin, questa affermazione illumina una delle chiavi della straordinaria crescita economica registrata dall\u2019inizio della rivoluzione industriale in poi. Sulla base di stime necessariamente approssimative ma sufficientemente attendibili (Maddison Project Data Base: Bolt e Van Zanden, 2024), il prodotto pro capite mondiale \u00e8 oggi, in termini reali, circa tredici volte superiore rispetto a due secoli fa, con una crescita media annua dell\u20191,3%. Tutto ci\u00f2 nonostante guerre mondiali, crisi finanziarie e condizioni di povert\u00e0 estrema a lungo diffuse in vaste aree del mondo; e soprattutto, nonostante un incremento demografico di otto volte, a fronte di un aumento da 400 milioni a un miliardo di persone nei precedenti 8 secoli, periodo in cui il prodotto pro capite era rimasto pressoch\u00e9 stagnante. Non sorprende, dunque, che la crescita economica sia divenuta uno dei principali campi di indagine degli economisti moderni e contemporanei, teorici e applicati. Non \u00e8 questa, ovviamente, la sede per ripercorrere le molteplici teorie e i risultati empirici che si sono andati accumulando nel tempo; \u00e8 tuttavia indubbio che, nelle analisi degli studiosi, il ruolo dell\u2019investimento in conoscenza abbia progressivamente guadagnato centralit\u00e0 rispetto a determinanti quali il saggio di profitto, la propensione al risparmio, le preferenze temporali e il periodo di produzione, su cui si sono concentrati di volta in volta economisti classici (David Ricardo, Karl Marx), keynesiani (Roy Harrod, Edwin Domar) o di scuola austriaca (Eugen von B\u00f6hm Bawerk). Dalla conoscenza dipende il progresso tecnico, considerato, nei primi lavori di economisti di scuola neoclassica, in particolare quelli di Robert Solow, una variabile esogena alla quale si deve, insieme all\u2019accumulazione di capitale fisico e alla combinazione con lavoro umano e materie prime, la crescita della produttivit\u00e0 del lavoro, ossia la quantit\u00e0 prodotta nei diversi settori per una data applicazione di ore lavorate. Sempre esogeno, ma distribuito in modo differente tra i settori, con effetti sulla crescita aggregata che variano in modo non regolare in funzione delle condizioni della domanda e di utilizzo della capacit\u00e0 produttiva, \u00e8 il ruolo del progresso tecnico in un moderno schema classico-keynesiano, come quello proposto da Luigi Pasinetti. Nelle pi\u00f9 recenti teorie della crescita endogena \u2013 basate sul learning by doing di Kenneth Arrow, sul capitale umano di Robert Lucas, sulle esternalit\u00e0 e le economie di scala di Paul Romer, e sulla distruzione creatrice di Philippe Aghion e Paul Howitt (ai quali \u00e8 stato assegnato nel 2025, congiuntamente con lo storico dell\u2019economia Joel Mokyr, il premio istituito, per le scienze economiche, in memoria di Alfred Nobel) \u2013 la conoscenza accumulata attraverso lo studio e la ricerca e sviluppo interagisce con i fattori di base e li integra, divenendo cos\u00ec il principale fattore determinante delle crescita economica.<\/p>\t\t\n\t<\/div>\n<\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-9ad7ea0 elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"9ad7ea0\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h3 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">La conoscenza utile<\/h3>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-59d40aa elementor-widget elementor-widget-pxl_text_editor\" data-id=\"59d40aa\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"pxl_text_editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"pxl-text-editor\">\n\t<div class=\"pxl-item--inner\" data-wow-delay=\"ms\">\n\t\t<p>Che cosa intendiamo per conoscenza? E come si colloca rispetto a due altri concetti cruciali: cultura e innovazione? Inoltre, perch\u00e9 la straordinaria crescita della produttivit\u00e0 si \u00e8 manifestata solo negli ultimi due secoli? A queste domande offrono importanti risposte proprio i contributi di analisi storica ed economica di Joel Mokyr (cfr., tra i molti, Mokyr, 2002, 2016a). Il termine \u00abcultura\u00bb \u00e8 notoriamente elusivo, assumendo significati diversi a seconda del contesto. Personalmente, ho sempre preferito il termine conoscenza \u2013 pi\u00f9 ampio di quello, molto usato dagli economisti, di \u00abcapitale umano\u00bb \u2013 poich\u00e9 include tanto lo studio e l\u2019istruzione quanto la ricerca e sviluppo (cfr., ad esempio, Visco, 2014). Comunque, secondo Mokyr, un sommovimento culturale straordinario \u2013 che gi\u00e0 origina nel Seicento da \u00abimprenditori culturali\u00bb quali Francis Bacon e Isaac Newton \u2013 ha legato lo sviluppo dell\u2019Illuminismo all\u2019innovazione tecnologica. La filosofia naturale illuminista incoraggi\u00f2 la curiosit\u00e0 intellettuale e promosse la diffusione della conoscenza, elementi essenziali per il progresso economico e sociale. La conoscenza teorica, \u00abproposizionale\u00bb \u2013 ossia la scoperta del modo di funzionamento dei fenomeni naturali, ci\u00f2 che oggi definiremmo \u00abricerca di base\u00bb \u2013, si accompagn\u00f2, in una relazione anche biunivoca, alla conoscenza pratica, \u00abprescrittiva\u00bb, ovvero alle modalit\u00e0 \u2013 invenzioni e innovazioni \u2013 con cui applicarla. L\u2019Illuminismo promosse la fiducia nella scienza e nella ragione come strumenti per migliorare la condizione umana: \u00abCi\u00f2 che contava erano non solo le credenze delle persone riguardo ai contratti sociali, al pluralismo politico, alla tolleranza religiosa, ai diritti umani e cos\u00ec via, ma anche come esse concepivano la relazione tra esseri umani e ambiente fisico e il ruolo di quella che chiamavano la \u201cconoscenza utile\u201d finalizzata al miglioramento del benessere materiale\u00bb. (Mokyr, 2016b). Questa conoscenza utile, in una Europa politicamente assai frammentata, beneficiava della straordinaria affermazione della Res publica literaria, la \u00abRepubblica delle lettere\u00bb: una comunit\u00e0 \u00abvirtuale\u00bb di studiosi e intellettuali che, attraverso un fitto scambio epistolare, integrato da bollettini e periodici, garantiva la libera circolazione di idee, scoperte e dimostrazioni, nel continente europeo e nel Regno Unito. Allora, come oggi, i principi fondanti di una comunit\u00e0 scientifica erano universalit\u00e0 del sapere, uguaglianza, libert\u00e0 di pensiero e autonomia dalla politica; principi che, come oggi, incontravano ostacoli nei nazionalismi e nelle divisioni politiche e religiose. Eppure, fu grazie a questa rete che emerse un elemento cruciale per comprendere il ruolo fondamentale della conoscenza nell\u2019innovazione e nel progresso tecnico: la \u00abnon rivalit\u00e0\u00bb delle scoperte scientifiche, la loro generale fruibilit\u00e0, che ne garantiva la pi\u00f9 ampia diffusione e l\u2019applicazione pratica, con eventuale, ma non necessaria, protezione dei relativi diritti di sfruttamento. L\u2019importanza attribuita a una conoscenza utile per il progresso economico, non riservata solo a una ristretta e appagata \u00e9lite di pensatori e scienziati, si ritrova anche al di l\u00e0 dell\u2019Atlantico, nelle parole di Benjamin Franklin, che nel 1743 da Filadelfia propone la creazione di una Societ\u00e0 Filosofica Americana per promuovere la conoscenza utile \u00abtra le colonie [plantations] britanniche in America\u00bb, attraverso una corrispondenza costante tra uomini virtuosi e ingegnosi delle varie colonie. Concluso quindi il duro lavoro di insediamento nelle colonie, Franklin osservava: \u00abin ogni provincia vi sono molte persone che vivono in condizioni agiate e hanno il tempo libero per coltivare le arti pi\u00f9 raffinate e migliorare il patrimonio comune di conoscenze. A coloro che sono uomini di speculazione, di tanto in tanto devono venire in mente molti suggerimenti e molte osservazioni che, se ben esaminati, approfonditi e migliorati, potrebbero portare a scoperte vantaggiose per alcune o tutte le colonie [plantations] britanniche, o a beneficio dell\u2019umanit\u00e0 in generale \u00bb (Franklin, 1743). Una proposta che, pur non avendo immediato successo, si realizzer\u00e0 nel tempo, segnando un punto di raccordo tra l\u2019Illuminismo europeo e quello americano, le cui tracce sono evidenti nella stessa Dichiarazione d\u2019indipendenza del 1776. Il 1776 fu, come sappiamo, anche l\u2019anno della pubblicazione della Ricchezza delle Nazioni di Adam Smith, caposaldo dell\u2019analisi economica. Smith non si opponeva al ruolo dello Stato nell\u2019economia e nella societ\u00e0, volto non solo a garantire giustizia e sicurezza, ma anche a fornire infrastrutture essenziali per contrastare le distorsioni e le disuguaglianze connesse con la divisione del lavoro e lo sviluppo capitalistico, in particolare attraverso il bene pubblico dell\u2019istruzione, quella \u00abdella gente comune (\u2026) in un societ\u00e0 incivilita e commerciale (\u2026) pi\u00f9 di quella delle persone di un certo rango e di una certa fortuna\u00bb (Smith, 1776). La sua visione dell\u2019organizzazione produttiva e dello sviluppo economico era tuttavia incentrata sulla libert\u00e0 di mercato, in netta contrapposizione con un approccio \u2013 mercantilista ma non di libero mercato \u2013 fondato su protezionismo e dazi. E nei fatti l\u2019economia di mercato ha avuto uno straordinario successo. Per dirla con Pierluigi Ciocca: \u00abIn effetti \u00e8 il capitalismo che ha cambiato il mondo, economicamente in meglio. (\u2026) Tutto bene, dunque? Assolutamente no. Accanto al pregio inestimabile dell\u2019accresciuta produzione il capitalismo si \u00e8 storicamente dimostrato instabile, iniquo, inquinante \u00bb (Ciocca, 2025).<\/p>\t\t\n\t<\/div>\n<\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-0b98a35 elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"0b98a35\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h3 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">Cambiamenti e cooperazione<\/h3>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-7fd0e1a elementor-widget elementor-widget-pxl_text_editor\" data-id=\"7fd0e1a\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"pxl_text_editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"pxl-text-editor\">\n\t<div class=\"pxl-item--inner\" data-wow-delay=\"ms\">\n\t\t<p>Oggi, dopo oltre due secoli di crescita dei redditi pro capite senza precedenti, nonostante un\u2019espansione demografica anch\u2019essa senza precedenti, non possiamo evitare di porci domande inquietanti sul riaffacciarsi di prospettive e rischi che, pur ripetutamente esaminati e discussi, sembrano essere sempre meno al centro di iniziative politiche effettive \u2013 e, aggiungerei, razionali \u2013 a livello globale. Pure, tra sussulti e incertezze, i formidabili cambiamenti occorsi tra la fine della guerra fredda, sullo scorcio degli anni Ottanta, e la crisi finanziaria globale del 2007-2009 avevano reso il mondo cos\u00ec aperto e interconnesso da richiedere una cooperazione internazionale sempre pi\u00f9 intensa. L\u2019apertura dei mercati, con una crescente libert\u00e0 di commercio e di movimento di capitali, persone e conoscenze, insieme alla rivoluzione delle tecnologie dell\u2019informazione e della comunicazione aveva apportato eccezionali benefici, non sempre compresi n\u00e9 equamente distribuiti. Tra questi, l\u2019uscita di oltre un miliardo di persone da condizioni di povert\u00e0 estrema e la riduzione dei costi di produzione grazie alla formazione di grandi catene globali del valore. Vi avevano per\u00f2 corrisposto conseguenze sfavorevoli, in particolare per la classe media (\u00abin affanno\u00bb, secondo Occorsio e Scarpetta, 2022) dei paesi avanzati colpita dalle incertezze legate ai mutamenti nel mercato del lavoro e nella distribuzione dei redditi, nonch\u00e9 la percezione di rischi di natura sempre pi\u00f9 globale: finanziari, ambientali e tecnologici. I cambiamenti e le crisi che li hanno accompagnati, insieme all\u2019emersione di rischi prospettici ad ampio spettro, avevano inizialmente stimolato un\u2019intensificazione degli sforzi cooperativi. Con l\u2019affermazione del G20 come gruppo informale ma rappresentante oltre i quattro quinti dell\u2019economia mondiale, sono state affrontate \u2013 pur tra esitazioni e tensioni, a volte anche forti \u2013 crisi e turbolenze, incluse le conseguenze della pandemia da Covid-19 che ha chiuso il secondo decennio di questo secolo. Gi\u00e0 prima, tuttavia, difficolt\u00e0 di comunicazione si erano intrecciate con una crescente frammentazione economico-politica, manifestatasi nell\u2019accentuarsi di interventi di natura protezionistica. Negli ultimi anni, come purtroppo \u00e8 oggi evidente, si sono riproposti conflitti gravissimi, che non pensavamo potessero riemergere da un passato remoto, e nuovi rischi, tra cui quello della proliferazione nucleare. La cooperazione internazionale \u00e8 dunque in rapido declino, bench\u00e9 sul piano economico e finanziario il mondo non sia mai stato cos\u00ec interconnesso. Come sar\u00e0 possibile evitare, o almeno affrontare adeguatamente, il ripetersi di crisi finanziarie pericolose ed estese, come quella globale di poco meno di venti anni fa, che, con la sua lunga eco, ha indotto noti economisti a parlare di un rischio di un \u00abristagno secolare\u00bb? E quali pericoli incombono sulla stabilit\u00e0 finanziaria a causa del ritorno a una deregolamentazione eccessiva degli intermediari creditizi e, soprattutto, della ridotta attenzione ai rischi di liquidit\u00e0 e di solvibilit\u00e0 \u2013 quando non ai comportamenti dolosi \u2013 provenienti dalla finanza non bancaria, in particolare nelle sue dimensioni tecnologica e decentralizzata? Come sar\u00e0, poi, possibile affrontare un rischio davvero globale, quale quello delle emissioni nocive e del connesso cambiamento climatico dovuto all\u2019attivit\u00e0 umana, nella produzione e nel consumo, quando oggi si assiste sempre pi\u00f9 spesso alla minimizzazione della sua gravit\u00e0, se non alla negazione tout court delle responsabilit\u00e0 umane al riguardo? Questo, nonostante la mole di studi scientifici concordi nel confermare tali responsabilit\u00e0 e nel sottolineare la necessit\u00e0 di agire tempestivamente per abbandonare l\u2019energia fossile e contenere il riscaldamento globale. Ancora, come potremo garantire che la conoscenza \u2013 cos\u00ec utile, grazie al progresso tecnico che ne \u00e8 derivato, per le condizioni di vita dell\u2019umanit\u00e0 \u2013 continui a produrre benefici diffusi con la rivoluzione digitale in corso? Anche per quanto riguarda la \u00abtransizione digitale\u00bb, cos\u00ec come avviene per la \u00abtransizione verde\u00bb e il mantenimento di un\u2019adeguata attenzione alla stabilit\u00e0 finanziaria, rischiamo di pagare costi elevati in conseguenza del rapido declino della cooperazione internazionale. Sfide comuni, in un mondo che resta profondamente interdipendente, non possono che richiedere risposte globali.<\/p>\t\t\n\t<\/div>\n<\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-4304b19 elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"4304b19\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h3 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">Innovazione e produttivit\u00e0<\/h3>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-5d3005a elementor-widget elementor-widget-pxl_text_editor\" data-id=\"5d3005a\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"pxl_text_editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"pxl-text-editor\">\n\t<div class=\"pxl-item--inner\" data-wow-delay=\"ms\">\n\t\t<p>Un quarto di secolo fa ci si interrogava ancora se quella che veniva definita \u00abnuova economia\u00bb fosse destinata a durare o fosse solo, per usare il termine inglese di allora, un particolare momento di hype, ossia di euforia (OECD, 2001). Non si trattava di una passeggera illusione, come fu subito concluso nelle riflessioni del tempo; nel primo quarto di secolo si sono infatti susseguite, con straordinaria rapidit\u00e0, innovazioni che all\u2019alba di questa nuova era sarebbero forse apparse appartenere al regno della fantascienza. Nell\u2019analisi condotta allora sui principali fattori della crescita economica dei paesi dell\u2019Ocse si sottolineavano gli elevati rendimenti degli investimenti nell\u2019istruzione e nella ricerca e sviluppo, osservando in conclusione che \u00ablo sviluppo di nuove tecnologie e la diffusione delle innovazioni e dei cambiamenti tecnologici incidono in modo determinante sulle prospettive di crescita\u00bb. Quanto agli effetti di rete delle nuove tecnologie, il giudizio restava prudente, osservando peraltro quanto sia difficile valutarli \u00abquando le nuove tecnologie vengono sviluppate e implementate rapidamente, accompagnate da oscillazioni di ottimismo e pessimismo sul valore economico di questi progressi\u00bb (OECD, 2003). Gi\u00e0 si concludeva tuttavia che Internet \u2013 definita dal dizionario Treccani come \u00abrete di elaboratori a estensione mondiale (\u2026) uno dei pi\u00f9 potenti mezzi di raccolta e diffusione dell\u2019informazione su scala globale\u00bb \u2013 era lo strumento cruciale che aveva trasformato la nuova economia da fiction a fact (Visco, 2000). La straordinariet\u00e0 di questo sviluppo tecnologico risiede nella sua natura di tecnologia general purpose, di uso cio\u00e8 generale, come fu per la macchina a vapore o per l\u2019elettricit\u00e0. \u00c8 la sua natura trasversale, anzich\u00e9 specifica, ad averne determinato l\u2019importanza per la produzione e il consumo. Da allora \u00e8 iniziata una successione continua di innovazioni tecnologiche di dimensioni e durata indefinite, dalle straordinarie opportunit\u00e0, da estendere nella fruizione, e dai rischi derivanti da sistemi complessi e interconnessi, ancora da comprendere e contenere. Sempre pi\u00f9 le tecnologie di oggi e del futuro appaiono infatti di uso generale, dal cloud computing all\u2019Internet delle cose, dai registri distribuiti \u2013 come la blockchain \u2013 all\u2019Intelligenza artificiale, sia nella forma del machine learning, sia, soprattutto, in quella generativa dei LLM, i grandi modelli linguistici che operano su enormi quantit\u00e0 di testi, immagini, dati. E gi\u00e0 si discute delle prossime frontiere: il quantum computing, le biotecnologie, le nanotecnologie, la materia programmabile. Non possiamo non ricordare, con il Rapporto Draghi, il grave ritardo dell\u2019Europa nelle innovazioni e nella ricerca e sviluppo (Draghi, 2024; cfr. anche Visco, 2024), con tendenze tutt\u2019altro che incoraggianti. Rispetto agli Stati Uniti la distanza complessiva dell\u2019Unione europea nella spesa pubblica e privata per ricerca e sviluppo \u00e8 di oltre un punto percentuale in termini di Pil (2,3 contro 3,4%), con notevole variabilit\u00e0 tra i paesi membri: superiore al 3% in Germania, essa resta molto bassa in Italia, dove, pur aumentata di mezzo punto percentuale dal 2000 a oggi, non supera l\u20191,5% del Pil. Anche in Cina, all\u2019inizio del secolo, l\u2019incidenza era inferiore all\u20191%; oggi supera il 2,5% del prodotto, con investimenti in continuo incremento, in particolare nelle tecnologie digitali. Un aumento tanto pi\u00f9 significativo se si considera lo straordinario sviluppo dell\u2019economia cinese negli ultimi quarant\u2019anni, a dimostrazione dell\u2019impegno sul duplice fronte di scienza e tecnologia. Il Rapporto Draghi sul \u00abfuturo della competitivit\u00e0 europea\u00bb muove dalla debolezza della crescita della produttivit\u00e0, connessa con i ritardi nell\u2019innovazione, in particolare quella traversale, di utilizzo diffuso in tutti i settori dell\u2019attivit\u00e0 produttiva e dei consumi. Anche in Germania l\u2019elevato investimento in ricerca e sviluppo risulta concentrato in specifiche aree del settore manifatturiero, quali l\u2019industria automobilistica e la chimica, anzich\u00e9 in tecnologie di uso generale. Se si considera una misura della produttivit\u00e0 del lavoro quale il rapporto tra Pil e ore lavorate, dall\u2019inizio del secolo, in venticinque anni, l\u2019aumento in Germania \u00e8 stato del 20% a fronte di un 30% negli Stati Uniti; in Italia, invece, \u00e8 stato nullo, riflesso della modestia tanto degli investimenti in capitale fisico quanto di quelli in conoscenza, nell\u2019innovazione tecnologica generale come nella qualit\u00e0 del capitale umano, che riflette l\u2019impegno in istruzione e in formazione (Visco, 2025). Un dibattito sul rallentamento della crescita della produttivit\u00e0 ha interessato anche gli Stati Uniti. Senza entrare in dettagli, \u00e8 interessante il confronto, iniziato anni fa e tuttora in corso, tra un importante macroeconomista americano, Robert Gordon (di cui cfr., in particolare, Gordon, 2016), e il gi\u00e0 citato storico economico Joel Mokyr. In estrema sintesi, Gordon rileva un tasso di crescita della produttivit\u00e0 in progressiva riduzione e, soprattutto, considera improbabile che le nuove tecnologie riescano a sostenerla, dati i costi crescenti dell\u2019istruzione terziaria, l\u2019aumento della disuguaglianza, una politica fiscale inefficace e le tendenze demografiche. Mokyr, al contrario, sottolinea l\u2019importanza di una \u00abscienza aperta\u00bb e ritiene che l\u2019innovazione continuer\u00e0 a spingere l\u2019economia americana; nonostante possibili rigidit\u00e0 interne, in un mondo globale gli Stati Uniti potranno beneficiare anche dei progressi realizzati altrove; dopotutto, egli dice, \u00abnel mondo di oggi, se qualcosa viene inventato in un luogo, \u00e8 come se venisse inventato ovunque\u00bb (Pillote, 2016). Non si tratta, evidentemente, di un dibattito fuori dal tempo. Indipendentemente dalle vicende politiche, Edmund Phelps \u2013 altro premio Nobel \u2013 osservava oltre dieci anni fa che non solo in Europa ma anche in America sembra venire meno il dinamismo di fondo che aveva alimentato il progresso delle economie, con il fiorire di valori quali il bisogno di creare, la propensione a esplorare, la ricerca di lavori pi\u00f9 appaganti, il desiderio di affrontare nuove sfide e di avere successo (Phelps, 2013). Pur senza necessariamente condividere tutte le ragioni che, secondo Phelps, avrebbero determinato questo stato di cose \u2013 ragioni in buona parte contestate dallo stesso Mokyr (2014) \u2013 non si pu\u00f2 non sottolineare l\u2019importanza attribuita al venir meno di un\u2019ampia cultura umanistica, da affiancare nuovamente alle specializzazioni scientifiche e tecniche sempre pi\u00f9 prevalenti anche negli insegnamenti universitari americani (Visco, 2016).<\/p>\t\t\n\t<\/div>\n<\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-0540ac4 elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"0540ac4\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h3 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">La demografia<\/h3>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-0e1ba54 elementor-widget elementor-widget-pxl_text_editor\" data-id=\"0e1ba54\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"pxl_text_editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"pxl-text-editor\">\n\t<div class=\"pxl-item--inner\" data-wow-delay=\"ms\">\n\t\t<p>Detto questo, vi \u00e8 un fenomeno sempre pi\u00f9 diffuso su scala globale, certamente in Europa e in primo luogo in Italia, di cui si deve assolutamente tenere conto: l\u2019invecchiamento della popolazione. Nel nostro Paese, le pi\u00f9 attendibili previsioni demografiche indicano, da oggi al 2050, una riduzione di circa sette milioni di persone in et\u00e0 lavorativa, convenzionalmente compresa tra i 15 e i 64 anni. Le proiezioni appaiono ragionevoli alla luce delle ipotesi sui tassi di immigrazione, sulla natalit\u00e0 \u2013 bassa ma superiore a quella attuale \u2013 e dell\u2019aumento della vita media (Istat, 2025). A parit\u00e0 di tassi di partecipazione al lavoro e di produttivit\u00e0, ci\u00f2 determinerebbe una caduta significativa del prodotto pro capite, in media di circa lo 0,6 per cento all\u2019anno, e una riduzione del Pil ai quattro quinti del livello attuale (Brandolini, 2024, 2025). Non mancano, evidentemente, i margini per compensare, almeno in parte, la riduzione della quota di persone in et\u00e0 lavorativa e i suoi riflessi sulla produzione di reddito: attraverso un aumento dei tassi di partecipazione femminile e giovanile, particolarmente bassi nel confronto internazionale; con il prolungamento della permanenza nel mercato del lavoro di persone pi\u00f9 anziane, dati l\u2019aumento della longevit\u00e0 e le migliori condizioni di salute; con una politica lungimirante e mirata in materia di immigrazione. Inoltre, si pu\u00f2 agire con decisione per migliorare la qualit\u00e0 del capitale umano, oggi su livelli decisamente modesti sia per i giovani studenti sia per gli adulti. \u00c8 del tutto improbabile, tuttavia, che si riesca a compensare pienamente la riduzione del Pil complessivo derivante dall\u2019evoluzione demografica (Visco, 2025). Sarebbe quindi assai difficile non solo evitare un calo del benessere materiale della popolazione, ma anche sostenere lo stato sociale quale si \u00e8 andato definendo negli ultimi decenni. Queste valutazioni, rilevanti per l\u2019Italia, possono essere estese, con un certo ritardo, al resto dell\u2019Unione europea; vi sono pochi dubbi che, in una prospettiva non troppo lontana, saranno significative anche per gli Stati Uniti e altri paesi avanzati, nonch\u00e9 per la Cina (cfr., tra gli altri, Mason et al., 2022). \u00c8 dunque imprescindibile porre la massima attenzione alla questione cruciale di come tornare a una crescita continua e sufficientemente sostenuta della produttivit\u00e0, che non pu\u00f2 che dipendere, per quanto abbiamo visto finora, dall\u2019investimento in conoscenza e, in particolare, dall\u2019evoluzione delle nuove tecnologie.<\/p>\t\t\n\t<\/div>\n<\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-46ff7b9 elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"46ff7b9\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h3 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">L\u2019Intelligenza artificiale<\/h3>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-a952e1e elementor-widget elementor-widget-pxl_text_editor\" data-id=\"a952e1e\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"pxl_text_editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"pxl-text-editor\">\n\t<div class=\"pxl-item--inner\" data-wow-delay=\"ms\">\n\t\t<p>Ci\u00f2 che caratterizza oggi gli sviluppi tecnologici, con la loro rapidit\u00e0, \u00e8 un\u2019eccezionale potenzialit\u00e0 di applicazioni. Vi sono opinioni diverse sugli effetti macroeconomici dell\u2019Intelligenza artificiale, nella sua forma generativa pi\u00f9 recente e in quelle prevedibili per il prossimo futuro. L\u2019incertezza \u00e8 molto elevata, tanto a livello settoriale quanto a livello nazionale e globale, poich\u00e9 dipende dalle condizioni e dai tempi necessari per l\u2019adozione nei processi produttivi, dai costi e dagli ostacoli da affrontare, e soprattutto dall\u2019estensione dei settori per i quali vi saranno effettive convenienze. Le stime pi\u00f9 recenti dell\u2019Ocse suggeriscono un innalzamento dei tassi di crescita della produttivit\u00e0 media annua tra lo 0,4 e lo 0,9% su un orizzonte decennale (Filippucci et al., 2024). Si tratta in media, tutto sommato, di una valutazione prudente, se confrontata con le attese del mercato, quali quelle espresse dalle quotazioni azionarie. Si discute, in effetti, se non siamo in presenza, negli Stati Uniti, di una bolla destinata a ridimensionarsi, possibilmente in maniera assai brusca. Va detto, al riguardo, che da anni si assiste a performance eccezionali del settore tecnologico statunitense. Considerando le maggiori imprese Big Tech \u2013 le cosiddette \u00abMagnifiche Sette\u00bb \u2013 i risultati sono effettivamente sorprendenti: dal 2015 a oggi il loro tasso annuo di rendimento \u00e8 stato vicino al 40%. E, nonostante l\u2019incertezza prodotta dalle misure annunciate, prese e riviste della nuova presidenza Trump, non hanno finora mostrato cenni di cedimento, rappresentando ormai circa un terzo dell\u2019intera capitalizzazione di borsa delle 500 principali imprese americane. La questione decisiva non sembra essere tanto se l\u2019Intelligenza artificiale render\u00e0 l\u2019economia americana pi\u00f9 produttiva \u2013 cosa che molti ormai danno per scontata \u2013 quanto a quali condizioni ci\u00f2 avverr\u00e0 e quali conseguenze ne deriveranno. Come osservano, al riguardo, Daron Acemoglu e Simon Johnson, anzitutto \u00absulla base degli attuali andamenti l\u2019impatto principale sar\u00e0 probabilmente un aumento delle disuguaglianze all\u2019interno dei paesi industrializzati &#8230; [e inoltre] non vi \u00e8 alcuna garanzia che, allo stato attuale, l\u2019Intelligenza artificiale generer\u00e0 pi\u00f9 posti di quanti ne distrugger\u00e0\u00bb (Acemoglu e Johnson, 2023). In secondo luogo, l\u2019esuberanza dei prezzi azionari suggerisce un aumento considerevole del potere di mercato e dei profitti di natura monopolistica, con riferimento non solo all\u2019economia americana, delle Big Tech (Atkeson et al, 2025). A lungo termine, ci\u00f2 potrebbe determinare l\u2019indebolimento degli investimenti innovativi e persino condurre a una crisi dell\u2019intero settore (Acemoglu, 2025). Philippe Aghion, pure non pessimista riguardo all\u2019impatto sull\u2019occupazione, osserva tuttavia che l\u2019intelligenza artificiale \u00abpu\u00f2 ostacolare la crescita se combinata con una inadeguata politica di concorrenza\u00bb (Aghion et al., 2019). L\u2019opinione prevalente \u00e8 che i mercati dell\u2019Intelligenza artificiale sono intrinsecamente inclini alla concentrazione, principalmente a causa dell\u2019impatto cumulativo dei costi di scalabilit\u00e0 e di calcolo. Negli Stati Uniti, che dominano decisamente il settore rispetto alla Unione europea e superano anche la Cina in termini di investimenti (ma non, sembra, per spese di ricerca), i servizi e le innovazioni fondamentali risultano, in effetti, altamente concentrati. Un numero ridotto di imprese controlla le infrastrutture, stabilisce gli standard e influenza sempre pi\u00f9 la direzione stessa dell\u2019innovazione. Non mancano indicazioni che nel tempo, grazie ai modelli open source e a varie innovazioni tecnologiche, sar\u00e0 possibile ridurre gli elevatissimi costi di calcolo e quelli energetici, riducendo la concentrazione e incentivando la concorrenza (Brynjolfsson e Unger, 2023). Questo non sembra riguardare, per\u00f2, imprese con un potere di mercato quasi totale nei servizi cloud o in un hardware critico come le unit\u00e0 di elaborazione grafica (GPU) (Hagiu e Wright, 2025). In ogni caso, le politiche di concorrenza dovrebbero adeguarsi da subito, negli Stati Uniti come altrove, per adattare le strutture antitrust ai mercati digitali, introdurre norme sulla condivisione dei dati e sull\u2019interoperabilit\u00e0 e valutare se, dove e come investire in infrastrutture pubbliche per l\u2019Intelligenza artificiale. Uno sviluppo del genere, tuttavia, proprio non sembra essere all\u2019ordine del giorno. Oltre al loro attuale potere di mercato (e politico) e alla conseguente estrazione di rendite di monopolio, insieme a poche altre imprese le Big Tech americane sono diventate le pi\u00f9 grandi e influenti aziende digitali al mondo. Controllano una quota molto ampia e diversificata dell\u2019intero settore tecnologico e pongono notevoli barriere all\u2019ingresso di potenziali nuovi operatori. Inoltre, dispongono di una straordinaria concentrazione di conoscenze, internalizzando gran parte della ricerca condotta con scienziati accademici, ben lontane dalla \u00abscienza aperta\u00bb auspicata da Mokyr, che incoraggerebbe ulteriori innovazioni scientifiche e tecniche (Pacchioni, 2025).<\/p>\t\t\n\t<\/div>\n<\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-3a674d4 elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"3a674d4\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h3 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">Politica, progresso tecnico e libert\u00e0<\/h3>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-0f6a3e9 elementor-widget elementor-widget-pxl_text_editor\" data-id=\"0f6a3e9\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"pxl_text_editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"pxl-text-editor\">\n\t<div class=\"pxl-item--inner\" data-wow-delay=\"ms\">\n\t\t<p>La nuova amministrazione statunitense sembra in gran parte indifferente allo straordinario potere di mercato delle mega aziende tecnologiche. Anzi, denuncia con veemenza le restrizioni che queste sarebbero costrette ad affrontare nelle loro operazioni all\u2019estero. L\u2019obiettivo di ridurre gli squilibri commerciali attraverso l\u2019imposizione di tariffe reciproche, comunque definite, viene discusso senza mai menzionare il surplus della bilancia dei pagamenti statunitense per i servizi \u2013 in particolare finanziari e tecnologici \u2013 e il monopolio della conoscenza che ne costituisce in gran parte la base. Sebbene il confronto tra scienza aperta e difesa della propriet\u00e0 intellettuale sia certamente complesso, le conseguenze in termini di potere di mercato potrebbero essere significative e durature, e non dovrebbero essere ignorate. La concentrazione del reddito e della ricchezza e il predominio del capitale \u2013 ora sotto forma di macchine virtuali \u2013 sul lavoro possono inoltre avere rilevanti effetti macroeconomici. Vi saranno certamente questioni cruciali di equit\u00e0 distributiva, legate al fatto che i frutti del progresso tecnico e il relativo aumento della produttivit\u00e0 andrebbero a beneficio principalmente di un numero ristretto di proprietari (e dipendenti) delle aziende tecnologiche dominanti. Un ulteriore problema \u00e8 che tali frutti richiedono un livello sufficientemente elevato di domanda effettiva per potersi realizzare. Ci\u00f2 solleva una questione macroeconomica pi\u00f9 generale sulla distribuzione del reddito: per produrre (e vendere) i beni e i servizi del futuro, reddito, lavoro e propriet\u00e0 delle imprese devono essere ampiamente distribuiti tra la popolazione. Non si tratta di un dibattito nuovo. Quarant\u2019anni fa, non un economista ma uno dei massimi informatici americani osservava: \u00abL\u2019Intelligenza artificiale e altri sviluppi nella scienza informatica stanno dando vita a una classe di macchine radicalmente diversa \u2013 macchine capaci di svolgere compiti che richiedono ragionamento, giudizio e percezione, prima riservati solo agli esseri umani\u00bb (Nilsson, 1984). Pur ritenendo che non si dovesse rallentare un processo in grado di migliorare le condizioni di vita sulla terra, Nils Nilsson non era convinto che le forze economiche e di mercato sarebbero state in grado di determinare naturalmente un esito complessivamente positivo e concludeva con parole non diverse da quelle che potremmo oggi ripetere: \u00abMan mano che l\u2019automazione assume sempre pi\u00f9 lavori finora svolti solo da esseri umani, dobbiamo adottare misure per garantire che le persone diventino disoccupate in modo graduale e non dirompente. Dovrebbero essere incoraggiati nuovi approcci al lavoro, come la condivisione dei posti di lavoro. La riduzione della settimana lavorativa e un aumento compensativo del reddito derivante da fonti non lavorative, come la propriet\u00e0 azionaria e i trasferimenti, dovrebbero procedere di pari passo\u00bb. Oltre alle possibili conseguenze distributive e macroeconomiche e ai rischi per la libert\u00e0 di mercato, l\u2019interazione con la politica e l\u2019uso politico di strumenti quali dazi e monete virtuali pu\u00f2 destare preoccupazioni persino maggiori rispetto agli effetti di natura economica. In un mondo sempre meno multilaterale, dove rischiano di emergere blocchi dominati da superpotenze come Cina e Stati Uniti, si corre il pericolo di restare \u2013 anche per antiche responsabilit\u00e0 e ritardi attuali dell\u2019Europa \u2013 tra l\u2019incudine di monopoli od oligopoli privati americani e il martello di analoghe controparti controllate dallo Stato in Cina. La dipendenza del resto del mondo potrebbe diventare tale da mettere in discussione non solo il libero commercio ma anche la libert\u00e0 individuale di scelta. Proposte recenti di costituire un Centro europeo dell\u2019Intelligenza artificiale, associate anche al nome di Giorgio Parisi, premio Nobel per la fisica e presidente emerito dell\u2019Accademia dei Lincei, potrebbero incontrare difficolt\u00e0 rilevanti in un\u2019Europa anch\u2019essa frammentata (Attardi e Quintarelli, 2022; Baldi et al., 2024). Tuttavia, non si tratta soltanto di competere ad armi pari, per quanto possibile, con Stati Uniti e Cina. Vi sono questioni di fondo che riguardano la sicurezza, la prevenzione di utilizzi malevoli della tecnologia attuale e futura, la tutela della privacy e, in ultima analisi, delle libert\u00e0 individuali tout court. In realt\u00e0, non dobbiamo tanto temere un\u2019Intelligenza artificiale capace di sopravanzare quella umana, ma dovremmo soprattutto preoccuparci di sfruttarne al meglio le straordinarie potenzialit\u00e0, tra le quali manca \u2013 come \u00e8 stato opportunamente osservato \u2013 quella fondamentale e insostituibile della \u00abpresenza della volont\u00e0 e della sua sorella minore, la sensibilit\u00e0\u00bb (Ferraris, 2025). Dobbiamo invece interrogarci su chi e come controller\u00e0 le condizioni della conoscenza nella societ\u00e0 del secolo in corso. Si tratta, come \u00e8 evidente, di un problema che non riguarda singole comunit\u00e0 o aree economiche. La debolezza attuale della cooperazione internazionale ne amplifica la portata e richiede iniziative politiche, anche dal basso, per evitare di dover affrontare in futuro pericoli la cui dimensione oggi ci sfugge. In fondo, anche se sono consapevole del suo possibile utilizzo riguardo a temi e in modi diversi da quelli di questa mia prolusione, vale ancora oggi la riflessione avanzata da John Maynard Keynes un secolo fa: \u00abIl problema politico dell\u2019umanit\u00e0 consiste nel mettere insieme tre elementi: l\u2019efficienza economica, la giustizia sociale e la libert\u00e0 individuale\u00bb (Keynes, 1926).<\/p>\t\t\n\t<\/div>\n<\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-e3d2f4f elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"e3d2f4f\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h3 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">Bibliografia<\/h3>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-d1d75ea elementor-widget elementor-widget-pxl_text_editor\" data-id=\"d1d75ea\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"pxl_text_editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"pxl-text-editor\">\n\t<div class=\"pxl-item--inner\" data-wow-delay=\"ms\">\n\t\t<p><strong>Acemoglu D. <\/strong>(2025), \u00abAfter the American Century\u00bb, in <em>Financial Times, Life and Arts<\/em>, February 9.<\/p><p><strong>Acemoglu D., Johnson S. <\/strong>(2023), \u00abRebalancing AI\u00bb, in <em>Imf Finance &amp; Development<\/em>, December.<\/p><p><strong>Aghion P., Antonin C, Bunel S. <\/strong>(2019), \u00abArtificial Intelligence, Growth and Employment: The Role of Policy\u00bb, in <em>Economie et Statistique \/ Economics and Statistics<\/em>, 510-511-512.<\/p><p><strong>Atkeson A., Heathcote J., Perri F. <\/strong>(2025), \u00abThe End of Privilege: A Reexamination of the Foreign Position of the United States\u00bb, in <em>American Economic Review<\/em>, 115(7).<\/p><p><strong>Attardi G., Quintarelli S. <\/strong>(2022), <em>All\u2019Europa serve un Cern per l\u2019Ia: ecco come realizzarlo<\/em>, Network360, 31 ottobre.<\/p><p><strong>Baldi P., Fariselli P., Parisi G. <\/strong>(2024), <em>Build an International AI \u00abTelescope \u00bb to Curb the Power of Big Tech Companies<\/em>, Nature, Correspondence, 22 October.<\/p><p><strong>Bolt, J., Van Zanden J.L. <\/strong>(2024), \u00abMaddison-Style Estimates of the Evolution of the World Economy: A New 2023 Update\u00bb, in <em>Journal of Economic Surveys<\/em>, 39(2).<\/p><p><strong>Brandolini A. <\/strong>(2024), \u00abDeclino demografico, lavoro e crescita economica in Italia\u00bb, in S. Usai, F. Zollino F. (a cura di), <em>Vecchi e nuovi progressi della statistica per l\u2019economia<\/em>, Cagliari, Unicapress.<\/p><p><strong>&#8211; <\/strong>(2025), <em>Testimonianza<\/em>, Commissione parlamentare di inchiesta sugli effetti economici e sociali derivanti dalla transizione demografica in atto, Camera dei deputati, Roma, 15 aprile.<\/p><p><strong>Brynjolfsson E., Unger N. <\/strong>(2023), \u00abThe Macroeconomics of Artificial Intelligence\u00bb, in <em>IMF Finance &amp; Development<\/em>, December.<\/p><p><strong>Ciocca P. <\/strong>(2025), \u00abL\u2019economia, oggi: cos\u2019\u00e8, cosa dice?\u00bb, in <em>Apertacontrada<\/em>, 1 ottobre.<\/p><p><strong>Draghi M. <\/strong>(2024), <em>The Future of European Competitiveness<\/em>, European Commission, Brussels, September.<\/p><p><strong>Ferraris M. <\/strong>(2025), <em>La pelle. Che cosa significa pensare nell\u2019epoca dell\u2019Intelligenza artificiale<\/em>, il Mulino, Bologna.<\/p><p><strong>Filippucci F., Gal P., Schief M. <\/strong>(2024), <em>Miracle or Myth? <\/em><em>Assessing the macroeconomic productivity gains from Artificial Intelligence<\/em>, OECD Artificial Intelligence Papers, 29.<\/p><p><strong>Franklin B. <\/strong>(1743), <em>A Proposal for Promoting Useful Knowledge among the British Plantations in America<\/em>, Philadelphia.<\/p><p><strong>Gordon R.J. <\/strong>(2016), <em>The Rise and Fall of American Growth<\/em>, Princeton University Press, Princeton, N.J.<\/p><p><strong>Hagiu A., Wright J. <\/strong>(2025), \u00abArtificial Intelligence and Competition Policy\u00bb, in <em>International Journal of Industrial Organization<\/em>, 103, Part A.<\/p><p><strong>Istat <\/strong>(2025), <em>Italia 2050: sfide e prospettive di una societ\u00e0 in transizione<\/em>, Statistiche report, 28 luglio.<\/p><p><strong>Keynes J.M. <\/strong>(1926), <em>Liberalism and Labour<\/em>, The Nation and Athenaeum, February 20 (trad. it. in J.M. Keynes, <em>Esortazioni e profezie<\/em>, Il Saggiatore, Milano, 1968).<\/p><p><strong>Mason A., Lee R., and Members of the NTA Network <\/strong>(2022), \u00abSix Ways Population Change Will Affect the Global Economy\u00bb, in <em>Populaton and Development Review<\/em>, 48(1).<\/p><p><strong>Mokyr J. <\/strong>(2002), <em>The Gifts of Athena. Historical Origin of the Knowledge Economy<\/em>, Princeton University Press, Princeton, N.J. (trad. it.: <em>I doni di Atena<\/em>, il Mulino, Bologna, 2004).<\/p><p><strong>&#8211;<\/strong>(2014), \u00abA Flourishing Economist: A Review Essay on Edmund Phelps\u2019s Mass Flourishing: How Grassroots Innovation Created Jobs, Challenge, and Change\u00bb, in <em>Journal of Economic Literature<\/em>, 52(1).<\/p><p><strong>&#8211; <\/strong>(2016a), <em>A Culture of Growth. The Origin of Modern Economy<\/em>, Princeton University Press (trad. it.: <em>Una cultura della crescita. <\/em><em>Le origini dell\u2019economia moderna<\/em>, il Mulino, Bologna, 2018).<\/p><p><strong>&#8211; <\/strong>(2016b), <em>Una cultura della crescita. Alle origini dell\u2019economia moderna<\/em>, il Mulino, 55(488).<\/p><p><strong>Nilsson N.J. <\/strong>(1984), \u00abArtificial Intelligence, Employment and Income\u00bb, in <em>AI Magazine<\/em>, 5(2).<\/p><p><strong>Occorsio E., Scarpetta S. <\/strong>(2022), <em>Un mondo diviso<\/em>, Laterza, Bari-Roma.<\/p><p><strong>OECD <\/strong>(2001), <em>The New Economy Beyond the Hype<\/em>, OECD Publishing, Paris.<\/p><p><strong>&#8211; <\/strong>(2003), <em>The Sources of Economic Growth in Oecd Countries<\/em>, OECD Publishing, Paris.<\/p><p><strong>Pacchioni G. <\/strong>(2025), <em>Scienza chiara, scienza oscura<\/em>, il Mulino, Bologna.<\/p><p><strong>Phelps E.S. <\/strong>(2013), <em>Mass Flourishing. How Grassroots Innovation Created Jobs, Challenge, and Change<\/em>, Princeton University Press, Princeton, N.J.<\/p><p><strong>Pillote B. <\/strong>(2016), \u00abProfessors Gordon, Mokyr Clash Over the Future of Economic Growth\u00bb, in <em>The Daily Northwestern<\/em>, 6 April.<\/p><p><strong>Smith A. <\/strong>(1776), <em>An Inquiry into the Nature and Causes of the Wealth of Nations, Strahan and Cadell<\/em>, London (trad. it.: <em>Indagine sulla natura e le cause della ricchezza delle nazioni<\/em>, Isedi, Milano, 1973).<\/p><p><strong>Visco I. <\/strong>(2000), \u00abThe New Economy: Fact or Fiction?\u00bb, in <em>Oecd Observer<\/em>, 221-222.<\/p><p><strong>&#8211; <\/strong>(2014), <em>Investire in conoscenza. Crescita economica e competenze per il XXI secolo<\/em>, il Mulino, Bologna.<\/p><p><strong>&#8211; <\/strong>(2016), \u00abCon la cultura non si mangia\u00bb, in Aa.Vv., <em>Il pregiudizio universale<\/em>, Laterza, Bari-Roma.<\/p><p><strong>&#8211; <\/strong>(2024), \u00abCapitale umano e innovazione: difficolt\u00e0 antiche, sfide di oggi. Note su Europa, Italia, Mezzogiorno\u00bb, in <em>Nuova Antologia<\/em>, 159(2310).<\/p><p><strong>&#8211; <\/strong>(2025), \u00abUn sostenibile \u201clungo periodo\u201d? Sfide e prospettive per l\u2019Italia di domani\u00bb, in <em>Economia italiana<\/em>, 3.<\/p>\t\t\n\t<\/div>\n<\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-f021049 elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"f021049\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h3 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">Note<\/h3>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-0b59ecf elementor-widget elementor-widget-pxl_text_editor\" data-id=\"0b59ecf\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"pxl_text_editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"pxl-text-editor\">\n\t<div class=\"pxl-item--inner\" data-wow-delay=\"ms\">\n\t\t<p>Prolusione in occasione dell\u2019inaugurazione dell\u2019anno accademico 2025-2026 dell\u2019Istituto italiano di studi storici, Napoli, 20 novembre 2025. Desidero ringraziare Giuseppe Marotta per aver letto e formulato utili osservazioni a una precedente versione di questo testo. Resto ovviamente unico responsabile delle tesi qui espresse.<\/p>\t\t\n\t<\/div>\n<\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-01a2894 elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"01a2894\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h3 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">Versione PDF<\/h3>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-80caa1c elementor-widget elementor-widget-shortcode\" data-id=\"80caa1c\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"shortcode.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-shortcode\"><div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Call to Action 3 -->\n<div class=\"well c2a3\">\n        <div class=\"media\">\n          <div class=\"mr-3\" align=\"left\">\n            <!-- <a\n              href=\"https:\/\/www.abi.it\/en\/download\/cultura-ed-economia-intelligenza-e-liberta-di-ignazio-visco\/?wpdmdl=55730&refresh=69ec28f7e99e71777084663\"\n              role=\"button\"\n              aria-label=\"download file\"\n              aria-hidden=\"true\"\n            > -->\n              <svg\n                width=\"56\"\n                height=\"67\"\n                viewbox=\"0 0 56 67\"\n                fill=\"none\"\n                xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\"\n              >\n                <circle\n                  cx=\"27.5772\"\n                  cy=\"33.4703\"\n                  r=\"19\"\n                  transform=\"rotate(-45 27.5772 33.4703)\"\n                  fill=\"white\"\n                  stroke=\"#1E5580\"\n                \/>\n                <mask\n                  id=\"mask0_3240_9322\"\n                  style=\"mask-type: alpha\"\n                  maskunits=\"userSpaceOnUse\"\n                  x=\"15\"\n                  y=\"21\"\n                  width=\"25\"\n                  height=\"25\"\n                >\n                  <rect\n                    x=\"15.7393\"\n                    y=\"21.3075\"\n                    width=\"24\"\n                    height=\"24\"\n                    fill=\"#D9D9D9\"\n                  \/>\n                <\/mask>\n                <g mask=\"url(#mask0_3240_9322)\">\n                  <path\n                    d=\"M27.7393 36.8845L24.2008 33.346L24.9085 32.6267L27.2393 34.9575V26.3075H28.2393V34.9575L30.57 32.6267L31.2778 33.346L27.7393 36.8845ZM22.3548 40.3075C21.8944 40.3075 21.5101 40.1533 21.2018 39.845C20.8934 39.5367 20.7393 39.1523 20.7393 38.692V36.269H21.7393V38.692C21.7393 38.846 21.8033 38.9871 21.9315 39.1152C22.0597 39.2434 22.2008 39.3075 22.3548 39.3075H33.1238C33.2778 39.3075 33.4188 39.2434 33.547 39.1152C33.6752 38.9871 33.7393 38.846 33.7393 38.692V36.269H34.7393V38.692C34.7393 39.1523 34.5851 39.5367 34.2768 39.845C33.9684 40.1533 33.5841 40.3075 33.1238 40.3075H22.3548Z\"\n                    fill=\"#1E5580\"\n                  \/>\n                <\/g>\n              <\/svg>\n            <!-- <\/a> -->\n          <\/div>\n          <div class=\"media-body\">\n            <p\n              class=\"media-heading\"\n              style=\"                padding-top: 0px;                border: 0px;                margin: 0 0 5px 0;                font-size: 12pt;              \"\n            >\n              <a style=\"font-weight: 700\" href=\"https:\/\/www.abi.it\/en\/download\/cultura-ed-economia-intelligenza-e-liberta-di-ignazio-visco\/?wpdmdl=55730&refresh=69ec28f7e99e71777084663\">FEBBRAIO 2026 Cultura ed economia, intelligenza e libert\u00e0 di Ignazio Visco<\/a>\n            <\/p>\n            \n              \n            <div class=\"counters\">\n                <span\n                    style=\"font-size: 14px !important; font-weight: 400;\"\n                    class=\"text-muted ml-4\"\n                > \n                <\/span>\n              <span\n                style=\"font-size: 13px !important; font-weight: 300\"\n                class=\"text-muted ml-4\"\n              > 12 March 2026\n              <\/span>\n            <\/div>\n \n            <!--...-->\n          <\/div>\n          <!--\n    <div class=\"ml-3\" align=\"right\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/www.abi.it\/en\/download\/cultura-ed-economia-intelligenza-e-liberta-di-ignazio-visco\/?wpdmdl=55730&refresh=69ec28f7e99e71777084663\">Download<\/a>\n    <\/div>\n            -->\n        <\/div>\n      <\/div>\n \n      <style>\n        .well.c2a3 {\n          font-family: 'Mulish' !important;\n          background-color: white !important;\n          height: auto !important;\n          margin-bottom: 0px !important;\n        }\n        \n        .well.c2a3 .btn {\n          padding: 11px 30px;\n          font-size: 11pt;\n        }\n        \n        .text-muted.ml-4 p {\n            margin-bottom: 0px !important;\n        }\n \n        .well.c2a3 .media-body {\n          font-size: 11pt;\n          \/*To take the full width on mobile screen*\/\n          min-width: 300px;\n        }\n \n        .well.c2a3 .wpdm_icon {\n          height: 42px;\n          width: auto;\n        }\n        .media {\n          display: flex;\n          align-items: center !important;\n        }\n        .media-heading a {\n          color: #074973 !important;\n        }\n        .counters {\n          display: flex;\n          flex-direction: column !important;\n          justify-content: flex-start !important;\n        }\n        .text-muted.ml-4 {\n          margin-left: 0px !important;\n          margin-bottom: 5px !important;\n        }\n      <\/style>\n\n<!--\n<div class=\"well c2a3\">\n    <div class=\"media\">\n        <div class=\"mr-3\" align=\"left\">\n            <img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/>\n        <\/div>\n        <div class=\"media-body\">\n            <h3 class=\"media-heading\" style=\"padding-top: 0px;border:0px;margin: 0 0 5px 0;font-size:12pt;\">\n                <a style=\"font-weight: 700\" href=\"https:\/\/www.abi.it\/en\/download\/cultura-ed-economia-intelligenza-e-liberta-di-ignazio-visco\/\">FEBBRAIO 2026 Cultura ed economia, intelligenza e libert\u00e0 di Ignazio Visco<\/a>\n                <span style=\"font-size:8pt;font-weight:300\" class=\"text-muted ml-4\">\n                    <i class=\"fas fa-hdd mr-1\"><\/i> 108.01 KB\n                    <i class=\"ml-3 far fa-arrow-alt-circle-down mr-1\"><\/i> 100 downloads\n                <\/span>\n            <\/h3>\n            ...\n        <\/div>\n        <div class=\"ml-3\" align=\"right\">\n            <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/www.abi.it\/en\/download\/cultura-ed-economia-intelligenza-e-liberta-di-ignazio-visco\/?wpdmdl=55730&refresh=69ec28f7e99e71777084663\">Download<\/a>\n        <\/div>\n    <\/div>\n\n<\/div>\n-->\n<!--\n<style>\n    .well.c2a3 .btn {\n        padding: 11px 30px;\n        font-size: 11pt;\n    }\n\n    .well.c2a3 .media-body {\n        font-size: 11pt;\n    }\n\n    .well.c2a3 .wpdm_icon {\n        height: 42px;\n        width: auto;\n    }<\/style>\n--><\/div><\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-cc901da elementor-widget elementor-widget-pxl_button\" data-id=\"cc901da\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"pxl_button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"pxl-button\">\n    <div class=\"pxl-item--container\">\n        <div class=\"pxl-item--inner\">\n            <a class=\"btn pxl-item--button pxl-btn-default pxl-btn-large pxl-btn-border pxl-btn-dark  pxl-hover-default\" href=\"https:\/\/www.bancaria.it\/\" data-wow-delay=\"ms\" data-text=\"Vai al sito di Bancaria\">\n                <span class=\"pxl-btn--text\">Vai al sito di Bancaria<\/span>\n                            <\/a>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-d3cecc3 elementor-widget elementor-widget-pxl_divider\" data-id=\"d3cecc3\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"pxl_divider.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"pxl-divider  pxl-particle-right none none\"><\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-dae9a8d e-con-full elementor-hidden-tablet_extra elementor-hidden-tablet elementor-hidden-mobile_extra elementor-hidden-mobile e-flex e-con e-child\" data-id=\"dae9a8d\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dalla rivoluzione industriale in poi si \u00e8 andata affermando la cultura dell\u2019investimento<br \/>\nin conoscenza: una conoscenza utile, che colleghi la ricerca di base e la ricerca applicata<br \/>\ne dia luogo a innovazioni tecnologiche e miglioramenti nella qualit\u00e0 del lavoro umano.<br \/>\nIn economie di mercato sostenute da regole adeguate, questi sono gli elementi cruciali<br \/>\ndella crescita economica degli ultimi due secoli. Lo sviluppo sembrava aver trovato<br \/>\ndalla fine della guerra fredda una dimensione globale, in un contesto di pi\u00f9 ampia cooperazione<br \/>\ninternazionale. L\u2019evoluzione demografica, la crescita e un progresso tecnologico<br \/>\nsenza precedenti spingevano a interrogarsi su come meglio bilanciare<br \/>\nopportunit\u00e0 e nuovi rischi, nella duplice transizione verde e digitale, e affrontare le<br \/>\nconseguenze connesse con fenomeni come l\u2019Intelligenza artificiale. Negli ultimi tempi,<br \/>\ntuttavia, ci si deve chiedere come potranno essere affrontati problemi di natura globale<br \/>\nin un contesto geopolitico sempre pi\u00f9 frammentato, meno cooperativo e di incertezze<br \/>\ncrescenti per la stessa libert\u00e0 economica.<\/p>","protected":false},"author":13,"featured_media":55667,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"elementor_header_footer","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[313,314],"tags":[],"class_list":["post-55711","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli-bancaria","category-febbraio-2026"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.2 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Cultura ed economia, intelligenza e libert\u00e0 di Ignazio Visco - ABI - Associazione Bancaria Italiana<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.abi.it\/en\/cultura-ed-economia-intelligenza-e-liberta-di-ignazio-visco\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"en_GB\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Cultura ed economia, intelligenza e libert\u00e0 di Ignazio Visco - ABI - Associazione Bancaria Italiana\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Dalla rivoluzione industriale in poi si \u00e8 andata affermando la cultura dell\u2019investimento in conoscenza: una conoscenza utile, che colleghi la ricerca di base e la ricerca applicata e dia luogo a innovazioni tecnologiche e miglioramenti nella qualit\u00e0 del lavoro umano. In economie di mercato sostenute da regole adeguate, questi sono gli elementi cruciali della crescita economica degli ultimi due secoli. Lo sviluppo sembrava aver trovato dalla fine della guerra fredda una dimensione globale, in un contesto di pi\u00f9 ampia cooperazione internazionale. L\u2019evoluzione demografica, la crescita e un progresso tecnologico senza precedenti spingevano a interrogarsi su come meglio bilanciare opportunit\u00e0 e nuovi rischi, nella duplice transizione verde e digitale, e affrontare le conseguenze connesse con fenomeni come l\u2019Intelligenza artificiale. Negli ultimi tempi, tuttavia, ci si deve chiedere come potranno essere affrontati problemi di natura globale in un contesto geopolitico sempre pi\u00f9 frammentato, meno cooperativo e di incertezze crescenti per la stessa libert\u00e0 economica.\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.abi.it\/en\/cultura-ed-economia-intelligenza-e-liberta-di-ignazio-visco\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"ABI - Associazione Bancaria Italiana\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2026-03-12T10:43:08+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2026-03-13T13:33:08+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.abi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/2026-Copertine-Sito-Bancaria-72dpi-1600x812-1.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1600\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"812\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"d.dallagnola@abi.it\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Written by\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"d.dallagnola@abi.it\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Estimated reading time\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"30 minutes\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\/\/www.abi.it\/cultura-ed-economia-intelligenza-e-liberta-di-ignazio-visco\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.abi.it\/cultura-ed-economia-intelligenza-e-liberta-di-ignazio-visco\/\"},\"author\":{\"name\":\"d.dallagnola@abi.it\",\"@id\":\"https:\/\/www.abi.it\/#\/schema\/person\/8d7623c8513dbb5238b74efeca0b9066\"},\"headline\":\"Cultura ed economia, intelligenza e libert\u00e0 di Ignazio Visco\",\"datePublished\":\"2026-03-12T10:43:08+00:00\",\"dateModified\":\"2026-03-13T13:33:08+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.abi.it\/cultura-ed-economia-intelligenza-e-liberta-di-ignazio-visco\/\"},\"wordCount\":5626,\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.abi.it\/cultura-ed-economia-intelligenza-e-liberta-di-ignazio-visco\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/2026-Copertine-Sito-Bancaria-72dpi-1600x812-1.jpg\",\"articleSection\":[\"Articoli Bancaria\",\"Febbraio 2026\"],\"inLanguage\":\"en-GB\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/www.abi.it\/cultura-ed-economia-intelligenza-e-liberta-di-ignazio-visco\/\",\"url\":\"https:\/\/www.abi.it\/cultura-ed-economia-intelligenza-e-liberta-di-ignazio-visco\/\",\"name\":\"Cultura ed economia, intelligenza e libert\u00e0 di Ignazio Visco - ABI - Associazione Bancaria Italiana\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.abi.it\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.abi.it\/cultura-ed-economia-intelligenza-e-liberta-di-ignazio-visco\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.abi.it\/cultura-ed-economia-intelligenza-e-liberta-di-ignazio-visco\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/2026-Copertine-Sito-Bancaria-72dpi-1600x812-1.jpg\",\"datePublished\":\"2026-03-12T10:43:08+00:00\",\"dateModified\":\"2026-03-13T13:33:08+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\/\/www.abi.it\/#\/schema\/person\/8d7623c8513dbb5238b74efeca0b9066\"},\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/www.abi.it\/cultura-ed-economia-intelligenza-e-liberta-di-ignazio-visco\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"en-GB\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/www.abi.it\/cultura-ed-economia-intelligenza-e-liberta-di-ignazio-visco\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"en-GB\",\"@id\":\"https:\/\/www.abi.it\/cultura-ed-economia-intelligenza-e-liberta-di-ignazio-visco\/#primaryimage\",\"url\":\"\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/2026-Copertine-Sito-Bancaria-72dpi-1600x812-1.jpg\",\"contentUrl\":\"\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/2026-Copertine-Sito-Bancaria-72dpi-1600x812-1.jpg\",\"width\":1600,\"height\":812},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/www.abi.it\/cultura-ed-economia-intelligenza-e-liberta-di-ignazio-visco\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/abi-newsite.azurewebsites.net\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Cultura ed economia, intelligenza e libert\u00e0 di Ignazio Visco\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/www.abi.it\/#website\",\"url\":\"https:\/\/www.abi.it\/\",\"name\":\"ABI - Associazione Bancaria Italiana\",\"description\":\"\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/www.abi.it\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"en-GB\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/www.abi.it\/#\/schema\/person\/8d7623c8513dbb5238b74efeca0b9066\",\"name\":\"d.dallagnola@abi.it\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"en-GB\",\"@id\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/367e21eb040cceec8e0a6dcee800bdb1d50d194410b8bd5a7dde223c12d2ec86?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/367e21eb040cceec8e0a6dcee800bdb1d50d194410b8bd5a7dde223c12d2ec86?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/367e21eb040cceec8e0a6dcee800bdb1d50d194410b8bd5a7dde223c12d2ec86?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"d.dallagnola@abi.it\"},\"url\":\"https:\/\/www.abi.it\/en\/author\/d-dallagnolaabi-it\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Cultura ed economia, intelligenza e libert\u00e0 di Ignazio Visco - ABI - Associazione Bancaria Italiana","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.abi.it\/en\/cultura-ed-economia-intelligenza-e-liberta-di-ignazio-visco\/","og_locale":"en_GB","og_type":"article","og_title":"Cultura ed economia, intelligenza e libert\u00e0 di Ignazio Visco - ABI - Associazione Bancaria Italiana","og_description":"Dalla rivoluzione industriale in poi si \u00e8 andata affermando la cultura dell\u2019investimento in conoscenza: una conoscenza utile, che colleghi la ricerca di base e la ricerca applicata e dia luogo a innovazioni tecnologiche e miglioramenti nella qualit\u00e0 del lavoro umano. In economie di mercato sostenute da regole adeguate, questi sono gli elementi cruciali della crescita economica degli ultimi due secoli. Lo sviluppo sembrava aver trovato dalla fine della guerra fredda una dimensione globale, in un contesto di pi\u00f9 ampia cooperazione internazionale. L\u2019evoluzione demografica, la crescita e un progresso tecnologico senza precedenti spingevano a interrogarsi su come meglio bilanciare opportunit\u00e0 e nuovi rischi, nella duplice transizione verde e digitale, e affrontare le conseguenze connesse con fenomeni come l\u2019Intelligenza artificiale. Negli ultimi tempi, tuttavia, ci si deve chiedere come potranno essere affrontati problemi di natura globale in un contesto geopolitico sempre pi\u00f9 frammentato, meno cooperativo e di incertezze crescenti per la stessa libert\u00e0 economica.","og_url":"https:\/\/www.abi.it\/en\/cultura-ed-economia-intelligenza-e-liberta-di-ignazio-visco\/","og_site_name":"ABI - Associazione Bancaria Italiana","article_published_time":"2026-03-12T10:43:08+00:00","article_modified_time":"2026-03-13T13:33:08+00:00","og_image":[{"width":1600,"height":812,"url":"https:\/\/www.abi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/2026-Copertine-Sito-Bancaria-72dpi-1600x812-1.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"d.dallagnola@abi.it","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Written by":"d.dallagnola@abi.it","Estimated reading time":"30 minutes"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.abi.it\/cultura-ed-economia-intelligenza-e-liberta-di-ignazio-visco\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.abi.it\/cultura-ed-economia-intelligenza-e-liberta-di-ignazio-visco\/"},"author":{"name":"d.dallagnola@abi.it","@id":"https:\/\/www.abi.it\/#\/schema\/person\/8d7623c8513dbb5238b74efeca0b9066"},"headline":"Cultura ed economia, intelligenza e libert\u00e0 di Ignazio Visco","datePublished":"2026-03-12T10:43:08+00:00","dateModified":"2026-03-13T13:33:08+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.abi.it\/cultura-ed-economia-intelligenza-e-liberta-di-ignazio-visco\/"},"wordCount":5626,"image":{"@id":"https:\/\/www.abi.it\/cultura-ed-economia-intelligenza-e-liberta-di-ignazio-visco\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/2026-Copertine-Sito-Bancaria-72dpi-1600x812-1.jpg","articleSection":["Articoli Bancaria","Febbraio 2026"],"inLanguage":"en-GB"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.abi.it\/cultura-ed-economia-intelligenza-e-liberta-di-ignazio-visco\/","url":"https:\/\/www.abi.it\/cultura-ed-economia-intelligenza-e-liberta-di-ignazio-visco\/","name":"Cultura ed economia, intelligenza e libert\u00e0 di Ignazio Visco - ABI - Associazione Bancaria Italiana","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.abi.it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.abi.it\/cultura-ed-economia-intelligenza-e-liberta-di-ignazio-visco\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.abi.it\/cultura-ed-economia-intelligenza-e-liberta-di-ignazio-visco\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/2026-Copertine-Sito-Bancaria-72dpi-1600x812-1.jpg","datePublished":"2026-03-12T10:43:08+00:00","dateModified":"2026-03-13T13:33:08+00:00","author":{"@id":"https:\/\/www.abi.it\/#\/schema\/person\/8d7623c8513dbb5238b74efeca0b9066"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.abi.it\/cultura-ed-economia-intelligenza-e-liberta-di-ignazio-visco\/#breadcrumb"},"inLanguage":"en-GB","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.abi.it\/cultura-ed-economia-intelligenza-e-liberta-di-ignazio-visco\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"en-GB","@id":"https:\/\/www.abi.it\/cultura-ed-economia-intelligenza-e-liberta-di-ignazio-visco\/#primaryimage","url":"\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/2026-Copertine-Sito-Bancaria-72dpi-1600x812-1.jpg","contentUrl":"\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/2026-Copertine-Sito-Bancaria-72dpi-1600x812-1.jpg","width":1600,"height":812},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.abi.it\/cultura-ed-economia-intelligenza-e-liberta-di-ignazio-visco\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/abi-newsite.azurewebsites.net\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Cultura ed economia, intelligenza e libert\u00e0 di Ignazio Visco"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.abi.it\/#website","url":"https:\/\/www.abi.it\/","name":"ABI - Italian Banking Association","description":"","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.abi.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"en-GB"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.abi.it\/#\/schema\/person\/8d7623c8513dbb5238b74efeca0b9066","name":"d.dallagnola@abi.it","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"en-GB","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/367e21eb040cceec8e0a6dcee800bdb1d50d194410b8bd5a7dde223c12d2ec86?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/367e21eb040cceec8e0a6dcee800bdb1d50d194410b8bd5a7dde223c12d2ec86?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/367e21eb040cceec8e0a6dcee800bdb1d50d194410b8bd5a7dde223c12d2ec86?s=96&d=mm&r=g","caption":"d.dallagnola@abi.it"},"url":"https:\/\/www.abi.it\/en\/author\/d-dallagnolaabi-it\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.abi.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/55711","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.abi.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.abi.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.abi.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/13"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.abi.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=55711"}],"version-history":[{"count":19,"href":"https:\/\/www.abi.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/55711\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":55854,"href":"https:\/\/www.abi.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/55711\/revisions\/55854"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.abi.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/55667"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.abi.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=55711"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.abi.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=55711"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.abi.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=55711"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}