{"id":60951,"date":"2026-09-21T12:23:14","date_gmt":"2026-09-21T10:23:14","guid":{"rendered":"https:\/\/abi-newsite.azurewebsites.net\/?p=60951"},"modified":"2026-09-21T12:29:36","modified_gmt":"2026-09-21T10:29:36","slug":"un-nuovo-ecosistema-del-credito-allagricoltura-di-marco-elio-rottigni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.abi.it\/en\/un-nuovo-ecosistema-del-credito-allagricoltura-di-marco-elio-rottigni\/","title":{"rendered":"Un nuovo ecosistema del credito all\u2019agricoltura di Marco Elio Rottigni"},"content":{"rendered":"<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"60951\" class=\"elementor elementor-60951\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-5a8a5f1 e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"5a8a5f1\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-8a36526 e-con-full elementor-hidden-tablet_extra elementor-hidden-tablet elementor-hidden-mobile_extra elementor-hidden-mobile e-flex e-con e-child\" data-id=\"8a36526\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-ff9fd06 e-con-full e-flex e-con e-child\" data-id=\"ff9fd06\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t<article class=\"elementor-element elementor-element-6f09580 section e-con-full e-flex e-con e-child\" data-id=\"6f09580\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\" data-settings=\"{&quot;background_background&quot;:&quot;classic&quot;}\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-589e382 elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"589e382\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h1 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">Un nuovo ecosistema del credito all\u2019agricoltura<\/h1>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-d5991dc elementor-widget elementor-widget-pxl_text_editor\" data-id=\"d5991dc\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"pxl_text_editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"pxl-text-editor\">\n\t<div class=\"pxl-item--inner\" data-wow-delay=\"ms\">\n\t\t<p class=\"xmsonormal\" style=\"margin: 0cm\"><strong>Marco Elio Rottigni<\/strong>, Direttore Generale dell\u2019ABI<\/p>\t\t\n\t<\/div>\n<\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/article>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-7b583ee elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"7b583ee\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">1. Premessa<\/h2>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-9d4e3e7 elementor-widget elementor-widget-pxl_text_editor\" data-id=\"9d4e3e7\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"pxl_text_editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"pxl-text-editor\">\n\t<div class=\"pxl-item--inner\" data-wow-delay=\"ms\">\n\t\t<p>L\u2019agricoltura italiana \u00e8 chiamata ad affrontare una fase di profonda trasformazione. La transizione ecologica, i cambiamenti climatici, la digitalizzazione delle produzioni, l\u2019innovazione tecnologica modificano i modelli di impresa e i fabbisogni finanziari del settore. In questo contesto, anche il rapporto tra settore bancario e agricoltura \u00e8 destinato a evolvere. Il credito \u00e8 sempre pi\u00f9 una leva strategica per accompagnare gli investimenti, favorire la crescita dimensionale e rafforzare la capacit\u00e0 del settore ad affrontare un contesto economico, tecnologico e ambientale in trasformazione. Ci\u00f2 richiede un\u2019evoluzione non solo degli strumenti finanziari, ma anche del quadro normativo, delle metodologie di valutazione del rischio, dei flussi informativi e delle competenze disponibili. Muovendo da queste considerazioni, il presente contributo analizza i principali fattori che oggi condizionano lo sviluppo del credito all\u2019agricoltura e propone alcune possibili direttrici di intervento, nella convinzione che una finanza pi\u00f9 specializzata e maggiormente integrata con le caratteristiche del settore possa rappresentare uno dei principali fattori di competitivit\u00e0 dell\u2019agricoltura italiana. In questa prospettiva, l\u2019articolo propone inoltre una riflessione sul possibile ruolo della Fondazione Mario Rav\u00e0 quale centro di competenza e luogo stabile di confronto tra industria bancaria, imprese, professioni, istituzioni e mondo della ricerca, contribuendo alla costruzione di un nuovo ecosistema del credito a sostegno della trasformazione del settore agroalimentare.<\/p>\t\t\n\t<\/div>\n<\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-bcf1e58 elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"bcf1e58\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">2. Dal credito agrario al credito all\u2019agricoltura<\/h2>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-71e4a92 elementor-widget elementor-widget-pxl_text_editor\" data-id=\"71e4a92\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"pxl_text_editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"pxl-text-editor\">\n\t<div class=\"pxl-item--inner\" data-wow-delay=\"ms\">\n\t\t<p>La relazione tra l\u2019agricoltura e il credito ha conosciuto, negli ultimi cinquant\u2019anni, una profonda evoluzione, che pu\u00f2 essere ricondotta a tre distinte fasi. La prima, sviluppatasi tra gli anni Settanta e Ottanta, \u00e8 caratterizzata da un quadro normativo fortemente regolato e da un rilevante intervento pubblico a sostegno del settore. Le normative speciali sul credito agrario definiscono in maniera puntuale sia le caratteristiche degli intermediari autorizzati sia gli strumenti finanziari utilizzabili. In questo contesto, l\u2019erogazione del credito risulta prevalentemente collegata alla verifica dei requisiti formali necessari per accedere alle agevolazioni previste dalla legislazione di settore, mentre la valutazione delle condizioni economiche e finanziarie dell\u2019impresa assume un ruolo secondario. La seconda fase prende avvio con l\u2019entrata in vigore del Testo Unico Bancario del 1993. Il credito agrario conserva la natura di finanziamento destinato a specifiche attivit\u00e0 produttive e mantiene alcuni istituti tipici della tradizione, quali il privilegio agrario e la cambiale agraria. La sua peculiarit\u00e0, tuttavia, non \u00e8 pi\u00f9 legata all\u2019esistenza di una particolare forma tecnica di finanziamento o alla presenza di intermediari specializzati, bens\u00ec alle caratteristiche dell\u2019attivit\u00e0 economica finanziata. Questo cambiamento non determina per\u00f2 un immediato rafforzamento del rapporto tra banche e agricoltura. Al contrario, in molti casi si sviluppa una dinamica che contribuisce ad allontanare i due mondi. Da un lato, numerosi intermediari interpretano la despecializzazione normativa come una despecializzazione operativa, riducendo le strutture dedicate al comparto agricolo e uniformando l\u2019offerta di prodotti e servizi finanziari a quella destinata agli altri settori produttivi. Dall\u2019altro lato, molte imprese agricole faticano a raggiungere livelli adeguati di organizzazione aziendale e di trasparenza informativa, necessari per confrontarsi con i nuovi criteri di valutazione del merito di credito introdotti dagli accordi di Basilea. A partire dalla seconda met\u00e0 degli anni Duemila si apre una terza fase. Il progressivo consolidamento delle metodologie di valutazione del rischio basate sul merito creditizio, il ridimensionamento delle forme di sostegno pubblico e la crescente complessit\u00e0 delle sfide che interessano il settore agricolo inducono sia le banche sia le imprese a ripensare il proprio rapporto. Gli intermediari tornano a investire in competenze specialistiche e a sviluppare strutture dedicate al comparto, mentre le imprese agricole sono incentivate ad adottare modelli gestionali pi\u00f9 evoluti, rafforzando la pianificazione economico- finanziaria e la capacit\u00e0 di dialogo con il settore bancario. Questa evoluzione \u00e8 accompagnata anche da un significativo cambiamento culturale e lessicale. Al tradizionale concetto di \u00abcredito agrario\u00bb, definito dalla normativa e caratterizzato dalla destinazione del finanziamento, si sostituisce progressivamente quello di \u00abcredito all\u2019agricoltura\u00bb. L\u2019attenzione si sposta infatti dalle categorie giuridiche alle concrete esigenze finanziarie delle imprese agricole, che oggi comprendono in misura sempre pi\u00f9 ampia non soltanto le attivit\u00e0 tradizionali di coltivazione e allevamento, ma spaziano dalla trasformazione e distribuzione, all\u2019agriturismo, fino alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Si creano cos\u00ec le condizioni per una nuova fase di sviluppo del rapporto tra banche e agricoltura. Perch\u00e9 tale evoluzione possa pienamente realizzarsi, appare tuttavia necessario un dialogo nuovo, pi\u00f9 maturo, tra il mondo delle banche e quello delle imprese agricole con l\u2019obiettivo di favorire forme pi\u00f9 adeguate di comunicazione finanziaria e lo sviluppo, anche attraverso l\u2019attualizzazione della normativa di settore, di strumenti finanziari moderni in grado di rispondere alle differenti esigenze delle aziende nelle diverse fasi del loro sviluppo.<\/p>\t\t\n\t<\/div>\n<\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-c47b2d3 elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"c47b2d3\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">3. L\u2019agricoltura: un valore strategico per l\u2019Italia su cui investire<\/h2>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-9d4f63e elementor-widget elementor-widget-pxl_text_editor\" data-id=\"9d4f63e\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"pxl_text_editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"pxl-text-editor\">\n\t<div class=\"pxl-item--inner\" data-wow-delay=\"ms\">\n\t\t<p>L\u2019agricoltura rappresenta uno dei pilastri dell\u2019economia italiana e costituisce un settore strategico non solo per la produzione di valore economico, ma anche per la tutela del territorio, dell\u2019ambiente e dell\u2019identit\u00e0 culturale del Paese. L\u2019Italia si colloca ai vertici dell\u2019agricoltura europea: \u00e8 il primo Paese dell\u2019Unione europea per valore aggiunto agricolo, con circa 43 miliardi di euro<strong>1<\/strong>, e il quarto per valore della produzione, pari a oltre 73 miliardi di euro, preceduta soltanto da Francia, Germania e per pochissimo dalla Spagna<strong>2<\/strong>. Si tratta di risultati che testimoniano la capacit\u00e0 del sistema agricolo nazionale di valorizzare la minore superficie agricola disponibile, coniugando qualit\u00e0, innovazione e forte radicamento territoriale. A conferma della straordinaria ricchezza e diversit\u00e0 delle produzioni nazionali, l\u2019Italia detiene il primato mondiale per numero di prodotti a indicazione geografica riconosciuti (Dop, Igp e Stg), con oltre 892 denominazioni registrate tra prodotti agricoli e vitivinicoli. Questo patrimonio rappresenta un fattore distintivo del Made in Italy agroalimentare e contribuisce in misura significativa alla competitivit\u00e0 delle esportazioni italiane sui mercati internazionali, rafforzando il legame tra qualit\u00e0, territorio e valore economico<strong>3<\/strong>. Vi \u00e8 tuttavia un aspetto che pi\u00f9 di ogni altro evidenzia la centralit\u00e0 dell\u2019agricoltura per il sistema economico nazionale e che spesso non riceve adeguata attenzione. Il settore primario non va considerato isolatamente, ma come il punto di partenza di un insieme di filiere produttive che coinvolgono numerosi comparti economici: dall\u2019industria alimentare alla meccanica agricola, dai servizi logistici alla distribuzione commerciale, dalla ristorazione al turismo. Considerando l\u2019intero ecosistema economico collegato all\u2019agricoltura, a monte e a valle della produzione primaria, il valore generato supera i 335 miliardi di euro, pari a circa il 19% del Pil nazionale. Si tratta di una dimensione che rende l\u2019agrifood la pi\u00f9 importante filiera economica del Paese per contributo complessivo alla ricchezza nazionale. L\u2019industria alimentare e delle bevande genera un valore aggiunto di circa 42 miliardi di euro, confermandosi tra i comparti manifatturieri pi\u00f9 dinamici del Paese, con tassi di crescita dell\u2019export particolarmente sostenuti. Tuttavia, non \u00e8 scontato che l\u2019agricoltura italiana riesca a mantenere nel tempo la posizione di leadership conquistata in Europa e il ruolo di motore dello sviluppo economico nazionale. Esistono infatti almeno due grandi aree di attenzione che meritano di essere affrontate con decisione, perch\u00e9 da esse dipende la competitivit\u00e0 futura del settore e di conseguenza la possibilit\u00e0 per l\u2019agricoltura di essere fattore propulsivo di esternalit\u00e0 positive ambientali e sociali. La prima riguarda l\u2019andamento della produzione agricola nazionale. I dati mostrano come, negli ultimi anni, il valore aggiunto dell\u2019agricoltura italiana abbia evidenziato segnali di diminuzione, in termini reali (-0,2% nel 2025) e relativi rispetto ai principali competitor europei. Un fenomeno che appare ancora pi\u00f9 marcato se si analizzano esclusivamente le attivit\u00e0 agricole in senso stretto, escludendo il contributo delle cosiddette attivit\u00e0 secondarie, quali agriturismo e produzione di energia da fonti rinnovabili, che oggi rappresentano circa il 7% del valore complessivo del settore, un\u2019incidenza significativamente superiore a quella registrata in Francia e Germania<strong>4<\/strong>. Questa dinamica, se confermata, potrebbe avere conseguenze rilevanti. Da un lato, aumenta la necessit\u00e0 di importare prodotti agricoli dall\u2019estero per soddisfare la domanda interna; dall\u2019altro, rende pi\u00f9 difficile sostenere la crescita dell\u2019industria alimentare italiana e il suo export. Una maggiore dipendenza dalle importazioni implica anche una maggiore esposizione a rischi. Le catene di approvvigionamento diventano infatti pi\u00f9 vulnerabili alle tensioni geopolitiche, agli eventi climatici estremi e alle emergenze sanitarie che possono interessare i Paesi fornitori. Gli eventi degli ultimi anni dimostrano quanto rapidamente tali fattori possano incidere sulla disponibilit\u00e0 e sul costo delle materie prime agricole. In questo contesto, si inserisce la sfida del cambiamento climatico, destinata a incidere profondamente sulle prospettive del settore. Siccit\u00e0 prolungate, precipitazioni intense e concentrate, eventi alluvionali, gelate tardive e fenomeni meteorologici estremi colpiscono con particolare intensit\u00e0 il nostro Paese, che risulta particolarmente esposto a tali rischi sia per posizione geografica sia per caratteristiche della produzione agricola, concentrata nelle coltivazioni vegetali, maggiormente impattate da condizioni climatiche avverse. Secondo le recenti stime di Fi-compass<strong>5<\/strong>, la perdita media annuale per gli agricoltori, considerando solo le produzioni vegetali, dagli attuali tre miliardi di euro potrebbe arrivare a oltre cinque miliardi di euro entro il 2050, se saranno mantenuti gli attuali livelli di emissioni di CO2; con picchi fino a 20 miliardi di euro, negli anni caratterizzati da eventi meteorologici avversi particolarmente intensi. Il secondo elemento di attenzione riguarda la struttura stessa dell\u2019agricoltura italiana. Il nostro Paese presenta infatti due caratteristiche che, se da un lato riflettono la storia e la peculiarit\u00e0 del modello produttivo nazionale, dall\u2019altro rischiano di rappresentare un limite rispetto alle sfide future: la ridotta dimensione media delle aziende agricole e l\u2019elevata et\u00e0 degli imprenditori. L\u2019Italia rimane \u2013 nonostante i progressi degli ultimi anni \u2013 il Paese europeo con le aziende agricole mediamente pi\u00f9 piccole, con una superficie coltivata di circa 11 ettari per impresa<strong>6<\/strong>, ed \u00e8 al tempo stesso caratterizzata da una popolazione imprenditoriale particolarmente anziana: soltanto l\u20198% dei titolari di azienda agricola ha meno di quarant\u2019anni<strong>7<\/strong>. Questi elementi incidono direttamente sulla capacit\u00e0 di innovazione del settore. Imprese di dimensioni ridotte, guidate da imprenditori che spesso si avvicinano all\u2019et\u00e0 del pensionamento, non sempre hanno le energie e le risorse economiche, organizzative e professionali necessarie per realizzare investimenti di lungo periodo. Eppure, proprio gli investimenti rappresentano la chiave per affrontare le grandi trasformazioni che stanno interessando l\u2019agricoltura contemporanea. La digitalizzazione dei processi produttivi, l\u2019adozione di tecnologie di precisione, il miglioramento della sostenibilit\u00e0 ambientale, la gestione dei rischi climatici e la transizione verso colture pi\u00f9 sostenibili, il rafforzamento dell\u2019integrazione con l\u2019industria alimentare, l\u2019evoluzione delle preferenze dei consumatori verso prodotti bio o comunque con un grado di qualit\u00e0 pi\u00f9 elevata, e non ultimo la crescente complessit\u00e0 del rapporto con il settore bancario richiedono competenze, capacit\u00e0 manageriali e visione strategica sempre pi\u00f9 avanzate. La sfida \u00e8 quindi duplice: aumentare la capacit\u00e0 produttiva e la resilienza dell\u2019agricoltura italiana e, allo stesso tempo, favorire un processo di modernizzazione e rafforzamento delle imprese agricole. Solo cos\u00ec sar\u00e0 possibile preservare nel lungo periodo il ruolo centrale che l\u2019agricoltura svolge nell\u2019economia nazionale e trasformare le sfide dei prossimi anni in nuove opportunit\u00e0 di crescita e sviluppo.<\/p>\t\t\n\t<\/div>\n<\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-7a80c32 elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"7a80c32\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">4. Banche e imprese agricole: verso un rapporto pi\u00f9 evoluto<\/h2>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-0c2fc44 elementor-widget elementor-widget-pxl_text_editor\" data-id=\"0c2fc44\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"pxl_text_editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"pxl-text-editor\">\n\t<div class=\"pxl-item--inner\" data-wow-delay=\"ms\">\n\t\t<p>Di fronte alle sfide evidenziate nel paragrafo precedente, il tema degli investimenti assume un\u2019importanza decisiva. Il settore bancario pu\u00f2 svolgere un ruolo centrale, accompagnando gli imprenditori agricoli nei processi di crescita dimensionale, nelle operazioni di aggregazione, nel passaggio generazionale e negli investimenti necessari per l\u2019innovazione tecnologica, la sostenibilit\u00e0 e l\u2019evoluzione dei modelli produttivi. E questo anche grazie al significativo rafforzamento patrimoniale realizzato negli ultimi anni, che ha accresciuto la capacit\u00e0 degli intermediari di sostenere attraverso servizi finanziari pi\u00f9 evoluti l\u2019economia reale. L\u2019impegno delle banche nei confronti del comparto agricolo \u00e8 gi\u00e0 oggi rilevante. I finanziamenti alle imprese agricole ammontano a circa 39 miliardi di euro<strong>8<\/strong>, pari al 5,7% del totale dei crediti concessi alle imprese italiane. Si tratta di un\u2019incidenza particolarmente significativa se confrontata con il contributo diretto dell\u2019agricoltura al Pil nazionale, pari a circa il 2,3%<strong>9<\/strong>. \u00c8 inoltre interessante osservare come la stessa percentuale sia rimasta sostanzialmente stabile nel tempo: nei primi anni Novanta il credito all\u2019agricoltura rappresentava infatti il 5,1% dei finanziamenti alle imprese, nonostante il settore primario contribuisse allora per circa il 3,8% al valore aggiunto nazionale. L\u2019industria bancaria ha dunque continuato ad assicurare al comparto agricolo un sostegno finanziario proporzionalmente elevato rispetto al suo peso nell\u2019economia. Le analisi di Ismea confermano che il mercato del credito \u00e8 caratterizzato da un sostanziale equilibrio tra domanda e offerta. Il principale elemento di criticit\u00e0 riguarda piuttosto la debolezza della domanda di credito, riconducibile alle caratteristiche strutturali del comparto, che si traduce in una limitata propensione delle imprese a realizzare gli investimenti attraverso la leva finanziaria<strong>10<\/strong>. In questo contesto, assume particolare importanza lo sviluppo di servizi di consulenza e accompagnamento alle imprese, in grado di individuare i fabbisogni di investimento richiesti dal nuovo scenario competitivo, valutarne la sostenibilit\u00e0 economica e orientare le scelte imprenditoriali anche nella selezione degli strumenti di finanziamento pi\u00f9 adeguati. In prospettiva, infatti, l\u2019autofinanziamento e i contributi pubblici, pur destinati a mantenere un ruolo importante, difficilmente saranno sufficienti a sostenere i crescenti fabbisogni di investimento del settore. Parallelamente, la domanda di credito potr\u00e0 essere favorita attraverso una maggiore specializzazione degli strumenti finanziari, affinch\u00e9 tengano maggiormente conto delle peculiarit\u00e0 dell\u2019attivit\u00e0 agricola, caratterizzata da cicli produttivi lunghi, da una significativa esposizione ai rischi climatici e biologici e dall\u2019ampia disponibilit\u00e0 di garanzie strettamente connesse ai processi produttivi. In questa prospettiva appare opportuno avviare una revisione della residua disciplina speciale del credito agrario, conservata dal Testo Unico Bancario del 1993. Tale disciplina ha svolto un ruolo importante nello sviluppo del settore, ma \u00e8 stata concepita in un contesto economico, produttivo e regolamentare profondamente diverso da quello attuale. Alcuni istituti della tradizione, anzich\u00e9 agevolare l\u2019accesso al credito, rischiano oggi di determinare complessit\u00e0 operative e costi aggiuntivi. Il Testo Unico Bancario ha infatti mantenuto strumenti storici quali il privilegio agrario e la cambiale agraria. L\u2019evoluzione della regolamentazione prudenziale conseguente all\u2019introduzione delle regole di Basilea, unitamente ai processi di digitalizzazione, ne ha tuttavia progressivamente ridotto l\u2019efficacia e la capacit\u00e0 di migliorare le condizioni di finanziamento delle imprese. Considerazioni analoghe riguardano la garanzia sussidiaria di Ismea<strong>11 <\/strong>che, pur continuando a rappresentare uno strumento di sostegno al settore, non \u00e8 riconosciuta dalla disciplina prudenziale come tecnica di mitigazione del rischio di credito. Di conseguenza, i finanziamenti assistiti da tale garanzia non beneficiano di una riduzione dei requisiti patrimoniali a carico delle banche e, di conseguenza, anche il vantaggio per le imprese \u00e8 molto limitato in termini di condizioni di accesso al credito. L\u2019evoluzione della disciplina speciale sul credito agrario dovrebbe essere accompagnata anche dalla realizzazione di nuovi strumenti informativi per l\u2019analisi del merito creditizio delle imprese. Valorizzando e integrando le informazioni per la maggior parte gi\u00e0 disponibili sui database pubblici esistenti (quali il Sian, la Borsa Merci, Agea e altri archivi settoriali) sarebbe possibile offrire agli intermediari finanziari una visione pi\u00f9 tempestiva e approfondita della situazione economica e produttiva delle aziende, dei flussi di reddito generati, nonch\u00e9 degli asset disponibili a garanzia delle operazioni di finanziamento. Una rinnovata attenzione alle modalit\u00e0 di finanziamento dell\u2019agricoltura e il relativo investimento di risorse professionali ed economiche sarebbe pienamente coerente con il ruolo strategico del settore per il Paese. Una specifica riflessione merita la disciplina prudenziale europea. Essa tende infatti a valutare il finanziamento delle imprese agricole attraverso categorie e metodologie elaborate per altri comparti produttivi, senza valorizzare adeguatamente le specifiche caratteristiche economiche dell\u2019attivit\u00e0 agricola e le particolari forme di garanzia che essa \u00e8 in grado di offrire. Ne consegue che ai finanziamenti destinati al settore si applicano requisiti patrimoniali sostanzialmente analoghi a quelli previsti per altri comparti, nonostante il credito agrario sembrerebbe presentare storicamente tassi di perdita pi\u00f9 contenuti e un grado di copertura delle esposizioni generalmente pi\u00f9 elevato. Su questo fronte si apre un\u2019importante opportunit\u00e0. L\u2019articolo 505 del Regolamento (Ue) 2024\/1623 (Crr3)<strong>12 <\/strong>ha affidato all\u2019Autorit\u00e0 Bancaria Europea (Eba) il compito di valutare l\u2019introduzione di un trattamento prudenziale specifico per le esposizioni verso le imprese agricole. Si tratta di un\u2019occasione significativa per verificare, sulla base di evidenze empiriche, se l\u2019attuale quadro regolamentare rifletta adeguatamente il profilo di rischio del settore e se vi siano i presupposti per una disciplina pi\u00f9 aderente alle peculiarit\u00e0 economiche e finanziarie dell\u2019agricoltura. L\u2019evoluzione del quadro normativo e degli strumenti finanziari, pur necessaria, non sarebbe tuttavia sufficiente a sostenere un pi\u00f9 efficace sviluppo del credito all\u2019agricoltura. Un ulteriore fattore decisivo riguarda infatti la qualit\u00e0 delle informazioni che le imprese sono in grado di mettere a di sposizione degli intermediari finanziari. L\u2019evoluzione della regolamentazione europea e delle metodologie di valutazione del rischio richiede oggi non solo una conoscenza dei dati statici dell\u2019impresa, ma una visione sempre pi\u00f9 approfondita delle prospettive economiche e finanziarie delle imprese. Alle tradizionali informazioni di natura patrimoniale e reddituale si affianca la crescente esigenza di disporre di business plan, proiezioni economico finanziarie e analisi prospettiche che consentano di valutare la sostenibilit\u00e0 degli investimenti e la capacit\u00e0 dell\u2019impresa di generare reddito nel medio-lungo periodo. A questa dimensione si aggiunge quella, sempre pi\u00f9 rilevante, dei rischi climatici e ambientali. Le imprese agricole sono tra le pi\u00f9 esposte sia ai rischi fisici derivanti dagli eventi meteorologici estremi, sia ai rischi di transizione connessi all\u2019evoluzione della normativa ambientale, delle tecnologie produttive e delle preferenze dei consumatori. La disponibilit\u00e0 di informazioni affidabili sulla capacit\u00e0 delle aziende di prevenire, gestire e mitigare tali rischi diventer\u00e0 pertanto un elemento sempre pi\u00f9 importante nella valutazione del merito creditizio.<\/p>\t\t\n\t<\/div>\n<\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-814a28d elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"814a28d\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">5. Una piattaforma di sistema per lo sviluppo del credito all\u2019agricoltura<\/h2>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-1aa998d elementor-widget elementor-widget-pxl_text_editor\" data-id=\"1aa998d\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"pxl_text_editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"pxl-text-editor\">\n\t<div class=\"pxl-item--inner\" data-wow-delay=\"ms\">\n\t\t<p>Il credito non pu\u00f2 pi\u00f9 essere considerato soltanto uno strumento finanziario destinato a sostenere l\u2019attivit\u00e0 corrente delle imprese agricole. Esso rappresenta sempre pi\u00f9 una leva strategica per orientare gli investimenti, favorire l\u2019innovazione, sostenere la resilienza climatica e accompagnare l\u2019evoluzione strutturale del settore. Proprio per questa ragione, le sfide che ne condizionano lo sviluppo non possono essere affrontate efficacemente dalle singole banche, dalle imprese o dalle rispettive rappresentanze se operano in modo isolato. Esse richiedono una visione sistemica, un confronto permanente tra tutti gli attori coinvolti e la capacit\u00e0 di trasformare le analisi in proposte operative. Da questa esigenza nasce l\u2019opportunit\u00e0 di disporre di un organismo stabile di osservazione, ricerca e progettazione, capace di promuovere il dialogo tra il settore bancario, il mondo agricolo, le istituzioni, la ricerca e le professioni, contribuendo all\u2019elaborazione di strumenti, soluzioni e politiche per lo sviluppo del credito all\u2019agricoltura. In questa prospettiva, la Fondazione Mario Rav\u00e0 rappresenta il naturale punto di partenza. Costituita nel 1958 per iniziativa dell\u2019Associazione Nazionale fra gli Istituti di Credito Agrario \u2013 successivamente confluita nell\u2019ABI \u2013, del Consiglio Nazionale degli Ordini dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali (Conaf) e della Federazione Italiana dei Dottori in Agraria e Forestali (Fidaf), la Fondazione ha rappresentato per oltre sessant\u2019anni un luogo di incontro tra cultura bancaria e competenze tecnico-agronomiche. La sua storia, il patrimonio di conoscenze accumulato e l\u2019autorevolezza dei soggetti promotori ne fanno il contesto ideale per la realizzazione di un moderno centro di competenza sul credito agrario. Per perseguire efficacemente questa ambizione, appare tuttavia necessario evolverne l\u2019assetto organizzativo e giuridico, adottando una configurazione pi\u00f9 funzionale all\u2019aggregazione di nuovi soggetti e al perseguimento di una missione pi\u00f9 ampia e sfidante. In particolare, il modello della fondazione di partecipazione potrebbe offrire lo strumento pi\u00f9 idoneo per coniugare continuit\u00e0 con la tradizione e apertura verso nuove energie e competenze. L\u2019obiettivo \u00e8 dare vita a un organismo altamente specializzato, capace di riunire tutti i soggetti che, a diverso titolo, hanno un ruolo o un interesse nello sviluppo del credito all\u2019agricoltura e all\u2019intera filiera agroalimentare: associazioni di rappresentanza delle imprese, intermediari finanziari, professionisti, universit\u00e0, centri di ricerca, istituzioni pubbliche e organismi di garanzia. In questo percorso, il ruolo dei soci fondatori dovr\u00e0 continuare a essere essenziale per preservare la storia, i valori e l\u2019ispirazione originaria della Fondazione Rav\u00e0. Allo stesso tempo, sar\u00e0 fondamentale il coinvolgimento delle principali associazioni di rappresentanza del mondo agricolo nella governance dell\u2019ente e delle banche maggiormente impegnate nel credito all\u2019agricoltura nello sviluppo delle attivit\u00e0 tecniche e progettuali. Una struttura di questo tipo potrebbe favorire il dialogo tra operatori economici e finanziari, promuovere attivit\u00e0 di studio e ricerca, elaborare proposte tecniche e normative, diffondere le migliori pratiche nazionali e internazionali e contribuire alla crescita della cultura finanziaria e manageriale delle imprese agricole. Potrebbe inoltre rappresentare un interlocutore qualificato per le istituzioni nazionali ed europee sui temi dell\u2019accesso al credito, in ragione del suo status di Ente del Terzo Settore (Ets), che garantisce trasparenza e impegno sociale. La configurazione di Ets consentirebbe inoltre alla Fondazione di essere avvantaggiata nell\u2019accesso a programmi e risorse nazionali ed europee, con la possibilit\u00e0 di trasformare proposte in progetti e iniziative concrete.<\/p>\t\t\n\t<\/div>\n<\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-736f7f2 elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"736f7f2\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">6. Conclusioni<\/h2>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-6c0f21b elementor-widget elementor-widget-pxl_text_editor\" data-id=\"6c0f21b\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"pxl_text_editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"pxl-text-editor\">\n\t<div class=\"pxl-item--inner\" data-wow-delay=\"ms\">\n\t\t<p>L\u2019agricoltura italiana \u00e8 chiamata ad affrontare una trasformazione profonda, destinata a modificare i modelli produttivi, i fabbisogni di investimento e il rapporto stesso tra imprese e settore finanziario. In questo scenario, anche il credito \u00e8 chiamato a evolvere, superando una funzione prevalentemente finanziaria per diventare uno strumento di accompagnamento allo sviluppo, all\u2019innovazione e alla sostenibilit\u00e0 del settore. Perch\u00e9 ci\u00f2 possa realizzarsi, occorre costruire un nuovo ecosistema del credito all\u2019agricoltura, fondato su regole coerenti con le specificit\u00e0 del comparto, strumenti finanziari pi\u00f9 specializzati, informazioni di qualit\u00e0, competenze interdisciplinari e una collaborazione stabile tra tutti i soggetti coinvolti. In questa prospettiva, la costituzione di una vera e propria \u00abCasa del Credito all\u2019Agricoltura\u00bb, facendo leva sull\u2019esperienza e sul patrimonio di competenze della Fondazione Mario Rav\u00e0, potrebbe rappresentare un importante fattore abilitante di questo processo. Un luogo permanente di confronto, ricerca, formazione e progettazione, capace di mettere in rete istituzioni, settore bancario, imprese, professioni e mondo della ricerca, favorendo lo sviluppo di soluzioni condivise e innovative. In una fase nella quale l\u2019agroalimentare rappresenta sempre pi\u00f9 un settore strategico per il Paese, investire nella costruzione di questa infrastruttura significherebbe investire nella capacit\u00e0 dell\u2019Italia di accompagnare con strumenti adeguati una delle trasformazioni economiche pi\u00f9 importanti dei prossimi anni.<\/p>\t\t\n\t<\/div>\n<\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-4b22daa elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"4b22daa\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">Note<\/h2>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-e60ee8c elementor-widget elementor-widget-pxl_text_editor\" data-id=\"e60ee8c\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"pxl_text_editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"pxl-text-editor\">\n\t<div class=\"pxl-item--inner\" data-wow-delay=\"ms\">\n\t\t<p>Desidero ringraziare il dott. Raffaele Rinaldi dell\u2019ABI per il prezioso contributo.<\/p><p><strong>1<\/strong> 16,9% del valore aggiunto agricolo dell\u2019intera Ue.<\/p><p><strong>2 <\/strong>Istat (2026), <em>Conti economici dell\u2019agricoltura &#8211; Anno 2025<\/em>, Statistiche Report, 12 giugno 2026. Ai fini del confronto europeo i valori espressi riguardano esclusivamente l\u2019agricoltura. Per l\u2019Italia, considerando la silvicultura e la pesca, il valore aggiunto e la produzione salgono rispettivamente a circa 47 e 81 miliardi di euro<\/p><p><strong>3 <\/strong>Ismea, Fondazione Qualivita (2025), <em>Rapporto Ismea-Qualivita 2025 sulle produzioni agroalimentari e vitivinicole italiane Dop, Igp e Stg<\/em>.<\/p><p><strong>4 <\/strong>Istat, <em>Conti economici dell\u2019agricoltura &#8211; Anno 2025<\/em>, Statistiche Report, 12 giugno 2026.<\/p><p><strong>5 <\/strong>Fi-Compass, <em>Insurance and Risk Management Tools for Agriculture in the Eu<\/em>, 2025.<\/p><p><strong>6 <\/strong>Istat, 7<em>\u00b0 Censimento generale dell\u2019agricoltura &#8211; Risultati definitivi (banca dati Istat- Data e tavole statistiche)<\/em>, pubblicati nel 2024. Per un confronto, la Superficie Agricola Utilizzata in Francia \u00e8 60 ettari e in Germania 65 ettari.<\/p><p><strong>7 <\/strong>Istat (2022), <em>7\u00b0 Censimento generale dell\u2019agricoltura<\/em>.<\/p><p><strong>8 <\/strong>Il dato \u00e8 al lordo delle operazioni di cartolarizzazione che riducono la consistenza dei crediti in portafoglio.<\/p><p><strong>9 <\/strong>Dati Banca d\u2019Italia relativi al 31 dicembre 2025.<\/p><p><strong>10 <\/strong>Ismea, <em>Rapporto AgriMercati 2025<\/em>.<\/p><p><strong>11 <\/strong>La garanzia sussidiaria opera in via automatica e obbligatoria a fronte di finanziamenti erogati ai sensi dell\u2019art. 43 del Tub, destinati alle attivit\u00e0 agricole e zootecniche nonch\u00e9 a quelle a esse connesse, previste dall\u2019art. 2135 del c.c. Lo strumento era originariamente previsto dal Tub. Ora \u00e8 disciplinato all\u2019interno del decreto Legislativo n. 102\/2004.<\/p><p><strong>12 <\/strong>Regolamento (Ue) 2024\/1623 del Parlamento europeo e del Consiglio del 31 maggio 2024, che modifica il regolamento (Ue) n. 575\/2013 per quanto riguarda i requisiti per il rischio di credito, il rischio di aggiustamento della valutazione del credito, il rischio operativo, il rischio di mercato e l\u2019output floor, Guue L 2024\/1623 del 19 giugno 2024.<\/p>\t\t\n\t<\/div>\n<\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-01a2894 elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"01a2894\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">Versione PDF<\/h2>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-80caa1c elementor-widget elementor-widget-shortcode\" data-id=\"80caa1c\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"shortcode.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-shortcode\"><div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Call to Action 3 -->\n<div class=\"well c2a3\">\n        <div class=\"media\">\n          <div class=\"mr-3\" align=\"left\">\n            <!-- <a\n              href=\"https:\/\/www.abi.it\/en\/download\/settembre-2026-un-nuovo-ecosistema-del-credito-allagricoltura-di-marco-elio-rottigni\/?wpdmdl=60950&refresh=6ab1324ed7b821789997646\"\n              role=\"button\"\n              aria-label=\"download file\"\n              aria-hidden=\"true\"\n            > -->\n              <svg\n                width=\"56\"\n                height=\"67\"\n                viewbox=\"0 0 56 67\"\n                fill=\"none\"\n                xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\"\n              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