{"id":62999,"date":"2026-10-30T11:51:32","date_gmt":"2026-10-30T10:51:32","guid":{"rendered":"https:\/\/abi-newsite.azurewebsites.net\/?p=62999"},"modified":"2026-10-30T11:58:36","modified_gmt":"2026-10-30T10:58:36","slug":"la-gestione-dei-rischi-climatici-nelle-banche-del-territorio-di-giuliana-birindelli-aline-miazza-e-vera-palea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.abi.it\/en\/la-gestione-dei-rischi-climatici-nelle-banche-del-territorio-di-giuliana-birindelli-aline-miazza-e-vera-palea\/","title":{"rendered":"La gestione dei rischi climatici nelle banche del territorio di Giuliana Birindelli, Aline Miazza e Vera Palea"},"content":{"rendered":"<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"62999\" class=\"elementor elementor-62999\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-5a8a5f1 e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"5a8a5f1\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-8a36526 e-con-full elementor-hidden-tablet_extra elementor-hidden-tablet elementor-hidden-mobile_extra elementor-hidden-mobile e-flex e-con e-child\" data-id=\"8a36526\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-ff9fd06 e-con-full e-flex e-con e-child\" data-id=\"ff9fd06\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t<article class=\"elementor-element elementor-element-6f09580 section e-con-full e-flex e-con e-child\" data-id=\"6f09580\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\" data-settings=\"{&quot;background_background&quot;:&quot;classic&quot;}\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-589e382 elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"589e382\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h1 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">La gestione dei rischi climatici nelle banche del territorio<\/h1>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-d5991dc elementor-widget elementor-widget-pxl_text_editor\" data-id=\"d5991dc\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"pxl_text_editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"pxl-text-editor\">\n\t<div class=\"pxl-item--inner\" data-wow-delay=\"ms\">\n\t\t<p class=\"xmsonormal\" style=\"margin: 0cm\">Giuliana <strong>Birindelli<\/strong>, Presidente Adeimf e Universit\u00e0 di Pisa | Aline <strong>Miazza<\/strong>, Vera Palea, Universit\u00e0 di Torino<\/p>\t\t\n\t<\/div>\n<\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/article>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-d32b19c elementor-widget elementor-widget-pxl_text_editor\" data-id=\"d32b19c\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"pxl_text_editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"pxl-text-editor\">\n\t<div class=\"pxl-item--inner\" data-wow-delay=\"ms\">\n\t\t<p>Questo studio analizza le modalit\u00e0 di integrazione del rischio climatico nelle banche del territorio italiane, sulla base dei risultati di una survey condotta nel 2025. Dall\u2019analisi emerge che l\u2019integrazione dei fattori Esg risulta relativamente avanzata sotto il profilo degli assetti di governance e dello sviluppo dell\u2019offerta sostenibile, mentre l\u2019adozione di strumenti di gestione del rischio con carattere vincolante rimane parziale e le politiche di esclusione dalle fonti fossili risultano marginali. Nel complesso, si delinea un modello di integrazione dei rischi climatici di natura selettiva e incrementale, riconducibile prevalentemente a un approccio di accompagnamento alla transizione, anzich\u00e9 di esclusione delle controparti maggiormente esposte ai rischi climatici.<\/p>\t\t\n\t<\/div>\n<\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-7b583ee elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"7b583ee\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">1. Introduzione<\/h2>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-9d4e3e7 elementor-widget elementor-widget-pxl_text_editor\" data-id=\"9d4e3e7\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"pxl_text_editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"pxl-text-editor\">\n\t<div class=\"pxl-item--inner\" data-wow-delay=\"ms\">\n\t\t<p>Negli ultimi anni, la crescente evidenza empirica sugli effetti economici degli eventi climatici estremi, nonch\u00e9 sulle implicazioni finanziarie delle politiche di decarbonizzazione, ha portato a riconoscere il cambiamento climatico come una fonte rilevante di rischio per la stabilit\u00e0 finanziaria e per i modelli di business degli intermediari creditizi. In questo contesto, il legislatore europeo (direttiva Ue 2024\/1619, Crdvi) e le Autorit\u00e0 di vigilanza (Eba\/Gl\/2025\/01) hanno progressivamente rafforzato il quadro regolamentare volto a promuovere l\u2019integrazione dei rischi ambientali, sociali e di governance (Esg) nei processi decisionali delle banche. Il presente studio si inserisce in questo ambito di ricerca adottando una prospettiva analitica distinta e complementare rispetto alle indagini di vigilanza. Mentre queste ultime si concentrano prevalentemente sul grado di conformit\u00e0 alle aspettative regolamentari e sulla presenza di presidi organizzativi, questo lavoro analizza la coerenza sostanziale tra diverse dimensioni dell\u2019integrazione del rischio climatico nelle banche del territorio. Pi\u00f9 nel dettaglio, l\u2019analisi considera congiuntamente la governance della sostenibilit\u00e0, la percezione dei rischi climatici fisici e di transizione, gli strumenti di gestione del rischio (tra cui il Raf, le politiche di pricing e le policy di esclusione) e le scelte effettive di allocazione del credito e di offerta commerciale. Attraverso un\u2019analisi empirica basata sui dati di una survey raccolti presso un campione di banche del territorio italiane1 evidenziamo come l\u2019integrazione del rischio climatico assuma prevalentemente una configurazione selettiva e incrementale. L\u2019integrazione appare relativamente avanzata sul piano della formalizzazione dei presidi di governance e nello sviluppo di prodotti e finanziamenti green2, mentre risulta pi\u00f9 limitata nell\u2019adozione di strumenti gestionali potenzialmente pi\u00f9 vincolanti e trasformativi, quali politiche di esclusione settoriale, target stringenti nel Raf o benchmark climatici avanzati. Scaturisce un modello di transizione prevalentemente additivo, nel quale le banche del campione, caratterizzate da vincoli operativi, limitata disponibilit\u00e0 di dati e metodologie ancora in evoluzione, tendono a incrementare l\u2019offerta di finanziamenti green piuttosto che a impegnarsi in politiche di disinvestimento da controparti collegate ai combustibili fossili. Il contributo del lavoro \u00e8 duplice. Da un lato, esso fornisce evidenza empirica sulle modalit\u00e0 concrete attraverso cui il rischio climatico viene integrato nei processi decisionali delle banche del territorio, superando una lettura puramente dichiarativa o formale. Dall\u2019altro lato, lo studio contribuisce al dibattito di policy sulla supervisione proporzionata dei rischi climatici nel sistema bancario, evidenziando come le specificit\u00e0 operative delle banche di minori dimensioni possano influenzare il ritmo e le modalit\u00e0 della transizione verso modelli di business pi\u00f9 sostenibili.<\/p>\t\t\n\t<\/div>\n<\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-bcf1e58 elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"bcf1e58\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">2. Campione e metodologia<\/h2>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-71e4a92 elementor-widget elementor-widget-pxl_text_editor\" data-id=\"71e4a92\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"pxl_text_editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"pxl-text-editor\">\n\t<div class=\"pxl-item--inner\" data-wow-delay=\"ms\">\n\t\t<p>L\u2019analisi si basa su un campione di 150 banche italiane, pari al 62% delle istituzioni contattate (242). Si tratta prevalentemente di banche appartenenti al sistema del credito cooperativo (94%), mentre le banche costituite in forma di societ\u00e0 per azioni rappresentano una quota residuale (6%). La maggior parte degli intermediari \u00e8 affiliata ai principali gruppi cooperativi nazionali \u2013 Cassa Centrale Banca (43,3%) e Iccrea (36,0%) \u2013 mentre quote pi\u00f9 contenute appartengono al sistema delle Casse Raiffeisen (11,3%) oppure operano in forma indipendente (9,3%). Dal punto di vista territoriale, il campione presenta una distribuzione geografica ampia, con una maggiore concentrazione nel Nord-Est (36,7%), seguito da Sud e Isole (27,3%), Centro (18,7%) e Nord-Ovest (17,3%). A livello regionale emerge in particolare la rilevanza del Trentino- Alto Adige (22% del campione), coerentemente con la forte diffusione storica delle banche cooperative nel territorio. La tavola 1 riporta le statistiche descrittive delle principali variabili economico-finanziarie delle banche incluse nel campione, calcolate per il 2024, ultimo anno disponibile. Gli intermediari presentano una dimensione mediamente contenuta: il totale attivo medio \u00e8 pari a circa 1,20 miliardi di euro, mentre la mediana, pari a 734 milioni, conferma la prevalenza di banche di piccola e media dimensione. La struttura dell\u2019attivo evidenzia un forte orientamento verso l\u2019attivit\u00e0 creditizia tradizionale: il rapporto tra crediti netti e totale attivo \u00e8 pari in media al 73,6%. Gli indicatori di redditivit\u00e0 risultano soddisfacenti, con un Roae medio di 11,6% e un Roaa di 1,2%, mentre il margine di interesse si attesta al 3,0%, riflettendo un modello di intermediazione del credito redditizio. Il livello medio di patrimonializzazione \u00e8 elevato, con un Tier 1 ratio pari a 30,3%. Nel complesso, la composizione del campione riflette le caratteristiche strutturali del sistema del credito cooperativo italiano: intermediari di dimensione contenuta, fortemente radicati nei territori e orientati prevalentemente all\u2019attivit\u00e0 di intermediazione creditizia tradizionale. La raccolta dei dati \u00e8 stata effettuata nel corso del 2025 tramite un questionario strutturato volto a rilevare informazioni nei seguenti ambiti: percezione dei fattori di rischio climatico, materializzazione delle perdite e integrazione nel Raf; integrazione dei rischi naturali nei processi di risk management; finanziamenti, progetti e prodotti green; raccolta dati, screening ambientale e gestione delle emissioni; governance della sostenibilit\u00e0. L\u2019analisi si concentra su tre dimensioni principali di integrazione: integrazione gestionale, relativa agli strumenti di gestione del rischio; integrazione operativa, con focus sulle scelte di portafoglio e sull\u2019offerta commerciale; integrazione nella governance, inerente alla presenza di presidi organizzativi e della componente Esg nei meccanismi decisionali. In questa prospettiva, lo studio \u00e8 guidato dalle seguenti principali domande di ricerca: esiste coerenza tra la percezione dei rischi climatici (fisici e di transizione), le perdite sopportate e l\u2019adozione di strumenti strategico\/gestionali operativi? L\u2019approccio delle banche del territorio al rischio climatico configura una trasformazione \u00absottrattiva\u00bb dei portafogli oppure un processo prevalentemente di engagement delle controparti? L\u2019adozione di presidi organizzativi e di governance si traduce in cambiamenti sostanziali nell\u2019offerta di prodotti sostenibili? L\u2019approccio metodologico \u00e8 di natura quantitativo- descrittiva con un\u2019integrazione interpretativa tramite analisi incrociate tra dati, finalizzata a identificare pattern sistematici e possibili disallineamenti tra percezione del rischio, comportamenti finanziari e strumenti di governance.<\/p>\t\t\n\t<\/div>\n<\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-c47b2d3 elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"c47b2d3\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">3.Risultati e discussione<\/h2>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-9d4f63e elementor-widget elementor-widget-pxl_text_editor\" data-id=\"9d4f63e\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"pxl_text_editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"pxl-text-editor\">\n\t<div class=\"pxl-item--inner\" data-wow-delay=\"ms\">\n\t\t<p><strong>Percezione dei fattori di rischio climatico, materializzazione delle perdite e integrazione nel Raf <em>Percezione e perdite realizzate: confronto tra rischio di transizione e rischio fisico. <\/em><\/strong>La prima sezione del questionario analizza in quale misura i fattori di rischio climatico siano percepiti come un fattore di rischio effettivo per l\u2019attivit\u00e0 bancaria, indipendentemente dalla loro materializzazione in perdite economiche. Questa impostazione consente di cogliere il grado di consapevolezza del rischio climatico, fornendo un\u2019indicazione preliminare sulla maturit\u00e0 dei sistemi di risk management rispetto a una fonte di rischio emergente e strutturale (Bolton et al., 2020). L\u2019attenzione \u00e8 posta sulla valutazione prospettica del rischio, in linea con l\u2019approccio forward-looking promosso dalle Autorit\u00e0 di vigilanza (Bce, 2020; Banca d\u2019Italia, 2022). I risultati dell\u2019indagine mostrano che le banche percepiscono il rischio di transizione come la componente pi\u00f9 rilevante del rischio climatico, seguito dal rischio fisico acuto e, infine, dal rischio fisico cronico (figura 1). Tale sequenza sembra riflettere le differenti modalit\u00e0 di trasmissione dei rischi all\u2019attivit\u00e0 bancaria. Il rischio di transizione potrebbe essere considerato prioritario per il suo potenziale impatto sistemico: cambiamenti improvvisi nella regolamentazione ambientale, nella tassazione del carbonio, nell\u2019innovazione tecnologica o nelle preferenze dei consumatori possono generare shock simul tanei su pi\u00f9 settori economici e lungo ampie catene del valore, incidendo su porzioni estese e difficilmente diversificabili dei portafogli creditizi. Inoltre, l\u2019elevata incertezza sui tempi, l\u2019intensit\u00e0 e il coordinamento delle politiche di transizione potrebbe accrescerne la rilevanza prudenziale anche in assenza di perdite gi\u00e0 materializzate (Ngfs, 2019; Bcbs, 2022). La difficolt\u00e0 di quantificazione, dovuta all\u2019assenza di dati, metriche e modelli adeguati, insieme alla natura non assicurabile del rischio e alla persistente copertura mediatica dei temi della transizione, potrebbe ulteriormente rafforzarne la percezione di pericolosit\u00e0 (Banca d\u2019Italia, 2025b). Il rischio fisico acuto occupa una posizione intermedia. Gli eventi climatici estremi sono altamente visibili e associati a perdite immediate; tuttavia, il loro impatto tende a essere geograficamente concentrato e in parte \u00e8 mitigabile tramite coperture assicurative e garanzie reali. Il rischio fisico cronico risulta invece meno percepito, probabilmente per la sua natura graduale e cumulativa: fenomeni quali l\u2019innalzamento del livello del mare o l\u2019aumento delle temperature producono effetti lenti e difficilmente attribuibili a singoli eventi. \u00c8 interessante osservare come il rischio di transizione sia percepito come il pi\u00f9 rilevante nonostante nessuna banca abbia segnalato perdite direttamente riconducibili a tale tipologia di rischio. Questo suggerisce che la valutazione degli intermediari incorpori una prospettiva forward-looking, coerente con l\u2019approccio prudenziale adottato dalla vigilanza. Il 21,3% del campione, invece, dichiara di aver subito perdite associate al rischio fisico, concentrate soprattutto nel Nord-Est italiano.<\/p><p><strong><em>L\u2019integrazione del rischio climatico nel Risk Appetite Framework. <\/em><\/strong>L\u2019indagine prosegue analizzando se e in che modo le banche abbiano incorporato i fattori di rischio climatico nel proprio Risk Appetite Framework (Raf), distinguendo tra finalit\u00e0 di monitoraggio e definizione di target, e mettendo tali scelte in relazione con l\u2019eventuale esperienza di perdite collegate al rischio fisico. I risultati mostrano che la maggior parte delle banche ha integrato il rischio climatico nel Raf anche per definire target (54,7%), mentre una quota pi\u00f9 contenuta (34,7%) lo utilizza con finalit\u00e0 di solo monitoraggio. I ritardi rilevati risultano coerenti con le principali evidenze e buone prassi emerse dal monitoraggio della Banca d\u2019Italia sui piani di azione 2023-2025 delle Lsi (Banca d\u2019Italia, 2025a). Nel sottogruppo di banche che hanno subito perdite riconducibili a eventi fisici, tutte hanno incorporato il rischio climatico nel Raf; tuttavia, non tutte lo hanno fatto per la determinazione di target, limitandosi in alcuni casi a un\u2019integrazione orientata al monitoraggio (21,9%). L\u2019evidenza suggerisce che l\u2019esperienza diretta di perdita costituisca un forte fattore di riconoscimento formale del rischio, ma non rappresenti una condizione sufficiente per una piena integrazione nei meccanismi di governo aziendale. L\u2019esperienza di perdita sembra infatti agire come trigger di formalizzazione: rende il rischio tangibile, ne legittima l\u2019inclusione nei processi interni e favorisce l\u2019allineamento alle aspettative di vigilanza. La traduzione di tale riconoscimento in target quantitativi o limiti operativi richiede un ulteriore salto organizzativo, metodologico e strategico. L\u2019eterogeneit\u00e0 osservata pu\u00f2 essere spiegata da diversi fattori. In primo luogo, non tutte le perdite vengono interpretate come manifestazione di un rischio strutturale e persistente. In alcuni casi gli eventi fisici sono percepiti come episodici, circoscritti e gestibili tramite strumenti tradizionali, quali coperture assicurative o revisione delle condizioni creditizie. In questa prospettiva, un presidio di monitoraggio nel Raf pu\u00f2 essere ritenuto sufficiente, mentre la definizione di target vincolanti potrebbe apparire sproporzionata rispetto alla natura del fenomeno osservato. In secondo luogo, la fissazione di target presuppone la disponibilit\u00e0 di metriche robuste e prospettiche, coerenti con l\u2019orizzonte temporale del Raf. Il rischio fisico, caratterizzato da bassa frequenza attesa ma potenziale elevata severit\u00e0, presenta ancora rilevanti criticit\u00e0 di modellizzazione e quantificazione. In assenza di indicatori sufficientemente stabili e comparabili, alcune banche preferiscono quindi un\u2019integrazione graduale, rinviando la definizione di obiettivi quantitativi a una fase di maggiore maturit\u00e0 metodologica. Ulteriori differenze possono riflettere il trade-off tra vincolo strategico e flessibilit\u00e0 operativa, nonch\u00e9 il diverso grado di maturit\u00e0 della governance e dei sistemi di risk management. Nelle realt\u00e0 meno strutturate, l\u2019integrazione assume, infatti, una funzione prevalentemente conoscitiva. Nel complesso, i risultati evidenziano che l\u2019esperienza di perdite da rischio fisico costituisce una condizione importante per il riconoscimento del rischio, ma non sufficiente per la sua piena internalizzazione nei meccanismi di indirizzo strategico. Parallelamente, il fatto che molte banche (86,4%) abbiano incorporato il rischio climatico nel Raf anche in assenza di perdite pregresse testimonia un approccio proattivo e forward-looking, guidato dalle aspettative regolamentari e da una valutazione prospettica dei rischi.<\/p><p><strong>Integrazione dei rischi naturali nei processi di risk management. <\/strong>La tavola 2 consente di valutare in che misura le banche abbiano esteso i propri processi di risk management oltre la dimensione strettamente climatica, includendo rischi connessi al capitale naturale, agli ecosistemi e alla biodiversit\u00e0. Il tema \u00e8 rilevante perch\u00e9 la letteratura pi\u00f9 recente e le aspettative di vigilanza richiamano la necessit\u00e0 di adottare una prospettiva integrata clima-natura, capace di cogliere non solo i rischi fisici e di transizione legati al clima, ma anche le dipendenze e gli impatti degli intermediari rispetto ai servizi ecosistemici (Bce, 2025; Finance for Biodiversity foundation and Unep, 2024). I risultati mostrano un\u2019integrazione ancora selettiva e disomogenea. Le banche tendono a considerare soprattutto i rischi naturali pi\u00f9 immediati, osservabili e direttamente riconducibili a impatti economico-finanziari, come l\u2019inquinamento ambientale e la scarsit\u00e0 idrica. L\u2019elevata incidenza di tali fattori riflette il loro legame pi\u00f9 evidente con il rischio di credito, operativo e legale: essi possono infatti tradursi in sanzioni, interruzioni dell\u2019attivit\u00e0 produttiva, aumento dei costi e deterioramento della capacit\u00e0 di rimborso delle controparti. Risultano invece molto meno incorporati i rischi pi\u00f9 propriamente ecosistemici, quali degrado del suolo, perdita di biodiversit\u00e0, erosione degli habitat e deterioramento degli ecosistemi marini. Si tratta di rischi caratterizzati da effetti cumulativi, orizzonti temporali lunghi e catene causali complesse, che rendono pi\u00f9 difficile attribuire impatti economici tangibili a singole esposizioni bancarie. Proprio per questa minore misurabilit\u00e0, essi tendono a rimanere ai margini dei modelli di valutazione, nonostante il loro potenziale rilievo sistemico e la capacit\u00e0 di amplificare, nel tempo, anche i rischi climatici. Nel complesso, l\u2019evidenza suggerisce che la gestione dei rischi naturali sia ancora frammentaria e prevalentemente guidata da criteri di materialit\u00e0 finanziaria immediata. L\u2019approccio adottato dagli intermediari appare quindi ancora parziale e lontano dalla piena integrazione delle interdipendenze tra attivit\u00e0 bancaria, capitale naturale e stabilit\u00e0 finanziaria.<\/p><p><strong>Finanziamenti, progetti e prodotti green <em>Policy interna. <\/em><\/strong>L\u201986% delle banche del campione non dispone di una policy interna di esclusione delle controparti industriali collegate ai combustibili fossili, nonostante l\u2019elevata percezione del rischio di transizione. Tale evidenza segnala una prudenza nell\u2019adozione di strumenti vincolanti di gestione del rischio climatico e una tensione tra consapevolezza del rischio e la sua traduzione in strategie operative. Una prima chiave interpretativa riguarda la natura sistemica dei settori legati ai combustibili fossili, ancora profondamente intrecciati con la struttura produttiva dell\u2019economia reale (Bolton e Kacperczyk, 2021). In questo contesto, una policy di esclusione potrebbe comportare perdita di relazioni consolidate, riduzione delle opportunit\u00e0 di business e aumento del rischio di concentrazione del portafoglio. Il risultato si inserisce inoltre nel dibattito tra strategie di disinvestimento e strategie di engagement: il disinvestimento \u00e8 considerato ad alto impatto simbolico ma con effetti ambigui sull\u2019economia reale, mentre l\u2019engagement consente di accompagnare le controparti carbon-intensive nei percorsi di riconversione tecnologica e organizzativa (Bce, 2024). Alla luce di questi elementi, l\u2019assenza diffusa di policy di esclusione potrebbe essere riconducile a una strategia prevalentemente additiva (finanziare la transizione) piuttosto che sottrattiva (disinvestire dal brown). I risultati relativi alla diffusione di finanziamenti e prodotti green suggeriscono infatti che molte banche stanno ampliando l\u2019offerta di attivit\u00e0 sostenibili senza ridurre in modo esplicito le esposizioni brown. Questa additive strategy rappresenta quindi una soluzione intermedia tra inattivit\u00e0 e disinvestimento totale, coerente con il ruolo delle banche nel finanziamento della transizione dell\u2019economia reale. Resta tuttavia un profilo critico: se l\u2019engagement pu\u00f2 favorire percorsi di transizione ordinata, l\u2019assenza di vincoli espliciti rischia di tradursi in un gradualismo indefinito, rinviando scelte strutturali necessarie in scenari di policy pi\u00f9 stringenti. La ridotta adozione di misure di esclusione, unita a un\u2019integrazione del rischio climatico nel Raf in ampia misura ancora orientata al monitoraggio suggerisce che la gestione del rischio di transizione sia ancora in una fase di consolidamento strategico pi\u00f9 che di piena internalizzazione operativa.<\/p><p><strong><em>Progetti green. <\/em><\/strong>Il 94,7% delle banche finanzia almeno un progetto green. Il dato suggerisce che queste iniziative costituiscono un canale privilegiato, in termini sia strategici sia reputazionali, per rispondere alle crescenti aspettative regolamentari, del mercato e degli stakeholders in materia di sostenibilit\u00e0. A differenza delle politiche di esclusione delle controparti legate ai combustibili fossili, adottate solo dal 14% delle banche, il finanziamento di progetti green non richiede necessariamente una riallocazione significativa del portafoglio creditizio, n\u00e9 la rinuncia a relazioni consolidate con settori ad alta intensit\u00e0 carbonica. La lettura congiunta di questi dati pare confermare la diffusione della strategia di aggiunta piuttosto che di sottrazione. Tuttavia, l\u2019indicatore \u00abalmeno un progetto finanziato\u00bb non fornisce informazioni sulla numerosit\u00e0, sugli importi e sulla rilevanza di tali progetti all\u2019interno del portafoglio complessivo. In generale, questi dati suggeriscono che l\u2019integrazione del rischio climatico nelle banche del territorio avviene principalmente attraverso strumenti volontari, incrementali e non vincolanti, in linea con quanto osservato per l\u2019uso del Raf e per l\u2019assenza di policy di esclusione. Di conseguenza, il finanziamento green, pur rappresentando un passo rilevante, non pu\u00f2 essere interpretato di per s\u00e9 come prova di una piena integrazione del rischio di transizione nei processi decisionali delle banche. La distribuzione dei finanziamenti green (tavola 3) evidenzia una chiara gerarchia nelle tipologie di progetti sostenuti dalle banche, che riflette congiuntamente considerazioni di rischio-rendimento, grado di maturit\u00e0 tecnologica e livello di consolidamento del quadro regolamentare nei diversi ambiti di intervento. La quota molto elevata di progetti legati all\u2019energia rinnovabile e all\u2019efficientamento energetico, entrambi al 90,7%, indica una netta preferenza per iniziative caratterizzate da tecnologie mature, flussi di cassa relativamente prevedibili e criteri regolamentari ormai consolidati. Si tratta di pro getti pi\u00f9 facilmente compatibili con i modelli tradizionali di valutazione del credito e con una gestione prudente del rischio di transizione. Al di sotto di questo nucleo energetico si collocano ambiti ancora rilevanti, ma pi\u00f9 eterogenei: mobilit\u00e0 sostenibile, economia circolare, gestione dei rifiuti e gestione idrica. La loro diffusione suggerisce che le banche stanno progressivamente ampliando il perimetro del finanziamento green, pur mantenendo un approccio selettivo. In questi casi, infatti, la valutazione del rischio richiede maggiore giudizio: la redditivit\u00e0 dipende spesso da condizioni territoriali, incentivi pubblici, strutture progettuali differenti e costi di due diligence pi\u00f9 elevati. Particolarmente significativo \u00e8 il dato sui progetti di protezione e ripristino della natura e degli ecosistemi, finanziati dal 59,3% delle banche. La quota segnala una crescente attenzione verso i rischi legati alla biodiversit\u00e0 e al capitale naturale, ma la distanza rispetto alle tecnologie energetiche mostra che tali iniziative sono ancora percepite come pi\u00f9 difficili da valutare, soprattutto per la minore misurabilit\u00e0 dei ritorni economici e dei benefici di lungo periodo. All\u2019estremo opposto si collocano i progetti di Carbon Capture and Storage, finanziati solo dal 5,3% delle banche. La marginalit\u00e0 di questa categoria riflette la fase ancora pionieristica della tecnologia, l\u2019incertezza sui ritorni e la difficolt\u00e0 di ricondurla ai modelli ordinari di valutazione del rischio. Nonostante il potenziale contributo alla decarbonizzazione dei settori hard-to-abate, il Ccs rimane un ambito poco presidiato dagli intermediari, che tendono a privilegiare soluzioni pi\u00f9 mature, prevedibili e definite sotto il profilo regolamentare Nel complesso, la distribuzione dei finanziamenti suggerisce una strategia di transizione prudente e incrementale. Le banche concentrano le risorse su progetti con profili di rischio- rendimento consolidati e con un quadro regolamentare chiaro, mentre restano pi\u00f9 caute verso iniziative tecnologicamente o economicamente pi\u00f9 incerte. Questa evidenza \u00e8 coerente con la limitata diffusione di policy di esclusione delle controparti legate ai combustibili fossili e con un\u2019integrazione del rischio climatico nel Raf orientata pi\u00f9 al monitoraggio che alla definizione di target stringenti. Il finanziamento green emerge cos\u00ec come la principale leva di gestione del rischio di transizione, ma secondo una logica di aggiustamento progressivo pi\u00f9 che di trasformazione radicale del portafoglio creditizio. In altri termini, le banche sembrano accompagnare la transizione privilegiando progetti gi\u00e0 finanziariamente leggibili, senza introdurre discontinuit\u00e0 operative o riallocazioni drastiche delle esposizioni esistenti. <strong><em>Tassonomia Ue. <\/em><\/strong>La distribuzione dei prestiti green suggerisce un allineamento selettivo alle attivit\u00e0 ecosostenibili previste dalla Tassonomia Ue. Le banche sembrano privilegiare i progetti caratterizzati da minore complessit\u00e0 tecnica, maggiore certezza regolamentare e pi\u00f9 agevole dimostrabilit\u00e0 dell\u2019allineamento tassonomico. I finanziamenti destinati all\u2019energia rinnovabile e all\u2019efficientamento energetico sono offerti dalla quasi totalit\u00e0 degli intermediari. Si tratta di ambiti per i quali la Tassonomia prevede criteri di vaglio tecnico dettagliati e ormai relativamente consolidati. La forte concentrazione su queste attivit\u00e0 sembra quindi riflettere una preferenza per progetti tassonomicamente sicuri, nei quali il rischio di errata classificazione, contestazione reputazionale o incertezza interpretativa risulta pi\u00f9 contenuto. Le categorie relative a mobilit\u00e0 sostenibile, economia circolare, gestione dei rifiuti e gestione idrica presentano una diffusione significativa, ma inferiore. Pur rientrando nel perimetro della Tassonomia, queste attivit\u00e0 richiedono valutazioni pi\u00f9 articolate sia del contributo sostanziale agli obiettivi ambientali sia del rispetto del principio Do Not Significant Harm. La loro minore incidenza non sembra dunque indicare necessariamente una limitata rilevanza strategica, quanto piuttosto una maggiore complessit\u00e0 applicativa e un pi\u00f9 elevato onere operativo per le banche. Ancora pi\u00f9 evidente \u00e8 la cautela verso ambiti caratterizzati da maggiore incertezza tecnologica e regolamentare, come il Carbon Capture and Storage. Sebbene possa rientrare tra le attivit\u00e0 di mitigazione, esso \u00e8 associato a criteri stringenti, elevata intensit\u00e0 di capitale e possibili interrogativi sul rischio di lock-in fossile. La sua marginale diffusione potrebbe quindi riflettere un\u2019interpretazione prudente della Tassonomia, orientata a evitare attivit\u00e0 che, pur formalmente eleggibili, presentano profili pi\u00f9 elevati di rischio di compliance, difficolt\u00e0 di misurazione ed esposizione reputazionale.<\/p><p><strong><em>Tassi agevolati. <\/em><\/strong>La distribuzione dei tassi agevolati per tipologia di progetto industriale (tavola 4) deve essere letta come indicatore della frequenza con cui le banche utilizzano il pricing come leva di intervento climatico. Nel complesso, il 79,6% del campione dichiara di applicare condizioni agevolate ai finanziamenti green. Le percentuali pi\u00f9 elevate si osservano nei progetti di gestione sostenibile dei rifiuti, gestione idrica e protezione e ripristino della natura e degli ecosistemi. \u00c8 interessante osservare che si tratta di progetti che, alla data della survey, occupano una posizione pi\u00f9 bassa nella gerarchia dei finanziamenti (tavola 3). Il tasso agevolato potrebbe quindi assumere una funzione commerciale, volta a favorire la diffusione di queste tipologie di finanziamenti green, oltre che il progressivo allineamento del portafoglio alle pressioni regolamentari. Diversa \u00e8 la dinamica dei progetti di energia rinnovabile ed efficientamento energetico. Pur presentando un\u2019ampia diffusione di condizioni agevolate, tali iniziative sono ormai caratterizzate da tecnologie mature, modelli di business consolidati e flussi di cassa pi\u00f9 prevedibili. La minore frequenza relativa del pricing agevolato pu\u00f2 quindi trovare giustificazione nel fatto che esse sono gi\u00e0 integrate nell\u2019operativit\u00e0 ordinaria delle banche e richiedono minori incentivi commerciali. Il Carbon Capture and Storage rappresenta invece il caso pi\u00f9 problematico. Pur essendo potenzialmente rilevante per la decarbonizzazione dei settori hard-to-abate, registra un ricorso pi\u00f9 limitato alla leva del prezzo. L\u2019elevata incertezza tecnologica e regolamentare, insieme al rischio di lock-in fossile, pu\u00f2 rendere il tasso agevolato uno strumento insufficiente a compensare la complessit\u00e0 dell\u2019operazione. Nel complesso, l\u2019uso dei tassi agevolati conferma una transizione selettiva e graduale: il rischio fisico si traduce pi\u00f9 facilmente in interventi di pricing, mentre il rischio di transizione orienta soprattutto il finanziamento green verso ambiti tecnologicamente maturi. Nei casi di maggiore incertezza strutturale, prevale invece un approccio prudente, che limita il ricorso alla leva del prezzo.<\/p><p><strong><em>Prodotti green. <\/em><\/strong>Il 91,3% delle banche offre almeno un servizio o prodotto green, segnalando come la sostenibilit\u00e0 sia ormai stabilmente incorporata nell\u2019offerta commerciale diversa dal finanziamento diretto. L\u2019offerta Esg riflette l\u2019adattamento delle banche alla crescente domanda di soluzioni sostenibili da parte della clientela retail e istituzionale, oltre che alle pressioni regolamentari e reputazionali sul settore finanziario. L\u2019analisi disaggregata delle tipologie di strumenti offerti (tavola 5) evidenzia tuttavia una marcata eterogeneit\u00e0 nel grado di sofisticazione e vincolativit\u00e0 dei prodotti disponibili. L\u2019offerta appare concentrata su soluzioni regolamentari consolidate, caratterizzate da elevata standardizzazione e costi operativi contenuti, mentre restano marginali gli strumenti che implicano vincoli climatici stringenti o metriche di allineamento pi\u00f9 rigorose. Le gestioni patrimoniali Esg (72,7%) e i prodotti classificati ai sensi della Sustainable Finance Disclosure Regulation (Sfdr), in particolare quelli riconducibili agli articoli 8 (71,3%) e 9 (69,3%), rappresentano le categorie pi\u00f9 diffuse. Ci\u00f2 riflette la centralit\u00e0 della Sfdr quale quadro regolamentare di riferimento e la possibilit\u00e0 di integrare criteri Esg in strutture di portafoglio gi\u00e0 esistenti, ampliando l\u2019offerta sostenibile senza profonde riconfigurazioni operative. La quota elevata di prodotti articolo 9 richiede per\u00f2 un\u2019interpretazione prudente, poich\u00e9 l\u2019eterogeneit\u00e0 delle strategie sottostanti e le difficolt\u00e0 di misurazione dell\u2019impatto ambientale reale limitano la possibilit\u00e0 di associare automaticamente tale classificazione a un effettivo allineamento a traiettorie di decarbonizzazione verificabili. Le polizze collegate al cambiamento climatico (62,7%) segnalano un ampliamento dell\u2019offerta verso strumenti di copertura dei rischi fisici. Al contrario, i portafogli allineati ai Paris-Aligned Benchmarks (2,7%) e ai Climate Transition Benchmarks (2,0%) registrano livelli di adozione decisamente marginali, verosimilmente a causa della necessit\u00e0 di disporre di capacit\u00e0 analitiche avanzate, dati granulari sulle emissioni e traiettorie di riduzione coerenti con obiettivi climatici quantitativi.<\/p><p><strong>Raccolta dati, screening ambientale e gestione delle emissioni. <\/strong>L\u2019analisi dei risultati relativi a questa sezione evidenzia che solo il 74% delle banche del territorio \u00e8 dotato di database per l\u2019analisi dei rischi climatici. Si osserva una forte concentrazione su provider nazionali e di mercato (ad esempio, Crif, Prometeia e Ispra), con quasi il 60% degli intermediari che si affida a tre database e nessuna banca che supera tale soglia (tavola 6). Questo assetto suggerisce un approccio orientato a soluzioni standardizzate e facilmente accessibili. Sorprendentemente, il 28% delle banche dichiara di non conoscere gli scenari elaborati dal Network for Greening the Financial System e il loro utilizzo nei processi di stress test climatici. Con riferimento al rimanente 72%, la survey non consente di rilevare una piena integrazione operativa di tali scenari nei processi decisionali, nel Raf o nelle politiche di allocazione del capitale. Non \u00e8 pertanto da escludere una possibile asimmetria tra conoscenza teorica e utilizzo effettivo, riconducibile a una probabile fase intermedia di maturit\u00e0. Un quadro analogo emerge dall\u2019analisi delle pratiche di screening ambientale delle controparti. Sebbene il 73,3% delle banche dichiari di effettuare una valutazione ambientale dei clienti, la composizione degli strumenti utilizzati rivela una forte dipendenza da indicatori facilmente disponibili (tavola 7). In particolare, lo screening si fonda in misura preponderante sui rating Esg, sulla classe energetica degli immobili e sull\u2019analisi dei report di sostenibilit\u00e0. Al contrario, risultano marginali gli strumenti direttamente collegati alla misurazione quantitativa del rischio climatico e all\u2019applicazione della Tassonomia europea, come le soglie tecniche di allineamento e le metriche di carbon footprint delle controparti. Questo pattern indica che lo screening ambientale \u00e8 prevalentemente orientato alla semplificazione informativa e alla riduzione dei costi operativi, e solo debolmente ancorato a indicatori di rischio climatico propriamente intesi. La limitata integrazione di metriche quantitative sofisticate emerge in modo ancora pi\u00f9 evidente dall\u2019analisi degli obiettivi di riduzione delle emissioni finanziate. L\u201988% delle banche non ha infatti definito target relativi alle emissioni di Scope 3 &#8211; Categoria 15, che rappresentano la componente pi\u00f9 rilevante dell\u2019impronta climatica bancaria (Emissioni Finanziate). Questo dato costituisce uno degli indicatori pi\u00f9 chiari di una transizione incompleta, poich\u00e9 segnala l\u2019assenza di una visione complessiva e vincolante delle esternalit\u00e0 climatiche associate all\u2019attivit\u00e0 creditizia. L\u2019analisi per categoria di prodotto conferma ulteriormente questa interpretazione. Per i prodotti classificati ai sensi del Regolamento Sfdr, cos\u00ec come per le gestioni patrimoniali Esg, le banche si basano prevalentemente su rating Esg e analisi documentali, mentre l\u2019utilizzo sistematico dei criteri tecnici della Tassonomia europea resta limitato. Solo nel caso dei portafogli allineati ai Paris-Aligned Benchmarks e ai Climate Transition Benchmarks, offerti tuttavia da una quota marginale del campione, si osserva un ricorso pi\u00f9 strutturato a metriche climatiche stringenti. Ne emerge che gli strumenti pi\u00f9 avanzati vengono impiegati quasi esclusivamente quando imposti dalla definizione regolamentare del prodotto, senza una loro estensione volontaria al resto dell\u2019operativit\u00e0 bancaria. In sintesi, i risultati evidenziano che le banche hanno avviato un processo di strutturazione delle informazioni ambientali e dei meccanismi di screening. Permangono per\u00f2 difficolt\u00e0 nel tradurre tali strumenti in metriche finanziariamente rilevanti, target emissivi verificabili e decisioni strategiche coerenti. Ne emerge un livello intermedio di maturit\u00e0 climatica, in cui il rischio \u00e8 riconosciuto e monitorato, ma non ancora pienamente integrato nei processi di gestione strategica del rischio e di governance dei prodotti. <strong>Governance della sostenibilit\u00e0 <em>Strutture di governance e presidio organizzativo. <\/em><\/strong>I risultati della survey evidenziano come le banche del territorio abbiano avviato, seppur con intensit\u00e0 differenziata, un processo di progressiva strutturazione della governance della sostenibilit\u00e0 (tavola 8). In particolare, il 67,3% degli intermediari dichiara di aver gi\u00e0 istituito un Comitato di sostenibilit\u00e0, evidenziando un percorso di graduale allineamento alle aspettative di vigilanza. Si rileva una netta prevalenza di modelli endoconsiliari (72,3%), seguiti da comitati estesi ad altre funzioni aziendali (17,8%). Solo una quota residuale degli intermediari (7,9%) adotta assetti pi\u00f9 articolati che includono anche esperti esterni, mentre il restante 2% segnala soluzioni alternative. Nella maggior parte dei casi, la sostenibilit\u00e0 rimane perci\u00f2 prevalentemente circoscritta al perimetro consiliare e oggetto di limitate competenze specialistiche esterne, nonostante la crescente complessit\u00e0 delle tematiche Esg e dei rischi climatici e ambientali. Parallelamente, l\u201985,3% delle banche dichiara la presenza di un Sustainability Chief Manager o di una funzione equivalente, a testimonianza di un rafforzamento del presidio operativo. Anche in assenza di comitati formalizzati, molte banche hanno dunque individuato responsabilit\u00e0 organizzative specifiche, coerentemente con un approccio graduale e proporzionale alla dimensione e alla complessit\u00e0 operativa degli intermediari.<\/p><p><strong><em>Formazione, sistemi di incentivazione, impegni volontari e report. <\/em><\/strong>Un elemento di particolare rilievo riguarda l\u2019investimento nel capitale umano. Il 96% delle banche offre programmi di formazione sulla sostenibilit\u00e0 ai dipendenti, evidenziando la crescente consapevolezza del ruolo delle competenze Esg nell\u2019attuazione delle strategie ambientali e climatiche. Il dato appare significativo, considerando che le banche del territorio operano spesso con maggiori vincoli finanziari e organizzativi rispetto ai grandi gruppi bancari. Pi\u00f9 articolato risulta il quadro relativo ai sistemi di remunerazione. Il 55,3% delle banche ha introdotto meccanismi di incentivazione collegati agli obiettivi di sostenibilit\u00e0 che includono indicatori quantitativi, mentre l\u20198% utilizza esclusivamente indicatori qualitativi. Una quota rilevante del campione (36,7%) non ha invece ancora implementato tali strumenti. Ci\u00f2 indica che, pur essendo riconosciuta l\u2019importanza dell\u2019allineamento tra sostenibilit\u00e0 e incentivi, la piena integrazione nei sistemi retributivi rappresenta ancora una sfida per molti intermediari. Sul piano degli impegni volontari emerge una dinamica significativa: l\u2019elevata adesione all\u2019Un Global Compact (46%) si accompagna all\u2019assenza di partecipazione alla Science Based Targets initiative e a una presenza marginale tra i sottoscrittori dei Principles for Responsible Investment (2%). Questa configurazione suggerisce una preferenza per iniziative ad alta visibilit\u00e0 reputazionale ma meno vincolanti, rispetto a programmi che richiedono target quantitativi e verificabili. Infine, il 64% delle banche redige il report di sostenibilit\u00e0, riflettendo un graduale adeguamento alla rendicontazione Esg.<\/p><p><strong><em>I meccanismi di governance come pressioni verso la sostenibilit\u00e0. <\/em><\/strong>La tavola 9 mostra che i meccanismi di governance della sostenibilit\u00e0 si associano soprattutto a una maggiore ampiezza dell\u2019offerta green, con livelli di significativit\u00e0 particolarmente elevati per alcune variabili. L\u2019adesione alla Un Global Compact, la presenza di comitati di sostenibilit\u00e0, i meccanismi di remunerazione Esg e la redazione del report di sostenibilit\u00e0 risultano significativamente associati alla presenza di almeno tre progetti finanziati e, in molti casi, anche all\u2019offerta di almeno tre prodotti e servizi sostenibili. Al contrario, il collegamento con strumenti pi\u00f9 trasformativi, come la definizione di obiettivi di Scope 3 e l\u2019adozione di policy di esclusione delle controparti legate ai combustibili fossili, appare molto pi\u00f9 debole e discontinuo. Pur in presenza di alcune associazioni statisticamente significative, le percentuali restano infatti contenute, indicando che i presidi di governance favoriscono soprattutto l\u2019espansione commerciale dell\u2019offerta Esg, pi\u00f9 che una revisione profonda delle esposizioni e delle strategie allocative. Nel complesso, l\u2019evidenza conferma un modello di transizione prudente e incrementale, oltre a far emergere la necessit\u00e0 di un rafforzamento della governance, coerente con il principio di proporzionalit\u00e0 e sostenuto da iniziative di sistema.<\/p>\t\t\n\t<\/div>\n<\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-7a80c32 elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"7a80c32\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">4. Limiti e sviluppi della ricerca<\/h2>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-0c2fc44 elementor-widget elementor-widget-pxl_text_editor\" data-id=\"0c2fc44\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"pxl_text_editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"pxl-text-editor\">\n\t<div class=\"pxl-item--inner\" data-wow-delay=\"ms\">\n\t\t<p>La survey si configura come un\u2019integrazione alla prospettiva di vigilanza offrendo un\u2019analisi complementare rispetto al l\u2019approccio delle autorit\u00e0. In particolare, fornisce evidenze empiriche bottom-up sulle banche del territorio, realt\u00e0 ancora poco esplorate in modo sistematico. Ci\u00f2 consente di cogliere con maggiore granularit\u00e0 le prassi operative, il legame con il tessuto economico locale e le modalit\u00e0 concrete di gestione dei rischi climatici, affiancando alla dimensione regolamentare una lettura dell\u2019operativit\u00e0 quotidiana degli intermediari. Lo studio presenta tuttavia alcune limitazioni metodologiche. In primo luogo, il dataset si basa su informazioni autodichiarate raccolte tramite questionario, con possibili bias di segnalazione e fenomeni di desiderabilit\u00e0 sociale, particolarmente rilevanti nelle divulgazioni climatiche. Sebbene il questionario sia stato progettato in coerenza con la terminologia regolamentare, non \u00e8 possibile escludere una sovrastima del grado di integrazione Esg dichiarato dalle banche. In secondo luogo, la natura cross-section al dei dati non consente inferenze causali. L\u2019analisi individua associazioni tra governance, percezione dei rischi climatici e scelte operative, ma non permette di stabilire la direzione delle relazioni osservate. Rimane quindi aperta la questione se siano le strutture di governance pi\u00f9 evolute a favorire l\u2019offerta di prodotti green o viceversa. Un ulteriore limite riguarda l\u2019assenza di dati granulari di portafoglio e di bilancio, che impedisce di osservare direttamente variazioni quantitative nelle esposizioni settoriali o nell\u2019intensit\u00e0 carbonica. L\u2019integrazione dei rischi climatici viene quindi valutata soprattutto tramite indicatori organizzativi e strategici. Nonostante ci\u00f2, la coerenza del questionario con i principali quadri regolamentari e il carattere multidimensionale dell\u2019indagine rafforzano la robustezza dei risultati. Le evidenze emerse nei diversi ambiti dell\u2019analisi \u2013 governance, gestione dei rischi e allocazione del credito \u2013 convergono nel delineare un quadro internamente coerente delle modalit\u00e0 con cui le banche del territorio stanno progressivamente integrando il rischio climatico nelle proprie aree di attivit\u00e0.<\/p>\t\t\n\t<\/div>\n<\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-814a28d elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"814a28d\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">Bibliografia<\/h2>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-1aa998d elementor-widget elementor-widget-pxl_text_editor\" data-id=\"1aa998d\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"pxl_text_editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"pxl-text-editor\">\n\t<div class=\"pxl-item--inner\" data-wow-delay=\"ms\">\n\t\t<p><strong>Autorit\u00e0 Bancaria Europea (Eba) <\/strong>(2025), <em>Orientamenti sulla gestione dei rischi ambientali, sociali e di governance (rischi Esg)<\/em>, Eba\/Gl\/2025\/01.<\/p><p><strong>Banca Centrale Europea (Bce) <\/strong>(2020), <em>Guida sui rischi climatici e ambientali Aspettative di vigilanza in materia di gestione dei rischi e informativa<\/em>.<\/p><p><strong>\u2013 <\/strong>(2024), <em>Business as Usual: Bank Climate Commitments, Lending, and Engagement<\/em>, Working Paper Series.<\/p><p><strong>\u2013 <\/strong>(2025), <em>Nature at Risk: Implications for the Euro Area Economy and Financial Stability<\/em>, Occasional Paper.<\/p><p><strong>Bank of Italy <\/strong>(2015), <em>Le banche locali e di credito cooperativo in prospettiva: vigilanza europea ed evoluzione normativa<\/em>, intervento di Carmelo Barbagallo, Bolzano.<\/p><p><strong>\u2013 <\/strong>(2022), <em>Aspettative di vigilanza sui rischi climatici e ambientali<\/em>.<\/p><p><strong>\u2013 <\/strong>(2025a), <em>Piani d\u2019azione sull\u2019integrazione dei rischi climatici e ambientali nei processi aziendali delle Lsi: principali evidenze e buone prassi<\/em>.<\/p><p><strong>\u2013 <\/strong>(2025b), <em>Do Firms Care about Climate Change Risks? Survey Evidence from Italy<\/em>.<\/p><p><strong>Basel Committee on Banking Supervision (Bcbs) <\/strong>(2022), <em>Principles for the Effective Management and Supervision of Climate-related Financial Risks<\/em>.<\/p><p><strong>Bolton P., Despr\u00e9s M., Pereira da Silva L., Samama F., Svartzman R. <\/strong>(2020), \u00abGreen Swans\u2019: Central Banks in the Age of Climate- Related Risks\u00bb, in <em>Banque de France Bulletin<\/em>, 229(8), pp. 1-15.<\/p><p><strong>Bolton P., Kacperczyk M. <\/strong>(2021), \u00abDo Investors Care about Carbon Risk?\u00bb, in <em>Journal of Financial Economics<\/em>, 142(2), pp. 517-549.<\/p><p><em>Direttiva (Ue) 2024\/1619 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 maggio 2024, che modifica la direttiva 2013\/36\/Ue per quanto riguarda i poteri di vigilanza, le sanzioni, le succursali di paesi terzi e i rischi ambientali, sociali e di governance<\/em>.<\/p><p><strong>Finance for Biodiversity Foundation and United Nations Environment Programme (Unep) <\/strong>(2024), <em>Finance for Nature Positive: Building a Working Model<\/em>.<\/p><p><strong>Network for Greening the Financial System (Ngfs) <\/strong>(2019), <em>A Call for Action, Climate Change as a Source of Financial Risk<\/em>, First comprehensive report.<\/p>\t\t\n\t<\/div>\n<\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-736f7f2 elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"736f7f2\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">Note<\/h2>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-6c0f21b elementor-widget elementor-widget-pxl_text_editor\" data-id=\"6c0f21b\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"pxl_text_editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"pxl-text-editor\">\n\t<div class=\"pxl-item--inner\" data-wow-delay=\"ms\">\n\t\t<p>La presente ricerca \u00e8 stata finanziata dall\u2019Unione europea \u2013 NextGenerationEu, Missione 4, Componente 2, nell\u2019ambito del progetto Grins &#8211; Growing Resilient, Inclusive and Sustainable (Grins PE00000018 &#8211; Cup D13C22002160001). Gli autori hanno contribuito in egual misura al progetto; i nomi sono riportati in ordine alfabetico.<\/p><p>1 In assenza di una definizione giuridica univoca e codificata di \u00abbanche del territorio\u00bb, utilizziamo tale categoria per indicare intermediari bancari caratterizzati da un forte radicamento e da estesa operativit\u00e0 in territori di riferimento, con un modello di business orientato a una relazione stabile e continuativa con famiglie e piccole e medie imprese della propria area geografica. Un tipico esempio di banche del territorio \u00e8 rappresentato dalle banche di credito cooperativo. Seguiamo in sostanza l\u2019approccio della Banca d\u2019Italia (2015). 2 In mancanza di una definizione normativa univoca di prodotto o finanziamento verde, in questa sede si adotta un\u2019accezione ampia del termine, comprensiva degli strumenti finanziari destinati a sostenere investimenti in materia di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, nonch\u00e9 di tutela dell\u2019ambiente.<\/p>\t\t\n\t<\/div>\n<\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-9eac977 elementor-arrows-position-inside elementor-pagination-position-outside elementor-widget elementor-widget-image-carousel\" data-id=\"9eac977\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-settings=\"{&quot;slides_to_show&quot;:&quot;2&quot;,&quot;navigation&quot;:&quot;both&quot;,&quot;autoplay&quot;:&quot;yes&quot;,&quot;pause_on_hover&quot;:&quot;yes&quot;,&quot;pause_on_interaction&quot;:&quot;yes&quot;,&quot;autoplay_speed&quot;:5000,&quot;infinite&quot;:&quot;yes&quot;,&quot;speed&quot;:500}\" data-widget_type=\"image-carousel.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-image-carousel-wrapper swiper\" role=\"region\" aria-roledescription=\"carousel\" aria-label=\"Carousel of images\" dir=\"ltr\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-image-carousel swiper-wrapper\" aria-live=\"off\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"swiper-slide\" role=\"group\" aria-roledescription=\"slide\" aria-label=\"1 of 9\"><figure class=\"swiper-slide-inner\"><img decoding=\"async\" class=\"swiper-slide-image\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/tab9-clima.png\" alt=\"tab9 clima\" \/><\/figure><\/div><div class=\"swiper-slide\" role=\"group\" aria-roledescription=\"slide\" aria-label=\"2 of 9\"><figure class=\"swiper-slide-inner\"><img decoding=\"async\" class=\"swiper-slide-image\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/tab8-clima.png\" alt=\"tab8 clima\" \/><\/figure><\/div><div class=\"swiper-slide\" role=\"group\" aria-roledescription=\"slide\" aria-label=\"3 of 9\"><figure class=\"swiper-slide-inner\"><img decoding=\"async\" class=\"swiper-slide-image\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/tab7-clima.png\" alt=\"tab7 clima\" \/><\/figure><\/div><div class=\"swiper-slide\" role=\"group\" aria-roledescription=\"slide\" aria-label=\"4 of 9\"><figure class=\"swiper-slide-inner\"><img decoding=\"async\" class=\"swiper-slide-image\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/tab6-clima.png\" alt=\"tab6 clima\" \/><\/figure><\/div><div class=\"swiper-slide\" role=\"group\" aria-roledescription=\"slide\" aria-label=\"5 of 9\"><figure class=\"swiper-slide-inner\"><img decoding=\"async\" class=\"swiper-slide-image\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/tab5-clima.png\" alt=\"tab5 clima\" \/><\/figure><\/div><div class=\"swiper-slide\" role=\"group\" aria-roledescription=\"slide\" aria-label=\"6 of 9\"><figure class=\"swiper-slide-inner\"><img decoding=\"async\" class=\"swiper-slide-image\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/tab4-clima.png\" alt=\"tab4 clima\" \/><\/figure><\/div><div class=\"swiper-slide\" role=\"group\" aria-roledescription=\"slide\" aria-label=\"7 of 9\"><figure class=\"swiper-slide-inner\"><img decoding=\"async\" class=\"swiper-slide-image\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/tab3-clima.png\" alt=\"tab3 clima\" \/><\/figure><\/div><div class=\"swiper-slide\" role=\"group\" aria-roledescription=\"slide\" aria-label=\"8 of 9\"><figure class=\"swiper-slide-inner\"><img decoding=\"async\" class=\"swiper-slide-image\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/tab2-clima.png\" alt=\"tab2 clima\" \/><\/figure><\/div><div class=\"swiper-slide\" role=\"group\" aria-roledescription=\"slide\" aria-label=\"9 of 9\"><figure class=\"swiper-slide-inner\"><img decoding=\"async\" class=\"swiper-slide-image\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/tab1-clima.png\" alt=\"tab1 clima\" \/><\/figure><\/div>\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-swiper-button elementor-swiper-button-prev\" role=\"button\" tabindex=\"0\">\n\t\t\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"eicon-chevron-left\"><\/i>\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-swiper-button elementor-swiper-button-next\" role=\"button\" tabindex=\"0\">\n\t\t\t\t\t\t<i aria-hidden=\"true\" class=\"eicon-chevron-right\"><\/i>\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"swiper-pagination\"><\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-01a2894 elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"01a2894\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">Versione PDF<\/h2>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-80caa1c elementor-widget elementor-widget-shortcode\" data-id=\"80caa1c\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"shortcode.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-shortcode\"><div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Call to Action 3 -->\n<div class=\"well c2a3\">\n        <div class=\"media\">\n          <div class=\"mr-3\" align=\"left\">\n            <!-- <a\n              href=\"https:\/\/www.abi.it\/en\/download\/ottobre-2026-la-gestione-dei-rischi-climatici-nelle-banche-del-territorio-di-giuliana-birindelli-aline-miazza-e-vera-palea\/?wpdmdl=62994&refresh=6ae749d9c4b461793542617\"\n              role=\"button\"\n              aria-label=\"download file\"\n              aria-hidden=\"true\"\n            > -->\n              <svg\n                width=\"56\"\n                height=\"67\"\n                viewbox=\"0 0 56 67\"\n                fill=\"none\"\n                xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\"\n              >\n                <circle\n                  cx=\"27.5772\"\n                  cy=\"33.4703\"\n                  r=\"19\"\n                  transform=\"rotate(-45 27.5772 33.4703)\"\n                  fill=\"white\"\n                  stroke=\"#1E5580\"\n                \/>\n                <mask\n                  id=\"mask0_3240_9322\"\n                  style=\"mask-type: alpha\"\n                  maskunits=\"userSpaceOnUse\"\n                  x=\"15\"\n                  y=\"21\"\n                  width=\"25\"\n                  height=\"25\"\n                >\n                  <rect\n                    x=\"15.7393\"\n                    y=\"21.3075\"\n                    width=\"24\"\n                    height=\"24\"\n                    fill=\"#D9D9D9\"\n                  \/>\n                <\/mask>\n                <g mask=\"url(#mask0_3240_9322)\">\n                  <path\n                    d=\"M27.7393 36.8845L24.2008 33.346L24.9085 32.6267L27.2393 34.9575V26.3075H28.2393V34.9575L30.57 32.6267L31.2778 33.346L27.7393 36.8845ZM22.3548 40.3075C21.8944 40.3075 21.5101 40.1533 21.2018 39.845C20.8934 39.5367 20.7393 39.1523 20.7393 38.692V36.269H21.7393V38.692C21.7393 38.846 21.8033 38.9871 21.9315 39.1152C22.0597 39.2434 22.2008 39.3075 22.3548 39.3075H33.1238C33.2778 39.3075 33.4188 39.2434 33.547 39.1152C33.6752 38.9871 33.7393 38.846 33.7393 38.692V36.269H34.7393V38.692C34.7393 39.1523 34.5851 39.5367 34.2768 39.845C33.9684 40.1533 33.5841 40.3075 33.1238 40.3075H22.3548Z\"\n                    fill=\"#1E5580\"\n                  \/>\n                <\/g>\n              <\/svg>\n            <!-- <\/a> -->\n          <\/div>\n          <div class=\"media-body\">\n            <p\n              class=\"media-heading\"\n              style=\"                padding-top: 0px;                border: 0px;                margin: 0 0 5px 0;                font-size: 12pt;              \"\n            >\n              <a style=\"font-weight: 700\" href=\"https:\/\/www.abi.it\/en\/download\/ottobre-2026-la-gestione-dei-rischi-climatici-nelle-banche-del-territorio-di-giuliana-birindelli-aline-miazza-e-vera-palea\/?wpdmdl=62994&refresh=6ae749d9c4b461793542617\">OTTOBRE 2026 \u2013 La gestione dei rischi climatici nelle banche del territorio di Giuliana Birindelli, Aline Miazza e Vera Palea<\/a>\n            <\/p>\n            \n              \n            <div class=\"counters\">\n                <span\n                    style=\"font-size: 14px !important; font-weight: 400;\"\n                    class=\"text-muted ml-4\"\n                > \n                <\/span>\n              <span\n                style=\"font-size: 13px !important; font-weight: 300\"\n                class=\"text-muted ml-4\"\n              > 30 October 2026\n              <\/span>\n            <\/div>\n \n            <!--...-->\n          <\/div>\n          <!--\n    <div class=\"ml-3\" align=\"right\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/www.abi.it\/en\/download\/ottobre-2026-la-gestione-dei-rischi-climatici-nelle-banche-del-territorio-di-giuliana-birindelli-aline-miazza-e-vera-palea\/?wpdmdl=62994&refresh=6ae749d9c4b461793542617\">Download<\/a>\n    <\/div>\n            -->\n        <\/div>\n      <\/div>\n \n      <style>\n        .well.c2a3 {\n          font-family: 'Mulish' !important;\n          background-color: white !important;\n          height: auto !important;\n          margin-bottom: 0px !important;\n        }\n        \n        .well.c2a3 .btn {\n          padding: 11px 30px;\n          font-size: 11pt;\n        }\n        \n        .text-muted.ml-4 p {\n            margin-bottom: 0px !important;\n        }\n \n        .well.c2a3 .media-body {\n          font-size: 11pt;\n          \/*To take the full width on mobile screen*\/\n          min-width: 300px;\n        }\n \n        .well.c2a3 .wpdm_icon {\n          height: 42px;\n          width: auto;\n        }\n        .media {\n          display: flex;\n          align-items: center !important;\n        }\n        .media-heading a {\n          color: #074973 !important;\n        }\n        .counters {\n          display: flex;\n          flex-direction: column !important;\n          justify-content: flex-start !important;\n        }\n        .text-muted.ml-4 {\n          margin-left: 0px !important;\n          margin-bottom: 5px !important;\n        }\n      <\/style>\n\n<!--\n<div class=\"well c2a3\">\n    <div class=\"media\">\n        <div class=\"mr-3\" align=\"left\">\n            <img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/>\n        <\/div>\n        <div class=\"media-body\">\n            <h3 class=\"media-heading\" style=\"padding-top: 0px;border:0px;margin: 0 0 5px 0;font-size:12pt;\">\n                <a style=\"font-weight: 700\" href=\"https:\/\/www.abi.it\/en\/download\/ottobre-2026-la-gestione-dei-rischi-climatici-nelle-banche-del-territorio-di-giuliana-birindelli-aline-miazza-e-vera-palea\/\">OTTOBRE 2026 \u2013 La gestione dei rischi climatici nelle banche del territorio di Giuliana Birindelli, Aline Miazza e Vera Palea<\/a>\n                <span style=\"font-size:8pt;font-weight:300\" class=\"text-muted ml-4\">\n                    <i class=\"fas fa-hdd mr-1\"><\/i> 561.95 KB\n                    <i class=\"ml-3 far fa-arrow-alt-circle-down mr-1\"><\/i> 29 downloads\n                <\/span>\n            <\/h3>\n            ...\n        <\/div>\n        <div class=\"ml-3\" align=\"right\">\n            <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/www.abi.it\/en\/download\/ottobre-2026-la-gestione-dei-rischi-climatici-nelle-banche-del-territorio-di-giuliana-birindelli-aline-miazza-e-vera-palea\/?wpdmdl=62994&refresh=6ae749d9c4b461793542617\">Download<\/a>\n        <\/div>\n    <\/div>\n\n<\/div>\n-->\n<!--\n<style>\n    .well.c2a3 .btn {\n        padding: 11px 30px;\n        font-size: 11pt;\n    }\n\n    .well.c2a3 .media-body {\n        font-size: 11pt;\n    }\n\n    .well.c2a3 .wpdm_icon {\n        height: 42px;\n        width: auto;\n    }<\/style>\n--><\/div><\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-d3cecc3 elementor-widget elementor-widget-pxl_divider\" data-id=\"d3cecc3\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"pxl_divider.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"pxl-divider  pxl-particle-right none none\"><\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-dae9a8d e-con-full elementor-hidden-tablet_extra elementor-hidden-tablet elementor-hidden-mobile_extra elementor-hidden-mobile e-flex e-con e-child\" data-id=\"dae9a8d\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-947ef05 e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"947ef05\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-75b5a75 e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"75b5a75\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo studio analizza le modalit\u00e0 di integrazione del rischio climatico nelle banche del territorio italiane, sulla base dei risultati di una survey condotta nel 2025. Dall\u2019analisi emerge che l\u2019integrazione dei fattori Esg risulta relativamente avanzata sotto il profilo degli assetti di governance e dello sviluppo dell\u2019offerta sostenibile, mentre l\u2019adozione di strumenti di gestione del rischio con carattere vincolante rimane parziale e le politiche di esclusione dalle fonti fossili risultano marginali. Nel complesso, si delinea un modello di integrazione dei rischi climatici di natura selettiva e incrementale, riconducibile prevalentemente a un approccio di accompagnamento alla transizione, anzich\u00e9 di esclusione delle controparti maggiormente esposte ai rischi climatici. <\/p>","protected":false},"author":13,"featured_media":55667,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"elementor_header_footer","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[313,343],"tags":[],"class_list":["post-62999","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli-bancaria","category-ottobre-2026"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>La gestione dei rischi climatici nelle banche del territorio di Giuliana Birindelli, Aline Miazza e Vera Palea - ABI - Associazione Bancaria Italiana<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/abi-newsite.azurewebsites.net\/la-gestione-dei-rischi-climatici-nelle-banche-del-territorio-di-giuliana-birindelli-aline-miazza-e-vera-palea\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"en_GB\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"La gestione dei rischi climatici nelle banche del territorio di Giuliana Birindelli, Aline Miazza e Vera Palea - ABI - Associazione Bancaria Italiana\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Questo studio analizza le modalit\u00e0 di integrazione del rischio climatico nelle banche del territorio italiane, sulla base dei risultati di una survey condotta nel 2025. Dall\u2019analisi emerge che l\u2019integrazione dei fattori Esg risulta relativamente avanzata sotto il profilo degli assetti di governance e dello sviluppo dell\u2019offerta sostenibile, mentre l\u2019adozione di strumenti di gestione del rischio con carattere vincolante rimane parziale e le politiche di esclusione dalle fonti fossili risultano marginali. Nel complesso, si delinea un modello di integrazione dei rischi climatici di natura selettiva e incrementale, riconducibile prevalentemente a un approccio di accompagnamento alla transizione, anzich\u00e9 di esclusione delle controparti maggiormente esposte ai rischi climatici.\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/abi-newsite.azurewebsites.net\/la-gestione-dei-rischi-climatici-nelle-banche-del-territorio-di-giuliana-birindelli-aline-miazza-e-vera-palea\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"ABI - Associazione Bancaria Italiana\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2026-10-30T10:51:32+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2026-10-30T10:58:36+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.abi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/2026-Copertine-Sito-Bancaria-72dpi-1600x812-1.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1600\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"812\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"d.dallagnola@abi.it\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Written by\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"d.dallagnola@abi.it\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Estimated reading time\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"34 minutes\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/abi-newsite.azurewebsites.net\\\/la-gestione-dei-rischi-climatici-nelle-banche-del-territorio-di-giuliana-birindelli-aline-miazza-e-vera-palea\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/abi-newsite.azurewebsites.net\\\/la-gestione-dei-rischi-climatici-nelle-banche-del-territorio-di-giuliana-birindelli-aline-miazza-e-vera-palea\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"d.dallagnola@abi.it\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.abi.it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/8d7623c8513dbb5238b74efeca0b9066\"},\"headline\":\"La gestione dei rischi climatici nelle banche del territorio di Giuliana Birindelli, Aline Miazza e Vera Palea\",\"datePublished\":\"2026-10-30T10:51:32+00:00\",\"dateModified\":\"2026-10-30T10:58:36+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/abi-newsite.azurewebsites.net\\\/la-gestione-dei-rischi-climatici-nelle-banche-del-territorio-di-giuliana-birindelli-aline-miazza-e-vera-palea\\\/\"},\"wordCount\":6002,\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/abi-newsite.azurewebsites.net\\\/la-gestione-dei-rischi-climatici-nelle-banche-del-territorio-di-giuliana-birindelli-aline-miazza-e-vera-palea\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/03\\\/2026-Copertine-Sito-Bancaria-72dpi-1600x812-1.jpg\",\"articleSection\":[\"Articoli Bancaria\",\"Ottobre 2026\"],\"inLanguage\":\"en-GB\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/abi-newsite.azurewebsites.net\\\/la-gestione-dei-rischi-climatici-nelle-banche-del-territorio-di-giuliana-birindelli-aline-miazza-e-vera-palea\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/abi-newsite.azurewebsites.net\\\/la-gestione-dei-rischi-climatici-nelle-banche-del-territorio-di-giuliana-birindelli-aline-miazza-e-vera-palea\\\/\",\"name\":\"La gestione dei rischi climatici nelle banche del territorio di Giuliana Birindelli, Aline Miazza e Vera Palea - ABI - Associazione Bancaria Italiana\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.abi.it\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/abi-newsite.azurewebsites.net\\\/la-gestione-dei-rischi-climatici-nelle-banche-del-territorio-di-giuliana-birindelli-aline-miazza-e-vera-palea\\\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/abi-newsite.azurewebsites.net\\\/la-gestione-dei-rischi-climatici-nelle-banche-del-territorio-di-giuliana-birindelli-aline-miazza-e-vera-palea\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/03\\\/2026-Copertine-Sito-Bancaria-72dpi-1600x812-1.jpg\",\"datePublished\":\"2026-10-30T10:51:32+00:00\",\"dateModified\":\"2026-10-30T10:58:36+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.abi.it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/8d7623c8513dbb5238b74efeca0b9066\"},\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/abi-newsite.azurewebsites.net\\\/la-gestione-dei-rischi-climatici-nelle-banche-del-territorio-di-giuliana-birindelli-aline-miazza-e-vera-palea\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"en-GB\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/abi-newsite.azurewebsites.net\\\/la-gestione-dei-rischi-climatici-nelle-banche-del-territorio-di-giuliana-birindelli-aline-miazza-e-vera-palea\\\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"en-GB\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/abi-newsite.azurewebsites.net\\\/la-gestione-dei-rischi-climatici-nelle-banche-del-territorio-di-giuliana-birindelli-aline-miazza-e-vera-palea\\\/#primaryimage\",\"url\":\"\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/03\\\/2026-Copertine-Sito-Bancaria-72dpi-1600x812-1.jpg\",\"contentUrl\":\"\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/03\\\/2026-Copertine-Sito-Bancaria-72dpi-1600x812-1.jpg\",\"width\":1600,\"height\":812},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/abi-newsite.azurewebsites.net\\\/la-gestione-dei-rischi-climatici-nelle-banche-del-territorio-di-giuliana-birindelli-aline-miazza-e-vera-palea\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/abi-newsite.azurewebsites.net\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"La gestione dei rischi climatici nelle banche del territorio di Giuliana Birindelli, Aline Miazza e Vera Palea\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.abi.it\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.abi.it\\\/\",\"name\":\"ABI - Associazione Bancaria Italiana\",\"description\":\"\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.abi.it\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"en-GB\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.abi.it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/8d7623c8513dbb5238b74efeca0b9066\",\"name\":\"d.dallagnola@abi.it\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"en-GB\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/367e21eb040cceec8e0a6dcee800bdb1d50d194410b8bd5a7dde223c12d2ec86?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/367e21eb040cceec8e0a6dcee800bdb1d50d194410b8bd5a7dde223c12d2ec86?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/367e21eb040cceec8e0a6dcee800bdb1d50d194410b8bd5a7dde223c12d2ec86?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"d.dallagnola@abi.it\"},\"url\":\"https:\\\/\\\/www.abi.it\\\/en\\\/author\\\/d-dallagnolaabi-it\\\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"La gestione dei rischi climatici nelle banche del territorio di Giuliana Birindelli, Aline Miazza e Vera Palea - ABI - Associazione Bancaria Italiana","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/abi-newsite.azurewebsites.net\/la-gestione-dei-rischi-climatici-nelle-banche-del-territorio-di-giuliana-birindelli-aline-miazza-e-vera-palea\/","og_locale":"en_GB","og_type":"article","og_title":"La gestione dei rischi climatici nelle banche del territorio di Giuliana Birindelli, Aline Miazza e Vera Palea - ABI - Associazione Bancaria Italiana","og_description":"Questo studio analizza le modalit\u00e0 di integrazione del rischio climatico nelle banche del territorio italiane, sulla base dei risultati di una survey condotta nel 2025. Dall\u2019analisi emerge che l\u2019integrazione dei fattori Esg risulta relativamente avanzata sotto il profilo degli assetti di governance e dello sviluppo dell\u2019offerta sostenibile, mentre l\u2019adozione di strumenti di gestione del rischio con carattere vincolante rimane parziale e le politiche di esclusione dalle fonti fossili risultano marginali. Nel complesso, si delinea un modello di integrazione dei rischi climatici di natura selettiva e incrementale, riconducibile prevalentemente a un approccio di accompagnamento alla transizione, anzich\u00e9 di esclusione delle controparti maggiormente esposte ai rischi climatici.","og_url":"https:\/\/abi-newsite.azurewebsites.net\/la-gestione-dei-rischi-climatici-nelle-banche-del-territorio-di-giuliana-birindelli-aline-miazza-e-vera-palea\/","og_site_name":"ABI - Associazione Bancaria Italiana","article_published_time":"2026-10-30T10:51:32+00:00","article_modified_time":"2026-10-30T10:58:36+00:00","og_image":[{"width":1600,"height":812,"url":"https:\/\/www.abi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/2026-Copertine-Sito-Bancaria-72dpi-1600x812-1.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"d.dallagnola@abi.it","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Written by":"d.dallagnola@abi.it","Estimated reading time":"34 minutes"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/abi-newsite.azurewebsites.net\/la-gestione-dei-rischi-climatici-nelle-banche-del-territorio-di-giuliana-birindelli-aline-miazza-e-vera-palea\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/abi-newsite.azurewebsites.net\/la-gestione-dei-rischi-climatici-nelle-banche-del-territorio-di-giuliana-birindelli-aline-miazza-e-vera-palea\/"},"author":{"name":"d.dallagnola@abi.it","@id":"https:\/\/www.abi.it\/#\/schema\/person\/8d7623c8513dbb5238b74efeca0b9066"},"headline":"La gestione dei rischi climatici nelle banche del territorio di Giuliana Birindelli, Aline Miazza e Vera Palea","datePublished":"2026-10-30T10:51:32+00:00","dateModified":"2026-10-30T10:58:36+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/abi-newsite.azurewebsites.net\/la-gestione-dei-rischi-climatici-nelle-banche-del-territorio-di-giuliana-birindelli-aline-miazza-e-vera-palea\/"},"wordCount":6002,"image":{"@id":"https:\/\/abi-newsite.azurewebsites.net\/la-gestione-dei-rischi-climatici-nelle-banche-del-territorio-di-giuliana-birindelli-aline-miazza-e-vera-palea\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/2026-Copertine-Sito-Bancaria-72dpi-1600x812-1.jpg","articleSection":["Articoli Bancaria","Ottobre 2026"],"inLanguage":"en-GB"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/abi-newsite.azurewebsites.net\/la-gestione-dei-rischi-climatici-nelle-banche-del-territorio-di-giuliana-birindelli-aline-miazza-e-vera-palea\/","url":"https:\/\/abi-newsite.azurewebsites.net\/la-gestione-dei-rischi-climatici-nelle-banche-del-territorio-di-giuliana-birindelli-aline-miazza-e-vera-palea\/","name":"La gestione dei rischi climatici nelle banche del territorio di Giuliana Birindelli, Aline Miazza e Vera Palea - ABI - Associazione Bancaria Italiana","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.abi.it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/abi-newsite.azurewebsites.net\/la-gestione-dei-rischi-climatici-nelle-banche-del-territorio-di-giuliana-birindelli-aline-miazza-e-vera-palea\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/abi-newsite.azurewebsites.net\/la-gestione-dei-rischi-climatici-nelle-banche-del-territorio-di-giuliana-birindelli-aline-miazza-e-vera-palea\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/2026-Copertine-Sito-Bancaria-72dpi-1600x812-1.jpg","datePublished":"2026-10-30T10:51:32+00:00","dateModified":"2026-10-30T10:58:36+00:00","author":{"@id":"https:\/\/www.abi.it\/#\/schema\/person\/8d7623c8513dbb5238b74efeca0b9066"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/abi-newsite.azurewebsites.net\/la-gestione-dei-rischi-climatici-nelle-banche-del-territorio-di-giuliana-birindelli-aline-miazza-e-vera-palea\/#breadcrumb"},"inLanguage":"en-GB","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/abi-newsite.azurewebsites.net\/la-gestione-dei-rischi-climatici-nelle-banche-del-territorio-di-giuliana-birindelli-aline-miazza-e-vera-palea\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"en-GB","@id":"https:\/\/abi-newsite.azurewebsites.net\/la-gestione-dei-rischi-climatici-nelle-banche-del-territorio-di-giuliana-birindelli-aline-miazza-e-vera-palea\/#primaryimage","url":"\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/2026-Copertine-Sito-Bancaria-72dpi-1600x812-1.jpg","contentUrl":"\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/2026-Copertine-Sito-Bancaria-72dpi-1600x812-1.jpg","width":1600,"height":812},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/abi-newsite.azurewebsites.net\/la-gestione-dei-rischi-climatici-nelle-banche-del-territorio-di-giuliana-birindelli-aline-miazza-e-vera-palea\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/abi-newsite.azurewebsites.net\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"La gestione dei rischi climatici nelle banche del territorio di Giuliana Birindelli, Aline Miazza e Vera Palea"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.abi.it\/#website","url":"https:\/\/www.abi.it\/","name":"ABI - Italian Banking Association","description":"","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.abi.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"en-GB"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.abi.it\/#\/schema\/person\/8d7623c8513dbb5238b74efeca0b9066","name":"d.dallagnola@abi.it","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"en-GB","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/367e21eb040cceec8e0a6dcee800bdb1d50d194410b8bd5a7dde223c12d2ec86?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/367e21eb040cceec8e0a6dcee800bdb1d50d194410b8bd5a7dde223c12d2ec86?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/367e21eb040cceec8e0a6dcee800bdb1d50d194410b8bd5a7dde223c12d2ec86?s=96&d=mm&r=g","caption":"d.dallagnola@abi.it"},"url":"https:\/\/www.abi.it\/en\/author\/d-dallagnolaabi-it\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.abi.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/62999","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.abi.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.abi.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.abi.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/13"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.abi.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=62999"}],"version-history":[{"count":11,"href":"https:\/\/www.abi.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/62999\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":63058,"href":"https:\/\/www.abi.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/62999\/revisions\/63058"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.abi.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/55667"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.abi.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=62999"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.abi.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=62999"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.abi.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=62999"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}