Lavoro in Banca: crescono le conciliazioni individuali

​(12 marzo 2013) Quest’anno, si è registrato un aumento di circa il 30% del numero delle conciliazioni individuali di lavoro rispetto al 2011, a ulteriore dimostrazione della preferenza delle aziende per questo strumento in luogo delle conciliazioni presso le Direzioni territoriali del lavoro, anche per l’efficienza e la rapidità garantita dall’ABI. L’istituto risulta apprezzato sia dagli Associati piccoli e medi che dai grandi Gruppi. In particolare nell’ultimo biennio si è registrato un larghissimo utilizzo dell’istituto proprio da parte dei gruppi bancari di maggior dimensione, interessati da importanti processi di riorganizzazione e ristrutturazione.  


​Numeri, motivazioni e accordi
Nel 2012 sono state effettuate 2.804 conciliazioni (2.152 nel 2011) di cui 2.473 per le aree professionali e i quadri direttivi e 331 per i dirigenti.
Le principali motivazioni hanno riguardato in gran parte la risoluzione del rapporto di lavoro per più di 1.300 conciliazioni, in buona parte chiuse con esodi incentivati.
Complessivamente, nel periodo 2002-2012, sono state effettuate da ABI e sindacati 17.371 conciliazioni individuali, delle quali l’89% relative a personale appartenente ai quadri direttivi e alle aree professionali (per un totale di 15.680) e l’11% ai dirigenti (complessivamente 1.855).
Risultano diversificate le tematiche affrontate in sede di conciliazione e rispecchiano la complessità che ha assunto nel tempo la gestione del fattore “lavoro” in azienda: da questioni quali la previdenza complementare, le mansioni, gli inquadramenti o il trattamento economico, ad argomenti più peculiari connessi alle rilevanti ristrutturazioni e concentrazioni. In molte occasioni, infatti, l’attività svolta dalla Commissione di conciliazione, oltre a definire le vertenze in atto ha consentito, a tratto più generale, di realizzare le condizioni per il perfezionarsi di complesse operazioni societarie di ristrutturazione e/o di esodo che gli Uffici ABI hanno seguito attivamente nel loro svolgimento.
Diversi accordi sindacali hanno espressamente previsto – su indicazione dell’ABI – di concludere le delicate procedure sindacali con apposite transazioni, allo scopo di attribuire certezza agli assetti realizzati e renderne inoppugnabili gli effetti.
In tal senso si previene anche la diffusione, successivamente alla cessazione del rapporto, di un contenzioso di rilievo economico (ad esempio mancato computo ai fini del tfr di elementi retributivi risalenti nel tempo) ma molto oneroso per le aziende anche sotto il profilo organizzativo.

La consulenza dell’Associazione
Rispetto al quadro fin qui descritto, la Direzione sindacale e del lavoro ABI ha svolto una intensa attività di consulenza e assistenza alle imprese tramite l’Ufficio relazioni sindacali e l’Ufficio consulenza del lavoro). Ha in sostanza coadiuvato le aziende nella fase di analisi delle vertenze, anche per valutare la possibilità di una loro composizione. In presenza di questa possibilità, l’ABI affianca sempre l’azienda nell’elaborazione del verbale di conciliazione, suggerendo le migliori soluzioni tecniche.
L’Associazione si fa inoltre carico della gestione dei rapporti con le Segreterie nazionali delle organizzazioni sindacali interessate, anche allo scopo di facilitare la condivisione del verbale di conciliazione per giungere alla definizione nel più breve tempo possibile, assicurando la massima tempestività, uno dei “valori” riconosciuti dalle imprese alle conciliazioni in sede ABI.
In prospettiva, si tratta di un impegno che si preannuncia elevato alla luce della implementazione dei processi di riorganizzazione e ristrutturazione in atto nel sistema e della circostanza che numerosi accordi di gruppo prevedono la formalizzazione degli esodi in sede “protetta” anche per il 2013.
Va infine ricordato che nell’ambito del confronto terminato il 19 dicembre scorso con le organizzazioni sindacali per la definizione del testo coordinato del Ccnl è stata inserita la previsione che “la Commissione paritetica di conciliazione è abilitata alla convalida delle dimissioni e delle risoluzioni consensuali del rapporto di lavoro ex art. 4, comma 17, l. 28 giugno 2012, n. 92” (art. 11, comma 13 del testo coordinato). Pertanto presso la Commissione si può ora procedere alla convalida di dimissioni o risoluzioni consensuali realizzatesi anche al di fuori di un accordo transattivo più generale.