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Demografia, crescita, inclusione: le banche alla prova longevity

Gianni Franco Papa, Amministratore Delegato BPER*

L’evoluzione demografica porta con sé implicazioni sulla crescita economica e sulla produttività, in Europa e in Italia. Anche il settore bancario è chiamato a fronteggiare le nuove sfide legate ai cambiamenti demografici e alle diseguaglianze sociali ed economiche potenzialmente connesse e a intercettare bisogni emergenti, non esclusivamente finanziari. In questo scenario, l’ABI ha costituito il Comitato Tecnico Strategico «Evoluzione demografica e servizi bancari», quale sede di confronto tra le banche sulle priorità legate a questi cambiamenti strutturali al fine di condividere buone pratiche, riflessioni e proposte di intervento e di individuare soluzioni in grado di generare un impatto positivo nel medio-lungo termine.

1. Le banche e la questione demografica

Farsi interpreti delle dinamiche che riguardano il mercato, verso clienti e stakeholder, è per il mondo bancario una responsabilità e un impegno quotidiano. L’obiettivo è quello di supportare una crescita economica equilibrata per il benessere del Paese e dei territori in cui si opera, mettendo al centro dialogo e ascolto per rispondere ai nuovi bisogni in modo puntuale e innovativo. Il settore ha progressivamente aggiunto all’intermediazione del credito un ruolo sempre più ampio e strategico, per intercettare esigenze eterogenee, non solo finanziarie, ma anche sociali e culturali, affrontando temi di rilievo e di attualità. Uno di questi temi, trasversale e che riguarda tutti, è rappresentato dalla questione demografica. Ci stiamo confrontando già da tempo con molti cambiamenti, perché l’evoluzione demografica porta con sé implicazioni sulla crescita economica e sulla produttività, in Europa e in Italia. Il calo della natalità, l’allungamento delle prospettive di vita e la trasformazione della struttura della popolazione si riflettono nell’attività delle banche e ci invitano a riflettere su come fornire sempre maggior supporto, sostegno e protezione a una popolazione caratterizzata da nuovi bisogni, anche finanziari. Si pensi al ruolo del mondo bancario nell’accompagnare l’intero ciclo di vita dei clienti, con una costante attenzione a offrire servizi e prodotti che spaziano da strumenti di tutela del risparmio, per l’acquisto della prima casa, alla previdenza complementare, alla protezione, anche di natura sanitaria, al ricambio generazionale, alla valorizzazione del capitale umano attraverso l’ampliamento e la riqualificazione delle competenze.

2. L’impegno dell’ABI in tema di evoluzione demografica

Per rispondere alle nuove sfide dei cambiamenti demografici e delle disuguaglianze sociali ed economiche potenzialmente connesse, l’Associazione Bancaria Italiana ha messo il tema al centro del suo impegno, sviluppandolo nell’ambito degli otto macro-trend individuati per guidare l’azione associativa. Questo tema viene affrontato, in particolare, attraverso, il Comitato Tecnico Strategico «Evoluzione demografica e servizi bancari», quale sede comune dove le banche possono confrontarsi sulle priorità relative a queste tendenze e cambiamenti strutturali, al fine di condividere buone pratiche, riflessioni e proposte di intervento in risposta ai bisogni di una popolazione in evoluzione, individuando soluzioni di impatto positivo nel medio-lungo termine. Al Comitato Tecnico Strategico, che ho la responsabilità di guidare, partecipa una rappresentanza di banche diverse, in termini di dimensioni, presenza sul territorio o specializzazione: da realtà più grandi di scala pan-europea a banche locali e di prossimità. Ciò permette di coniugare prospettive molteplici nel percorso da fare insieme, perché si portano al tavolo esperienze diverse ma anche bisogni diversi dei clienti, alla luce delle peculiarità dei territori in cui le banche operano. Ci occupiamo della questione demografica con una duplice vista: – interna al mondo bancario, guardando alle banche come realtà di impresa alle quali i cambiamenti demografici impongono riflessioni importanti sulla sostenibilità del modello di business, come per esempio la composizione del personale in termini di età o di competenze, la continua formazione, la ricerca di nuovi profili professionali, la definizione di nuovi percorsi di carriera; – esterna, in ottica sistema Paese, nella consapevolezza che la nuova demografia porta con sé cambiamenti strutturali nella popolazione, a livello di famiglie, privati, imprese ed enti del territorio, che si riflettono anche in comportamenti e preferenze in tema di consumi, esigenze sanitarie, scelte finanziarie, risparmi, ecc. A questo si aggiungono le nuove sfide per le imprese, sia a livello di sviluppo di business che di gestione interna. Per affrontare aspetti così eterogenei, contestualizzando l’impegno del mondo bancario nello scenario attuale e in prospettiva, il Comitato si avvale del supporto di un organo consultivo e tecnico (Advisory Board), costituito da esponenti di primo piano nei campi dell’economia, della demografia, della parità di genere e del terzo settore. All’Advisory Board partecipano il Card. G. Ravasi, il Rettore Prof. F. Billari, la Dott.ssa M. Poletto, la Prof.ssa A. Rinaldi e il Prof. A. Rosina che con la loro competenza e professionalità contribuiscono a dare una visione più ampia alle riflessioni interne al Comitato, permettendoci di individuare priorità in modo condiviso, a livello di settore. Il Comitato sta sviluppando un lavoro articolato su più livelli. Uno dei primi risultati è un’indagine sul cambiamento demografico in atto, sugli impatti sullo sviluppo economico e sociale e sulle previsioni di crescita del Paese.

3. L’indagine «Evoluzione sociale e servizi bancari»

L’indagine descrive il quadro demografico nazionale attuale e le principali tendenze attese, che in sintesi si possono ricondurre alla diminuzione della popolazione e al suo progressivo invecchiamento valutandone i possibili riflessi sul mercato del lavoro, sulla crescita economica, sul welfare e sulle imprese. Allo stesso tempo presenta i risultati di un’analisi quantitativa, finalizzata a stimare l’impatto delle dinamiche demografiche sulla crescita economica di medio-lungo periodo. In questo quadro, si individuano quattro possibili leve su cui agire per mitigare gli effetti negativi sulla crescita: occupazione giovanile, occupazione femminile, gestione dei flussi migratori e valorizzazione dei giovani laureati, quantificandone il potenziale contributo al Pil rispetto allo scenario di base. Il lavoro è stato presentato il 18 maggio a Roma nella sede ABI di Palazzo Altieri alla presenza di accademici, rappresentanti del mondo bancario e della finanza, istituzioni ed esperti dei temi sociali con cui le banche collaborano. Questa indagine dà al nostro settore un punto di partenza condiviso per: – disporre di una fotografia dei dati demografici da un punto di vista «banking» per individuare come allocare in modo sempre più efficace le risorse e mitigare i possibili fattori di rischio; – comprendere in dettaglio i fenomeni demografici, come strumento per fare delle ipotesi di scenario futuro e orientare l’offerta di prodotti e servizi, in risposta ai nuovi bisogni; – individuare elementi innovativi per trasformare la sfida demografica in opportunità, tenendo insieme esigenze eterogenee, in una logica di piena inclusione. Grazie al lavoro svolto il Comitato intende agire su tre linee di intervento principali. Da un lato si tratta di supportare la crescita economica rispondendo ai nuovi bisogni, con un’offerta bancaria sempre più ampia e innovativa, che tenga conto delle esigenze finanziarie di una popolazione che vive più a lungo (Longevity & Silver Economy), mantenendo alta l’attenzione anche su famiglie e natalità. Dall’altro, di contribuire alla sostenibilità del welfare promuovendo una maggiore collaborazione tra pubblico e privato, con particolare riferimento al sistema pensionistico e al sistema sanitario. A ciò si affianca l’esigenza di accompagnare le imprese in tutto il loro ciclo di vita, dall’avvio all’internazionalizzazione fino al cambio generazionale, anche per mitigare il calo di natalità delle imprese, con particolare attenzione all’occupazione femminile e giovanile.

4. Conclusioni

È un lavoro intenso, che richiede tempo e grande collaborazione tra tutti i membri del Comitato, con cui stiamo operando a pieno ritmo per tradurre questo cantiere in elementi concreti, quali:
– la formulazione di proposte da portare al regolatore, indirizzate prioritariamente a giovani, donne, capitale umano e cittadini stranieri;
– la condivisione e promozione, dentro e fuori il settore, delle buone prassi che abbiamo già sviluppato e che possono diventare un riferimento per altri operatori quale elemento di conoscenza condivisa;
– l’avvio di iniziative pragmatiche e attuabili, anche in tempi rapidi, da parte delle singole banche per accompagnare questa evoluzione.
La sfida più importante in questo contesto è quella di trovare soluzioni pratiche, ma soprattutto di «non lasciare indietro nessuno», tenendo alta la capacità di mettersi in ascolto e considerare l’inclusione finanziaria e sociale come una finalità comune, imprescindibile. Come settore bancario siamo pronti a fare la nostra parte.

Note

* Presidente del Comitato Tecnico Strategico dell’ABI «Evoluzione demografica e servizi bancari».

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