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AgeTech, quando la vecchiaia sposa il digitale

Ildegarda Ferraro, ABI

Invecchiamo costantemente, almeno qui da noi, in questa parte del mondo. E lo faremo
sempre di più. Possono esserci stop, come con la pandemia Covid, ma la tendenza è
l’avanzare dell’età. La tecnologia intanto conquista posizioni. Insieme a un’economia
dedicata alla terza età in costante crescita. L’AgeTech si occupa proprio di questo, della
connessione importante tra i nuovi bisogni dei vecchi e risposte che possono essere
date anche dall’Intelligenza artificiale.

Un mondo sempre più vecchio

Anche solo pochi numeri possono dare bene d’idea di come vanno e come andranno le cose sotto questo cielo. Perché va da sé che non siamo sotto un unico cielo: paesi giovani si confrontano con sezioni del mondo come il nostro in cui invecchiamo costantemente. Nel 1950 65,7 anni, nel 2024 83,9 anni, nel 2050 87,2 anni. È l’aspettativa di vita in Italia. La fonte è Teha Group-Axa su dati Un 2026, come riportato nella prima edizione del Rapporto «Community Longevity+- Fare dell’Italia il Paese leader nell’innovazione per la longevità». Aumentano gli anni da vivere, ma secondo Teha Group crescono di quasi 5 anni tra il 2004 e il 2023 anche quelli in cattiva salute, analizzando il Rapporto Meridiano Sanità su dati Eurostat. E nel 2050 il 75% della spesa sanitaria pubblica si concentrerà nelle fasce d’età over 60, mentre si è attestata al 61% nel 2024.

Silver economy

È un’economia in crescita quella focalizzata sulla terza età. Il valore nei paesi Eu27 è di 3,7 trilioni di euro per il 2015 e di 5,7 nel 2025. Il Rapporto Teha evidenzia che: «la Silver economy europea – cioè la dimensione economica della longevità – genera fino a 6,4 trilioni di euro di contributo al Pil europeo e 88 milioni di posti di lavoro. All’intersezione tra nuovi bisogni sociali e vincoli di sostenibilità emergono quindi nuovi mercati, che aprono spazi di opportunità per ripensare servizi e modelli di offerta, stimolando l’innovazione, gli investimenti e la crescita complessiva». Insomma, non tutto il male viene per nuocere e l’invecchiamento può anche rappresentare il nuovo che avanza. Cresce e soprattutto aumenterà il peso degli over 50 nella spesa. E, visto che la vita diventa sempre più lunga, crescono non solo gli acquisti tipici dell’invecchiamento. «La quota di consumi attribuibili agli over 50 è destinata ad aumentare in quasi tutti i comparti, non solo quelli tradizionalmente associati all’invecchiamento – come salute (83% nel 2050, +5,7 rispetto al 2020) e housing (79,1% nel 2050, +9,1 sul 2020) – ma anche in settori in cui oggi gli over 50 non rappresentano il principale segmento di domanda, come l’istruzione (57,9 nel 2050, +15,5 rispetto al 2020)». In prospettiva crescono anche i servizi ricreativi e cultura (+8,2% nel 2050 sul 2020), mobili e arredamento (+11,4), trasporti (+6,6), abbigliamento e calzature (+10,30), ristoranti e alberghi (+10,4). Insomma, se da un lato dovremo stare più attenti alla salute, cercheremo comunque di vivere una vita piena, continuando a imparare, divertendoci, cambiando mobili e riarredando casa, viaggiando, non perdendo la voglia di essere eleganti, non disdegnando una buona cena e un bell’albergo. Entro il 2100 gli over 65 nel mondo triplicheranno, arrivando a rappresentare il 24%, quasi un quarto della popolazione complessiva. L’ecosistema europeo vale circa 23 miliardi di dollari.

AgeTech

Va da sé che se questo è il quadro la connessione con il digitale diventa una prospettiva naturale. Si parla quindi di AgeTech (Ageing Technology) per focalizzare l’intersezione tra l’invecchiamento della popolazione e l’innovazione digitale. Il focus è su soluzioni tecnologiche, app e dispositivi per migliorare la qualità della vita. Molte le soluzioni già in cantiere. In prima linea il monitoraggio della salute attraverso ciò che si può indossare, i cosiddetti dispositivi wearable, basti pensare a ciò che consente monitoraggi di parametri importanti come pressione e glicemia in tempo reale, in modo da facilitare la telemedicina. Contano anche molto i sistemi di sicurezza e allarme, agli assistenti vocali, sino alle app per la vita quotidiana. Sono ormai certificati ed entreranno sempre più nella vita di tutti i giorni sensori anticaduta, orologi con Gps, allarmi salvavita, che possono garantire sicurezza in casa. Cominciano ad apparire robot di compagnia e assistenti intelligenti, come ElliQ, contro la solitudine e per rendere più facili le attività di tutti i giorni. Molto presenti le applicazioni specifiche per i campi più vari, per gestire i farmaci, per la video chiamata facilitata e l’inclusione digitale, per esempio il programma «un anziano, un tablet» del Team per la Trasformazione digitale in collaborazione con l’Agenzia per l’Italia digitale (Agid). Tra i benefici dell’AgeTech spicca certamente l’autonomia, l’obiettivo è quello di permettere una vita serena nelle proprie case. E certamente anche l’inclusione sociale, con una connessione più facile con gli altri. Importante anche il supporto che può essere dato a chi assiste gli anziani.

Age-It

L’Italia va assumendo da più punti di vista la fisionomia di un laboratorio per AgeTech. In questa prospettiva si inserisce «Age-It, Ageing Well in an Ageing Society», definita «Una nuova alleanza per progettare soluzioni socioeconomiche, biomediche e tecnologiche per un’Italia inclusiva verso tutte le generazioni», finanziata dal Pnrr, la cui mission è «trasformare l’Italia in un polo scientifico internazionale per la ricerca sull’invecchiamento, un “laboratorio empirico” che rappresenti lo standard di riferimento in campo socio-economico, biomedico e tecnologico per costruire una società inclusiva per tutte le età». Non mancano start-up e imprese specializzate in longevità. La prospettiva è trasformare l’invecchiamento in una opportunità, superando l’idea di una visione assistenziale, immaginando una vita attiva.

Laboratorio Italia

Anche Teha Group e Axa Italia guardano nella stessa prospettiva con Community+ Longevity. Il modello di lettura dell’ecosistema europeo si basa su cinque dimensioni: Ai e Data Intelligence; Genomics & Precision medicine; Med- Tech; Cognitive and Assistive Robotics; Wearables & Connected Health. Innanzitutto, quindi, l’uso dell’Intelligenza artificiale e l’analisi avanzata dei dati per supportare le decisioni, personalizzare i servizi e gestire grandi volumi informativi in campo sanitario e assistenziale. Seguono soluzioni di genomica e medicina di precisione per capire i processi di invecchiamento e sviluppare interventi. MedTech e Cognitive and Assistive Robotics si focalizzano sugli strumenti diagnostici avanzati e le soluzioni terapeutiche, oltre alle tecnologie robotiche e ai sistemi di assistenza. Wearables & Connected Health è il capitolo focalizzato sui dispositivi indossabili, sensori e soluzioni per il monitoraggio continuo di parametri a supporto di prevenzione e gestione della salute.

Hub di innovazione per la longevità

I confronti internazionali in questo campo sono determinanti. Regno Unito con Londra, Usa con Boston, Singapore e Australia tracciano un quadro di riferimento importante. Nel Regno Unito vi è il mercato più importante per investimenti in venture capital con 2,1 miliardi di dollari raccolti. È forte il sostegno alla ricerca e innovazione, la Uk Research and Innovation (Ukpi) ha stanziato quasi 10 miliardi di sterline nel 2024-2025. In Usa Boston-Cambridge in Massachusetts rappresentano una Silicon Valley della longevità. Il Massachusetts investe il 5% del proprio Pil in ricerca e sviluppo. Nell’area di Boston-Cambridge operano oltre 1.000 imprese biotech e life sciences. Per quanto riguarda Singapore, il governo ha stanziato 37 miliardi di dollari per il piano di ricerca e innovazione al 2030, con priorità esplicite su biomedicina, salute e tecnologie sanitarie. In Australia salute e assistenza sono il primo settore per occupazione con 1,8 milioni di addetti, con uno stanziamento di 132 miliardi annui per la spesa sanitaria pubblica, pari al 10% del Pil.

Centenari felici

In Italia abbiamo una tradizione di longevità. Ricerche ad hoc si focalizzano sugli elementi di cui disponiamo per guardare avanti. L’obiettivo è vivere più a lungo e bene. La ricerca e gli investimenti contano. Poi certo ognuno ha anche scelte e risposte nelle proprie mani. Perché le decisioni personali possono fare la differenza.

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