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Profondo cordoglio per la scomparsa di Piero Barucci

Antonio Patuelli, Presidente dell’ABI

Con sincera commozione ricordo Piero Barucci, amico, insigne studioso e docente universitario, illustre banchiere e statista. Piero fino a poche settimane fa era impegnato in studi di storia economica e bancaria ed era molto partecipe anche alle riunioni di ABI come Presidente emerito. Dopo essere stato Presidente di Mps, dell’Associazione Bancaria Italiana, Amministratore Delegato del Credito Italiano e di altri importanti organismi bancari anche internazionali, è stato Ministro del Tesoro nei Governi della prima metà degli anni Novanta, quando dette forte impulso alle privatizzazioni e al nuovo Testo Unico Bancario. Ha svolto anche altri prestigiosi incarichi, fra i quali ha fatto parte per sette anni dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Era un maestro di studi, docente e banchiere aperto al confronto e alle idee. Ebbi confronti intensi con lui nei primi anni Novanta: era l’epoca delle privatizzazioni, di profonde trasformazioni per quella che fu definita foresta pietrificata. Oltre alle privatizzazioni, fu definito il Testo unico bancario, a fine 1993. Ma distinguerei le due esperienze da ministro di Barucci. Il 1992 fu un anno terribile, con una manovra estiva dolorosa e la svalutazione della lira a metà settembre. Barucci era Ministro del Tesoro e Carlo Azeglio Ciampi Governatore della Banca d’Italia. Poi nel 1993 Ciampi divenne Presidente del Consiglio con Barucci ancora Ministro del Tesoro, non certo per un caso. Chi ricorda quelle fasi è in grado di apprezzare meglio l’euro, una moneta più solida e più stabile, con tassi molto più bassi della vecchia lira. Soprattutto il 1993 fu un anno decisivo per accordi innovativi e di spinta per la ripresa economica. Se non ci fosse stata l’opera di Ciampi e Barucci in quegli anni, non saremmo riusciti a prepararci in tempo all’ingresso nell’euro. E un ingresso tardivo sarebbe costato molto di più all’Italia. Piero Barucci negli ultimi anni aveva lavorato ad alcune opere di storia economica, in particolare alla storia del Credito Italiano e al volume enciclopedico sulle biografie degli economisti del Regno d’Italia. E stava preparando un dizionario sugli economisti della Repubblica. È stato uno straordinario studioso, con occhio attento alle Encicliche economiche e sociali dei Papi e con una visione sempre aperta alla libertà e alle responsabilità del mercato. Non a caso fece parte per sette anni dell’Autorità della concorrenza e del mercato. Da Presidente emerito dell’ABI Barucci non ha mai fatto mancare il suo contributo, con le sue partecipazioni sempre intellettualmente stimolanti e preparate. Fino all’ultimo è stato presente con discorsi alti e ragionamenti di rara qualità. Piero è stato un autorevole esempio di rigore morale e di forza intellettuale. Era sempre immerso in ricerche economiche e di storia che hanno rappresentato i suoi principali impegni negli ultimi anni. In questo numero di Bancaria c’è un suo articolo, scritto per ricordare Felice Gianani, Direttore generale dell’Associazione durante la sua Presidenza. Ricorderemo sempre Piero Barucci, un esempio di vita. 

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