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BANCARIA

La rivista mensile dell’Associazione Bancaria Italiana

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BANCARIA è dal 1921 la rivista mensile dell’Associazione Bancaria Italiana ed è pubblicata da Bancaria Editrice. Secondo una politica editoriale ispirata a criteri di qualità e innovazione, BANCARIA guidata da un autorevole Editorial Board pubblica articoli, ricerche, analisi di casi di eccellenza in ambito bancario e finanziario e, due volte l’anno, i risultati semestrali delle banche italiane. Dal 2009 la sezione Forum pubblica articoli di taglio scientifico valutati da almeno due referee con un sistema di doppio referaggio anonimo.

Il senso dell’arte per la cura
di Ildegarda Ferraro

Gli Articoli

Leggere il cambiamento delle banche italiane negli anni Ottanta, il periodo della Direzione generale dell’ABI di Felice Gianani, lascia una sensazione mista fra la nostalgia e la sorpresa. Stiamo parlando di quarant’anni fa, ma sembra di essere proiettati in un’epoca molto più remota. Forse perché il settore bancario italiano è stato, più a lungo di altri, in una sorta di congelatore che lo ha tenuto fermo o quasi addirittura dagli anni dell’anteguerra.
Il libro di Valerio Torreggiani, ricercatore nell’Università di Udine, si colloca nell’ambito delle meritorie attività dell’Istituto Luigi Einaudi per gli studi bancari, finanziari e assicurativi dell’ABI. Si tratta di un volume, edito da Bancaria Editrice, che intreccia diversi livelli e piani sia interpretativi, sia narrativi. Come scriveva il compianto presidente dell’Istituto Maurizio Sella nella Prefazione, è allo stesso tempo un contributo alla biografia di Felice Gianani (che fu direttore generale dell’ABI negli anni 1980-1992), alla «biografia» dell’ABI vista da Gianani, alle trasformazioni bancarie italiane e europee degli anni Ottanta così come vissute da Gianani come soggetto attivo. Vi si battono territori nuovi, giacché «gli anni Ottanta come storia» sono ancora in via di formazione.
Un’inedita rappresentazione delle tendenze dei consumi culturali, espressione dei bisogni della componente giovanile della popolazione. Questo emerge dalla ricerca «I consumi culturali delle generazioni Z e Alpha in Italia e all’estero», presentata ad è cultura!, manifestazione promossa da ABI e Acri con la partecipazione delle banche. Dalla ricerca emerge che nella fase post pandemica il contributo delle giovani generazioni – anche per una fruizione all’interno di programmi scolastici – è risultato molto significativo per la ripresa dei consumi culturali. Tale corpus di evidenze si rivolge dunque agli operatori attivi nell’industria culturale, incluse le fondazioni di origine bancaria e le banche, quale base di riflessione per tracciare nuovi percorsi nella definizione e affinamento delle strategie di offerta. Traducendo le future proposte di contenuti in nuovi linguaggi e canoni in grado di rendere l’offerta culturale ancor più in linea con bisogni sia innovativi che tradizionali.
Dalla rivoluzione industriale in poi si è andata affermando la cultura dell’investimento in conoscenza: una conoscenza utile, che colleghi la ricerca di base e la ricerca applicata e dia luogo a innovazioni tecnologiche e miglioramenti nella qualità del lavoro umano. In economie di mercato sostenute da regole adeguate, questi sono gli elementi cruciali della crescita economica degli ultimi due secoli. Lo sviluppo sembrava aver trovato dalla fine della guerra fredda una dimensione globale, in un contesto di più ampia cooperazione internazionale. L’evoluzione demografica, la crescita e un progresso tecnologico senza precedenti spingevano a interrogarsi su come meglio bilanciare opportunità e nuovi rischi, nella duplice transizione verde e digitale, e affrontare le conseguenze connesse con fenomeni come l’Intelligenza artificiale. Negli ultimi tempi, tuttavia, ci si deve chiedere come potranno essere affrontati problemi di natura globale in un contesto geopolitico sempre più frammentato, meno cooperativo e di incertezze crescenti per la stessa libertà economica.
Arte e cultura sono alla base della crescita personale e sociale. Le ultime ricerche confermano anche che sono una via per la salute, per mantenersi in buona forma, ma anche proprio per rimettersi e rendere più efficace la ripresa psico fisica in caso di malattie. Insomma, sostengono e aiutano la cura. Si parla di «art cure» e di «art therapy». La cultura sostiene la salute e la salute a sua volta spinge l’arte. Il tema è ampiamente affrontato in ambito internazionale dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), ma anche in Italia ci sono esperienze significative, tenute in ampia considerazione dal Ministero della Cultura (Mic).
Il contributo esamina il nesso tra cripto-attività e prevenzione del riciclaggio, con particolare riguardo al ruolo del settore bancario nel contesto della trasformazione digitale dei mercati finanziari. Dopo un inquadramento delle dimensioni del mercato cripto e dei principali profili di rischio connessi soprattutto all’integrità del settore finanziario, l’analisi si concentra sul nuovo assetto regolamentare europeo delineato dal Regolamento MiCar e dall’Aml Package. Vengono evidenziati i profili di coerenza e le criticità applicative, nonché le implicazioni competitive e operative per gli intermediari bancari. Il lavoro sottolinea infine il contributo delle banche ai presidi antiriciclaggio e di contrasto al terrorismo e la necessità di un approccio coordinato a livello europeo e internazionale, idoneo a coniugare innovazione, integrità dei mercati e fiducia.