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Adempimento collaborativo e nuovo patto fiscale

Marco Elio Rottigni, Direttore Generale dell’ABI

1. La visione di lungo periodo

Le banche sono da sempre fondamentali contributori alle casse erariali, non hanno mai fatto mancare il loro apporto, seguendo con scrupolosa accuratezza le regole fiscali, sovente più gravose per il settore. Il ruolo ascritto da sempre al mondo bancario è di perno del sistema fiscale nazionale. Lo spirito di servizio è andato oltre: da decenni le banche italiane, oltre alla loro funzione primaria di intermediazione del credito, hanno assunto un ruolo di ausiliari della fiscalità nazionale, accompagnando l’evoluzione dell’ordinamento tributario con compiti che spaziano dalla riscossione delle imposte, all’intermediazione dei flussi informativi, fino all’adempimento degli obblighi di sostituto d’imposta. In questa veste, le banche non sono semplicemente «soggetti passivi» della normativa, ma partner attivi delle istituzioni nella costruzione di un modello di compliance avanzata, fondato sulla trasparenza, sulla correttezza e sulla cooperazione. Oltre a svolgere un «ruolo tecnico» come sostituto d’imposta, le banche esercitano una funzione di servizio pubblico essenziale, contribuendo alla certezza del gettito erariale e alla semplificazione dell’intero ciclo fiscale, a vantaggio tanto dell’amministrazione finanziaria quanto dei cittadini e delle imprese. È però fondamentale che questa funzione sia esercitata nel pieno rispetto delle prerogative istituzionali: le banche possono e devono essere ausiliari dell’Amministrazione finanziaria, ma non possono trasformarsi in «gendarmi» o «controllori» per conto di quest’ultima. La collaborazione deve poggiare su una chiara definizione dei ruoli, affinché il rapporto fiduciario si rafforzi senza creare equivoci sulle responsabilità di ognuno (vedi box).

2. Cooperative compliance: un cambio di paradigma

Il rapporto tra Fisco e contribuente rappresenta da sempre un tema centrale nel panorama giuridico, economico e sociale del nostro sistema tributario. Il modello dell’adempimento collaborativo rappresenta oggi un cambio di paradigma, quanto meno con riferimento ai soggetti di maggiori dimensioni: non più una relazione improntata prevalentemente al controllo ex post e al contenzioso, ma un dialogo ex ante, fondato sul reciproco scambio di informazioni, sulla certezza del diritto e sulla prevenzione dei conflitti. Questo approccio riflette una visione più matura e responsabile del rapporto tributario: un rapporto che si configura come partenariato anziché contrapposizione, come alleanza per la legalità anziché difesa reciproca. In questa prospettiva, la recente riduzione dei requisiti dimensionali per l’accesso al regime apre scenari di progressiva adesione al modello anche da parte di soggetti che fino a ieri ne erano esclusi. È ragionevole attendersi un ampliamento della platea, ma ciò deve avvenire sempre nel rispetto del principio di proporzionalità, affinché gli oneri organizzativi risultino sostenibili e coerenti con le caratteristiche delle imprese coinvolte.

3. Le banche tra regolamentazione e compliance

È importante sottolineare le connaturate peculiarità delle banche e come ciò interagisca con la loro vocazione alla compliance. Le banche sono, tra i soggetti imprenditoriali, quelli più intensamente regolamentati: la disciplina prudenziale, le regole di vigilanza, gli obblighi in materia di antiriciclaggio e trasparenza, la compliance interna e la governance aziendale rappresentano un intreccio regolatorio di straordinaria complessità. Quando si chiede alle banche di adottare modelli avanzati di compliance fiscale, è dunque necessario tenere presente che si muovono già in un contesto caratterizzato da una regolamentazione pervasiva e multilivello. La chiave del successo non potrà che essere una visione integrata: l’osservanza dei diversi ambiti regolamentari – bancario, finanziario, societario – non può che preludere e garantire anche la compliance fiscale. Le banche, per la loro dimensione organizzativa e per la loro cultura del controllo, sono dunque naturalmente chiamate a essere pioniere di questo percorso, a condizione che le regole siano costruite in modo coerente, proporzionato e coordinato. Questi cambiamenti rappresentano snodi fondamentali, soprattutto in settori strategici come quello bancario, dove la gestione del rischio fiscale non può più essere vista come un aspetto tecnico o facoltativo. Al contrario, essa costituisce un elemento chiave della strategia aziendale, con impatti diretti sulla governance, sulle decisioni finanziarie, sulla loro sostenibilità e, in ultima analisi, sulla reputazione dell’impresa.

4. Fattori di cambiamento e opportunità

Il percorso dell’adempimento collaborativo richiede un impegno non trascurabile e, al tempo stesso, straordinarie opportunità, mi limito a elencarle.

Gli impegni che ci aspettano:

uno sforzo di adattamento culturale da parte di tutti gli attori;

una maggiore disponibilità a condividere informazioni in

maniera tempestiva e completa;

un investimento significativo in infrastrutture tecnologiche

e in capitale umano.

Le opportunità:

una più profonda certezza e stabilità per gli operatori economici;

una riduzione del contenzioso e alleggerimento del carico amministrativo e giudiziario;

un maggiore clima di fiducia, che alimenta la competitività del Paese.

5. Conclusione: un nuovo patto di fiducia

Il settore bancario intende porsi, ancora una volta, come parte attiva, meglio, protagonista di questo processo evolutivo. L’adempimento collaborativo non è soltanto un modello tecnico di gestione del rischio fiscale, ma è una visione di civiltà tributaria: è l’idea che il rispetto delle regole non sia imposto, ma condiviso; che la fiscalità non sia percepita come un peso, ma come strumento di equità e di coesione sociale. In questa prospettiva, banche e Amministrazione finanziaria possono – e devono – camminare insieme, come co-protagonisti di un percorso che ha un unico obiettivo: rafforzare la fiducia reciproca e rendere più solido il patto tra Stato, cittadini e imprese. Dal confronto emergeranno stimoli preziosi, idee concrete e nuove sinergie, capaci di tradurre in pratica quello che oggi appare come un impegno ponderoso, ma che domani sarà una delle grandi conquiste del nostro Paese.

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