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Saluto commosso Maurizio Sella

Antonio Patuelli, Presidente dell’ABI

È con grande commozione che ricordiamo Maurizio Sella. La sua scomparsa priva il mondo bancario di uno dei più prestigiosi punti di riferimento. Da Presidente di ABI, della Federazione Bancaria Europea, di Assonime, della Federazione dei Cavalieri del Lavoro e in altri importanti incarichi, Maurizio Sella ha sempre dimostrato grandi doti culturali, etiche, professionali, innovative, con elevati principi di libertà, solidarietà sociale e rispetto di ciascuno, nel mercato aperto e regolato e per la competitività nel pluralismo bancario. Ho conosciuto molti anni fa Maurizio Sella, ben prima che diventasse Presidente dell’Associazione Bancaria Italiana nel 1998. Ho vissuto tutta la fase della presidenza di Sella per otto anni intensamente con Camillo Venesio, Vicepresidente ABI e Amministratore delegato e Direttore generale della Banca del Piemonte, e poi anch’io come Vicepresidente di Maurizio. La fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila sono stati segnati dalle grandi privatizzazioni bancarie. La «foresta che era stata pietrificata» negli anni Venti del Novecento era in fortissimo mutamento. L’ABI contemporaneamente si è trasformata in un’associazione di banche private, con caratteristiche molto più imprenditoriali. E avevamo già uno sguardo molto attento a ciò che succedeva in Europa, con il passaggio dalla lira all’euro. Ci fu una risposta molto efficiente del mondo bancario. Sella fu molto determinato, e noi molto impegnati con lui, nella realizzazione anche del contratto collettivo di lavoro nazionale unico per banche spa e popolari: un risultato molto importante per garantire uguali condizioni di partenza, sia nella tutela del lavoro sia nello sviluppo delle imprese bancarie. Maurizio Sella aveva un forte attaccamento ai principi della famiglia e ai valori del Piemonte, come la grande laboriosità. Elementi che si sommavano all’apertura all’Europa. Era legato alle tradizioni di famiglia non solo bancarie, ma anche culturali e aveva grande attenzione per l’innovazione. È stato anche Presidente della Federazione Bancaria Europea, un incarico di grande rilievo e prestigio, e ha portato questo respiro europeo nell’ABI. Maurizio Sella ha rappresentato una cultura di indipendenza dalla politica, rispetto per le istituzioni e ha favorito l’apertura al pluralismo e al mercato europeo, anticipando le fasi preparatorie dell’unione bancaria europea formalizzata nel 2014. Il valore del pluralismo bancario è un fondamento che viene da Einaudi, che negli anni Trenta rispondeva, a chi chiedeva se fossero tante o poche le banche in Italia, che non sono poche né molte, perché è il mercato che le seleziona. Oggi, senza contare le realtà particolari come quelle dell’Alto Adige, ci sono circa un centinaio di gruppi bancari e di banche indipendenti e, come dicevamo con Maurizio Sella, questa è una selezione di mercato che evidenzia i caratteri del pluralismo bancario. Abbiamo sempre condiviso l’idea che le capacità di essere solidi, lucidi, prudenti e aperti all’innovazione sono requisiti essenziali, in linea con le regole e la cultura di Einaudi. Nei suoi incarichi nella Federazione Bancaria Europea, Maurizio Sella ha valutato orizzonti molto innovativi. Le banche in Italia sono molto attente alle nuove tecnologie e all’innovazione digitale, con impulsi imprenditoriali forti e una concorrenza positiva. Maurizio Sella ha portato nell’Associazione Bancaria una linea di completa indipendenza e di rispetto per le istituzioni della Repubblica e dell’Unione europea. Questa impostazione si rifà alle regole di Einaudi, come «la banca senza aggettivi». L’ABI è fautrice delle regole e non bisogna mai utilizzare etichette.

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