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BANCARIA

La rivista mensile dell’Associazione Bancaria Italiana

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BANCARIA è dal 1921 la rivista mensile dell’Associazione Bancaria Italiana ed è pubblicata da Bancaria Editrice. Secondo una politica editoriale ispirata a criteri di qualità e innovazione, BANCARIA guidata da un autorevole Editorial Board pubblica articoli, ricerche, analisi di casi di eccellenza in ambito bancario e finanziario e, due volte l’anno, i risultati semestrali delle banche italiane. Dal 2009 la sezione Forum pubblica articoli di taglio scientifico valutati da almeno due referee con un sistema di doppio referaggio anonimo.

Il senso dell’arte per la cura
di Ildegarda Ferraro

Gli Articoli

L’evoluzione demografica porta con sé implicazioni sulla crescita economica e sulla produttività, in Europa e in Italia. Anche il settore bancario è chiamato a fronteggiare le nuove sfide legate ai cambiamenti demografici e alle diseguaglianze sociali ed economiche potenzialmente connesse e a intercettare bisogni emergenti, non esclusivamente finanziari. In questo scenario, l’ABI ha costituito il Comitato Tecnico Strategico «Evoluzione demografica e servizi bancari», quale sede di confronto tra le banche sulle priorità legate a questi cambiamenti strutturali al fine di condividere buone pratiche, riflessioni e proposte di intervento e di individuare soluzioni in grado di generare un impatto positivo nel medio-lungo termine.
L’economia italiana mostra elementi di solidità, ma resta frenata da debolezze strutturali, tra cui la stagnazione della produttività. Il calo della natalità e la riduzione della popolazione in età lavorativa rappresentano fattori critici. In questo contesto, l’investimento in capitale umano è decisivo. Le università hanno un ruolo centrale nella formazione, nella ricerca e nel trasferimento tecnologico, quest’ultimo ancora limitato. Persistono ritardi nel numero di laureati e bassi rendimenti dell’istruzione, mentre si ampliano i divari salariali con l’Europa. Ciò alimenta l’emigrazione dei giovani qualificati e rende difficile attrarre talenti. Rafforzare istruzione, innovazione e natalità è essenziale per sostenere crescita e coesione.
La transizione demografica rappresenta una sfida strutturale di lungo periodo, che inciderà in profondità sulle prospettive di crescita e sugli equilibri economici e sociali dell’Italia. Le evidenze disponibili mostrano con chiarezza come il fattore demografico costituisca uno dei principali vincoli al potenziale di sviluppo, ma anche come esistano margini concreti di intervento per attenuarne gli effetti. In questo scenario, il coordinamento tra politiche pubbliche e iniziative del settore bancario assume un rilievo centrale. Le banche, al servizio dell’economia reale, sono chiamate a contribuire attivamente a questo processo, affiancando famiglie e imprese nelle scelte di investimento e di formazione.
Dell’invecchiamento della popolazione, e delle sue conseguenze per le economie non solo dei paesi avanzati, si discute ormai da molti decenni. Per l’Italia, dove la speranza di vita è ormai tra le massime al mondo e la natalità sui livelli più bassi, demografi ed economisti sottolineano la necessità di mettere in moto interventi e riforme che evitino conseguenze, economiche e sociali, negative. Occorre accrescere la partecipazione al lavoro dei giovani, delle donne e anche dei «giovani anziani» (tra i 65 e i 74 anni), senza trascurare la necessità di accrescere rapidamente produttività e competenze cognitive, proprie della società digitale. In ogni caso sarà necessario per tutti aumentare la sensibilità nei confronti di una formazione permanente, lungo l’intero arco di vita.
L’economia dell’alimentazione, il cosiddetto food, è centrale nel mondo e particolarmente in Italia. Perché cibo non è solo nutrirsi, è economia, storia, senso di appartenenza, visione etica e cultura. La cucina italiana è patrimonio culturale immateriale Unesco. Come ha chiarito il trentasettesimo Rapporto Eurispes l’Italia è sempre più selettiva e consapevole a tavola. Gli ultimi dati del Food Industry Monitor evidenziano una crescita del settore del 5,9% nel 2024 e aumenti per il 2025 e il 2026, certo con i dubbi e le incertezze dell’attuale momento. Ma il cibo è anche cultura. Quando addirittura non fa l’Italia e la storia. Come nel caso di Pellegrino Artusi, il grande cultore della cucina italiana che con la sua opera «La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene» riuscì a mettere insieme la tavola italiana unita.
La normativa europea ha avuto un ampliamento con un dedalo di norme, competenze e responsabilità, con sovrapposizioni e con ben poca proporzionalità per banche di diversa natura e dimensione. Occorre una forte razionalizzazione con Testi Unici, con Codici europei che unifichino e semplifichino le troppe normative in un unico piano europeo (comprese le regole fiscali). Di fronte a nuove spinte di deregolamentazioni che vengono da oltre Atlantico, da dove in passato sono scaturite diverse crisi finanziarie mondiali, in Europa si respira un’aria nuova tendente alle semplificazioni, senza indebolire la resilienza e la stabilità delle banche. È urgente che l’Unione europea proceda con decisa sollecitudine a tutte le semplificazioni ora ancor più indispensabili.